Mauro Bonaccorsi, tre operazioni in due anni, è tornato: due gol consecutivi per la rinascita

Redazione
La fragilità delle ossa si sostiene solo con un animo d'acciaio. Mauro Bonaccorsi, difensore centrale da quest'estate alla Calvina, negli ultimi due anni ha imparato a misurarlo sulla sua pelle, anzi, su pochi centimetri del suo femore destro. Uno spazio piccolo per un dolore insistente, che dal 2016 lo tormenta e per il quale in questo lasso temporale ha dovuto sottoporsi a ben tre operazioni chirurgiche. Un'attesa all'apparenza interminabile ma finalmente conclusa tre domeniche fa, con il ritorno in campo. Da allora due gol, entrambi pesantissimi, e una nuova speranza da coltivare.
 
Tornare ad essere un calciatore "normale" può essere una grande ambizione quando rimani così lontano dalla normalità per così tanto tempo. «Tutto è iniziato nel 2016. Avevo dolore al ginocchio, da alcuni esami venne fuori un problema particolare al femore, l'osso rischiava di sgretolarsi. Inizialmente si temeva potesse essere un problema oncologico, per questo motivo la prima operazione la feci al Civile con il dottor Ippolito, il medico che qualche tempo dopo si sarebbe tragicamente tolto la vita. Passato un anno capimmo che l'intervento non era andato bene, andai a Padova e dopo la seconda operazione stetti fermo ancora un paio di mesi. Rientrai in campo in maglia Rigamonti Castegnato proprio contro la Calvina. Feci una decina di partite e andai in rete per quattro gare consecutive. Tuttavia, pian piano il dolore tornò fuori, arrivai a sentire lo stesso male che sentivo prima delle operazioni. Il problema osseo si era riformato sotto il vecchio intervento. Mi fermai nuovamente».
 
Una brutta botta allo spirito, tanti dubbi nella testa, avere un bivio davanti e scegliere con coraggio e un pizzico di incoscienza da che parte andare. «Caratterialmente sono un ragazzo poco costante, per certi aspetti mi reputo addirittura un lavativo. Ma in questo caso ho dovuto tirare fuori qualcosa, e l'ho fatto principalmente per il calcio. La forza per ricominciare dopo ogni difficoltà, dopo ogni operazione, l'ho presa dalla voglia che avevo di tornare a giocare a calcio. Il calcio mi accompagna da quando ho sei anni, adesso che ne ho ventotto è come allora. Lo spogliatoio è sempre stato una seconda famiglia, allenamenti e partite sono il mio mondo e ad allontanarmene non sono pronto. Certo, a smettere ci ho pensato. I dottori mi dissero che con un incidente violento in campo avrei anche potuto rischiare la protesi. Da una parte mi avevano messo in guardia, dall'altra però mi dicevano che, forse, valeva la pena rischiare, se ci tenevo così tanto, anche perché sono ancora giovane. Perciò decisi di affrontare un'ulteriore operazione, stavolta al Sant'Anna. Ancora fermo, ancora riabilitazione, ancora piscina, poi finalmente sono tornato, di nuovo».
 
A dar la grande chance a Mauro c'è la sorprendente Calvina versione 2017-2018. Il valore del giocatore, che vanta nel suo passato presenze nel Brescia di Cosmi e un campionato di C2 vinto con la Feralpisalò, non è mai stato in discussione. L'integrità fisica, quella sì, era un grande punto interrogativo. «Mi sono aggregato alla squdra in estate. Mi hanno voluto sapendo che mi sarei operato in settembre, mi dissero che mi avrebbero aspettato, e così è stato. La stagione sta andando molto bene, siamo in alto e abbiamo dalla nostra il fatto che non abbiamo niente da perdere. Ora che siamo lì perché non provarci?». Due gol consecutivi in due partite che hanno dato quattro punti alla causa Calvina portano la sua firma. «Non sono mai stato un difensore goleador, ma è da quando sono arrivato al Rigamonti che li trovo abbastanza spesso. Segnare è così bello che ogni volta che salgo in attacco cerco il gol con grande determinazione: forse è questo il segreto, avere più voglia degli altri. Ieri il gol è valso tre punti ed era fondamentale vincere perché venivamo da un momento non positivo. Cominciare il ritorno con il pareggio di Adro ha dato una brutta botta alla squadra: prendere un gol, o meglio, un "gol non gol", all'ultimo minuto, ha fatto molto male. Avremmo fatto un bel passo verso la vetta. Invece da quel pari che sa di sconfitta sono arrivati altri due ko, uno anche meritato come quello con il Cazzago, e il pareggio dove sono tornato al gol. Abbiamo avuto problemi di infortuni, ma ieri siamo ripartiti. Superato il momento no ora dobbiamo crederci».
 
Crederci fino in fondo, al di là delle fragilità: a volte l'ispirazione giusta, d'acciaio, ci gioca a fianco. Basta solo voltarsi e riconoscerla.
 
 

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