Marrazzo: "Chiuderò a Rodengo la mia carriera. Orgoglioso di indossare la maglia di Molinari"

Redazione

Il Rodengo Saiano era nel destino di Carmine Marrazzo: "Questo paese è casa mia. Non rinnego le mie origini campane, ma qui in Franciacorta ho trascorso più di metà della mia vita e vi sono nati i miei tre figli, c'è un legame grande con questa terra. Quando giocheremo in casa andrò allo stadio a piedi".

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Un legame tale da salutare Crema in men che non si dica per rispondere "presente" alla chiamata dell'amico presidente Maurizio Imperiale. "La stagione non è iniziata nel migliore dei modi. Ho dovuto fare i conti con qualche problemino fisico e non solo... L'arrivo di Stankevicius mi ha dato grandi stimoli, vedevo grande stima nei miei confronti da parte sua, ma non potevo dire no all'opportunità che si è presentata. Con Maurizio c'è un legame profondo e abbiamo anche progetti professionali in comune. Gli avevo promesso che avrei chiuso qui la mia carriera e così sarà, ma ho deciso di arrivare in anticipo perchè questa società si merita un Marrazzo in forma, non pronto a svernare".


Scelta di vita e di cuore, dunque, ma le ambizioni non mancano: "Non serviva il mio ingaggio per far capire quanta voglia di crescere ci sia al Rodengo Saiano. La campagna acquisti estiva ha parlato chiaro e ora si prosegue sulla stessa lunghezza d'onda, con il mio arrivo e quello di Fusari, giocatore di grande spessore e qualità. Al di là del collettivo qui ho trovato un'organizzazione che ha poco a che fare con la Prima Categoria, si punta davvero in alto".


Che il Rodengo Saiano sia una corazzata è evidente, ma la storia del calcio (anche di quello dilettantistico) insegna che il potenziale va tradotto in prestazioni e le prestazioni in punti. "Ne siamo consapevoli - ammette Marrazzo - e ne abbiamo già parlato all'interno dello spogliatoio. Sappiamo che non possiamo fallire e che dobbiamo portare questa società nella categoria superiore. Chiunque ci affronterà lo farà con la massima determinazione, giocando sulla difensiva per non concedere nulla. Dovremo essere pazienti e sfruttare le nostre doti. Le rivali al primato? Credo che il Bienno si la più attrezzata, poi giocare in casa loro è difficile, anche se sono le partite che mi piacciono di più. Occhio anche al Villa nuova, squadra quadrata. Ci sarà da combattere". 


A 35 anni gli obiettivi personali diventano secondari: "E' chiaro che voglio fare tanti gol, ma mi interessano solo i traguardi che riguardano il collettivo e la società". Infine un pensiero significativo al suo predecessore: "Sono orgoglioso di indossare la maglia che è stata di Molinari. Ha fatto tantissimo per il Rodengo. E' un grande attaccante e un bravissimo ragazzo. Gli auguro grandi soddisfazioni".

 

 

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