Festa e Benedetti, i portieri classe 1999 vanno in paradiso

Redazione
C'è un modo più di altri per diventare eroe, se porti i guanti e difendi una porta.
 
Quel duello con l'avversario dagli undici metri, nessun altro che può intervenire prima dell'esito della sfida. Simone Festa e Nicolò Benedetti hanno tante cose in comune: la passione per il ruolo di portiere in primis, il percorso importante in società professionistiche (Brescia e Feralpisalò), il 1999 come anno di nascita, la concomitanza nell'aver parato domenica, a pochissimi minuti di distanza, un calcio di rigore decisivo per le sorti delle rispettive squadre.
 
Simone Festa ha ipnotizzato all'ultimo secondo Serafini, attaccante che di rigori in carriera ne ha realizzati tanti, in grande maggioranza nei professionisti. Ne aveva realizzato uno anche domenica, per riaprire il derby con l'Adrense avanti 2-0, ma poi a tempo praticamente subito il suo destro è andato a sbattere contro i guantoni di Festa. Vittoria Adrense e tre punti che significano salvezza. Un grande obbiettivo per i franciacortini, che al primo anno di Serie D hanno conquistato senza particolari assilli la permanenza in categoria, anche per merito del portiere classe 1999.
 
Quasi simultanea l'impresa di Nicolò Benedetti, nel momento catartico della sfida che per il Prevalle valeva una stagione. 1-1 il punteggio parziale, Scariolo, l'attaccante avversario, sceglie di aprire con il destro, Benedetti battezza la conclusione e devia lontano. Cinque minuti più tardi la situazione opposta: Pedruzzi non sbaglia il suo penalty, riporta in vantaggio il Prevalle che al triplice fischio festeggia il trionfo in campionato. Cosa sarebbe successo se Benedetti, tra l'altro autore di una grande stagione, non avesse parato quel rigore? Nessuno può dirlo, ma di sicuro l'estremo difensore biancorosso ha scelto la via migliore per diventare un eroe.