Bedizzolese e non solo: l'Eccellenza secondo mister Valotti

Redazione

La Bedizzolese è ormai una realtà consolidata del campionato d'Eccellenza lombardo, così come le squadre bresciane lo sono all'interno della categoria stessa. Basta guardare i risultati degli ultimi anni, che hanno sempre premiato una formazione nostrana, dal Ciliverghe al caso recentissimo del Breno.

 

La stagione iniziata con l'antipasto del primo turno di Coppa Italia entra nel vivo tra due giorni, con la prima di campionato. Per addentrarci nel mondo d'Eccellenza - che mai come quest'anno assomiglia più che altro a una D2 - abbiamo scelto di passare da uno dei principali protagonisti dell'ultimo splendido biennio bedizzolese, mister Fabio Valotti. La bontà del lavoro svolto all'interno della società granata è lì da vedere ed il terzo posto ex aequo col Breno ottenuto pochi mesi fa (ufficialmente un quarto, motivo per il quale non bastò lo 0-0 al primo turno play off per passare il turno) ha riempito d'orgoglio l'ambiente e di statuette degli Oscar del Calcio Bresciano i suoi migliori interpreti: dal ds Danieli al miglior giocatore Fregoni, fino, appunto, a Valotti, miglior allenatore.

 

Ora che le squadre si stanno disponendo ai nastri di partenza, guardiamo con gli occhi del mister a questa interessantissima stagione 2019-2020: «Ripartiamo con la consapevolezza che il girone C è ancora più tosto rispetto a quello dello scorso anno. Restando alle campagne acquisti, viene da pensare che molte squadre non sfigurerebbero in Serie D. Poi ci sono le bergamasche, generalmente sempre molto ostiche. Non vedo squadre materasso, mentre ci sono una decina di formazioni che possono ambire a salire. Telgate, Castiglione e Lumezzane partono con l'obiettivo dichiarato di farlo e con rose impressionanti, io però vedo bene anche Valcalepio e Governolese; tra le bresciane occhio a Vobarno e Prevalle, hanno preso giocatori di grande qualità. E poi ci siamo noi».

 

La competitività si sarà alzata, ma a Bedizzole non ci si potrà più stupire se la squadra locale veleggerà nella zona medio alta della classifica: come detto, la dimensione della società è ormai stabilmente questa. «Per questa realtà arrivare costantemente ai play off è tanta roba. Il primo step sarà sicuramente raggiungere il prima possibile i 40 punti, questo non ce lo dimentichiamo. La partenza non sarà semplice, perché il Darfo è blasonato, scende dalla D ed è abituato a stare in alto. Tuttavia dobbiamo essere consapevoli delle nostre potenzialità. In estate abbiamo operato bene sul mercato, sono fiducioso, anche se so che il difficile sta proprio nel riconfermarsi. Siamo partiti bene in Coppa, quello sì, ma il 4-1 esterno con la Trevigliese va contestualizzato: dopo 10' stavamo già sul 2-0, c'era un caldo insostenibile e loro avevano 10 giorni in meno di preparazione nelle gambe. Siamo contenti di quella partita, ma come dico sempre: "Calcio d'agosto non ti conosco"».

 

Un'ultima riflessione la merita il cammino di Valotti all'interno del mondo delle panchine dilettantistiche. Scelto dalla società per sistemare la classifica a novembre 2017, subentrando in corsa a Marco Bertoni direttamente dal campo di gioco, Fabio ha messo molto del suo dentro quei risultati altamente positivi che oggi ci troviamo a commentare, convincendo sia i suoi ex compagni di squadra, che l'ambiente, che i colleghi, gli stessi che ad inizio estate l'hanno votato come il migliore tra loro nell'ambito degli Oscar del Calcio Bresciano: «Non essendo originario di Brescia, un premio molto bresciano come l'Oscar vinto è stato per me motivo di grande soddisfazione. Aver avuto questa occasione è stata una fortuna, anche se è stata dura dire sì ed accettare che la mia vita calcistica cambiasse totalmente: prima finite le due ore di allenamento o partita staccavo, ora il lavoro me lo porto anche a casa. Un'altra fortuna è aver trovato un gruppo di uomini stupendo, che io cerco di gestire prediligendo la chiarezza e il rapporto diretto, non come a volte è capitato a me nel corso delle mie esperienze da giocatore. Sinceramente penso che siano i momenti difficili che ti temprano e finora non me ne sono capitati, ho avuto un inizio carriera davvero roseo. Cercherò di farmi trovare pronto, quando arriveranno».

 

Matteo Carone

 

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