Calvina, il D-ay after è ancora più dolce. E le bresciane in categoria salgono a cinque

Redazione
Una gioia irrefrenabile, una lunga notte che rimarrà nel cuore dei giocatori e di tutte le persone che hanno reso possibile il sogno Calvina.
 
Il giorno dopo è forse ancora più dolce per i bassaioli. Ci si gode con la giusta lucidità la conquista di una categoria forse impensabile solo fino a due anni fa. L'uomo del destino? Sicuramente Andrea Crescini, che segnò quattro campionati orsono il gol salvezza in Promozione e ieri nei tempi supplementari, quando entrambe le squadre erano stremate e l'epilogo dei calci di rigore sembrava naturale, ha siglato quello decisivo per la Serie D. Corsi e ricorsi storici che solo il calcio sa offrire.
 
Come spesso scritto però individuare un singolo nel collettivo biancoblù è davvero difficile. Da Micheletti, ieri infortunatosi a fine primo tempo e sostituito a dovere dal 1999 Garletti, a Triglia, che con una doppietta ha coronato una stagione super con tanto di Oscar del Calciobresciano (ha portato bene), passando per l'eterno Moreschi, il quale ha confermato l'addio al calcio giocato, tutti hanno dato un contributo enorme. Basti pensare che la Calvina ieri ha chiuso con un'età media poco sopra ai vent'anni.
 
Si è creato il giusto mix tra elementi più navigati e giovani. Il merito? In primis della società, che nelle figure del dg Tosoni e del ds Zucchi ha fatto la differenza in sede di programmazione, organizzazione e mercato. Poi ovviamente del tecnico Ennio Beccalossi, che di consacrazioni non ne aveva bisogno, ma che con questa squadra ha compiuto un vero e proprio capolavoro raggiungendo probabilmente il punto più alto fin qui della sua carriera in panchina.
 
E così il contingente bresciano in Serie D sale a cinque presenze, una fitta rappresentanza che non toccavamo da metà anni Novanta. Adrense, Calvina, Ciliverghe, Darfo Boario e SDL Area Rezzato, in rigoroso ordine alfabetico e in attesa di capire gli sviluppi da Lumezzane, saranno protagoniste nel massimo campionato dilettantistico italiano. Con orgoglio, idee ed entusiasmo. Ma prima, almeno in casa Calvina, è giusto godersi fino in fondo il D-ay after.
 

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