Ome: il 2019 è gia magico. I segreti delle nove sinfonie di Raineri

Redazione

Un avvio di 2019 scoppiettante quello dell'Ome, squadra che milita nel Girone D del campionato di Promozione, dove ha totalizzato nove vittorie in altrettante partite disputate balzando al terzo posto della classifica. Un ruolino di marcia impressionante spiegato così dal tecnico franciacortino Fabio Raineri.

 

"Un segreto particolare non c'è. La mia fortuna è che alleno una squadra con giocatori di grande qualità, quindi stiamo raccogliendo i frutti di quanto fatto prima. I giocatori sono veramente bravi ma fino a qualche periodo fa erano poco abituati a sbagliare. Un esempio che posso fare è che se ho in rosa un giocatore che fa lanci di 70 metri, fa bene il primo e sbaglia il secondo, gli dico di continuare a provare a fare lanci fino a quando li farà sempre bene, mentre solitamente si tende ad evitare ogni minimo rischio di errore. Adesso ci esce tutto bene, le giocate che dobbiamo fare le facciamo con serenità. Diciamo che abbiamo dato alla squadra il tempo di crescere. Lavoriamo molto sulla testa dei giocatori. I risultati sono il frutto di un processo di autoconvincimento. Adesso i giocatori hanno maggiore consapevolezza nei propri mezzi individuali e collettivi".

 

Nessun lavoro specifico, dunque, solamente continuità e pazienza, parole chiave spesso impossibile da applicare nel calcio moderno. "Merito della società e della squadra. Chi decide di lavorare con me sa che le prime giornate si fa fatica, ma è una cosa che io metto in preventivo. Abbiamo lavorato nello stesso modo che avevamo adottato durante la preparazione estiva sia sotto l'aspetto atletico, sia sotto l'aspetto mentale. E' un percorso che deve essere fatto. Io alleno da otto anni e le mie squadre hanno sempre fatto meglio dalla decima giornata in poi. Le nove vittorie consecutive fanno scalpore, ma anche nelle sei partite precedenti avevamo collezionato quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta contro il Prevalle, che è davanti a noi in classifica".

 

Il resto lo fa la qualità, inseguita e coltivata dal tecnico dell'Ome. "Mi piace avere una squadra con giocatori di qualità e che giochi al calcio, perché vuol dire che puoi lavorarci bene. Credo che l'allenatore dipenda dai giocatori, mai il contrario. Il mio credo tattico varia molto: potrebbe infatti essere diverso da quello che adotterò un domani o da quello che avevo tre anni fa. Contano molto di più i giocatori. Ho una rosa di ragazzi disponibili al 110%. Non c'è la figura di quello che alza la voce per far capire a un altro quello che deve fare. Il gruppo è unito e non c'è nessuno che eccede nei comportamenti. L'unico che nel corso di questi mesi ha fatto del cinema anche quando non doveva farlo sono stato io. A me piace esagerare un pò, perché altrimenti si fa fatica".

 

Raineri fotografa così il momento della sua squadra: "La vittoria che ci ha dato maggior convinzione di queste nove è stato l'1-0 contro il Castel d'Ario, una squadra che, di fatto, non ha giocato a calcio e ha messo la partita sulla cattiveria, sulle botte e sul chiudersi in difesa. Noi fino a domenica siamo stati abituati ad affrontare squadre che giocavano, quindi non eravamo mai andati in difficoltà. Domenica invece abbiamo capito che ogni tanto serve sgomitare per ottenere i risultati. Per il resto a Ome si lavora bene e ci si diverte. Inoltre fino a domenica scorsa essendo a sette punti dal Prevalle era tutto un po' più complicato. Oggi essendo a quattro punti dalla seconda e a cinque punti prima si respira un'aria nuova. Questo filotto ci riempie d'orgoglio ed è inaspettato, perché ci sono società che hanno investito molto più di noi. Adesso però siamo qui, quindi proviamo a divertirci fino alla fine. Il nuovo obiettivo? Vincere tutte e sei le partite restanti per centrare i play-off. Non abbiamo alternative, anche se riuscirci non sarà per niente facile. A inizio ritorno ci siamo detti che dobbiamo arrivare a quota 66 punti, più di questo non possiamo fare".

 

 

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