Prevalle campione - Nodari, prima vittoria da ds: "Convinto che avremmo vinto noi"

Redazione

Non importa come e quando: questa vittoria doveva arrivare, era scritto. Magari proprio con una sliding door incredibile nel match decisivo, come poi avvenuto domenica scorsa contro l'Asola. Insomma, i dettagli sono superflui, per Paolo Nodari ed il suo Prevalle contava solo chiudere in testa. Come previsto già a gennaio, del resto.

 

Già, perché in casa Nodari non è mai mancata la fiducia nella rosa costruita in estate nella sua prima vera sessione di mercato vissuta da direttore sportivo (e non più da giocatore). Consapevolezza dei propri mezzi, condivisione di idee tra staff e dirigenza e amalgama tra allenatore e quei giocatori che fino a pochi mesi fa erano compagni, avevano convinto l'ex attaccante biancorosso che il salto in Eccellenza sarebbe stato compiuto al termine della stagione: «Ci speravo molto, anzi, ne ero quasi certo da parecchio tempo. A gennaio già lo dicevo ai miei amici. Tutti davano come favorito il Lumezzane, per i nomi, perché avevano una rosa più completa. Probabilmente non conoscevano i miei giocatori, mentre io sì, li conoscevo bene anche perché con molti ci ho giocato, e sapevo quello che mi avrebbero dato. Passare indenne la parte centrale dell'andata, ottenendo vittorie pesanti contro Vighenzi e Desenzano e, pur perdendo, giocando molto bene con il Lumezzane, mi aveva tolto ogni dubbio: se fossimo riusciti ad arrivare allo scontro diretto a contatto coi valgobbini, il campionato sarebbe stato nostro».

 

Detto, fatto. L'1-0 nella sfida frontale del 31 marzo con la rivale non è il momento chiave dell'anno, ma solamente quello del definitivo sorpasso, del compiersi della profezia pagana prevallese. Un disegno concluso domenica con gli ultimi 3 punti utili per la matematica, arrivati in maniera non banale, attraverso due rigori consecutivi: da quello parato da Benedetti che scongiura il 2-1 dell'Asola, a quello trasformato da Pedruzzi che sancisce il 2-1 del Prevalle. E che consegna l'Eccellenza ai bresciani. Un successo che, da dirigente, ha un sapore speciale e diverso. «Arrivai a Prevalle il primo anno di Promozione, contruibuendo a tre salvezze. La scorsa estate, lasciando il campo, mi sono trovato a scegliere il mio futuro. So di non avere abbastanza pazienza per fare l'allenatore, per questo ho deciso di accettare la proposta della società e diventare direttore, ruolo che mi piace molto. Conoscere così bene i giocatori non è stato un problema, ho lasciato allo staff la gestione del gruppo, mantenendo il rispetto dei ruoli, ma contemporaneamente ho portato avanti rapporti speciali. Se c'è intelligenza e si riescono a creare i giusti equilibri, lavorare con gli amici ti facilita il compito. In caso contrario te lo complica notevolmente».

 

Nella stagione che verrà si prospetta una nuova avventura per molti dei protagonisti della vittoriosa campagna di Promozione. Nodari, mister Zobbio e il nucleo storico dei giocatori verranno confermati per approcciare con la solita fiducia il selettivo campionato di Eccellenza. «Avevo idee chiare su come impostare la rosa e le avrò anche nella gestione del salto di categoria. La cosa positiva è che sono idee condivise col mister. La squadra non verrà smantellata, anche se dovremo chiaramente aggiungere qualcosa. La nostra forza è spesso derivata dalla chimica dello zoccolo duro, quello con cui ho vissuto il Prevalle in questi anni, scontato per noi ripartire da quello».

 

Matteo Carone

 

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