Esordienti, finti infortuni per aggirare il regolamento del Trofeo Bresciaoggi? Chiarini difende il Ciliverghe: "Sostituzioni necessarie"

Redazione

Il regolamento del Trofeo Bresciaoggi parla chiaro. Tutti i giocatori inseriti in distinta (minimo 14) devono disputare almeno uno dei due tempi previsti.


Unica eccezione in caso di infortunio, con conseguente impossibilità a giocare per il dolore. Il fatto che vi stiamo per raccontare ha fatto discutere parecchio nel panorama giovanile bresciano, e fa riferimento alla categoria Esordienti 2005. Le squadre coinvolte nella vicenda sono Roncadelle, Mario Rigamonti e Ciliverghe, inserite insieme al Darfo Boario nello stesso girone di qualificazione. Di seguito riportiamo la ricostruzione dei fatti e i punti di vista delle tre parti in causa.

 

Partiamo dal racconto di Simone Massussi, allenatore dei 2005 del Roncadelle: “Quando abbiamo incontrato il Ciliverghe alla battuta del calcio di inizio, su indicazione del mister, uno dei giocatori gialloblù ha calciato il pallone in fallo laterale per interrompere subito il gioco e permettere di effettuare quattro cambi preimpostati dalla panchina. Abbiamo chiesto spiegazioni e la risposta è stata che i quattro ragazzi che stavano uscendo erano infortunati e non potevano proseguire la gara. Inoltre gli unici giocatori del Ciliverghe che potevano partecipare alla partita erano i quattordici presenti, altri a disposizione non ce n'erano".
 
Il Roncadelle, per quello che può contare, ha poi vinto la partita, ma la scena vista in avvio di gara ha destato perplessità: “Personalmente ero incredulo per l'accaduto – prosegue Massussi – parliamo di ragazzini di 12 anni che dovrebbero vivere il momento della partita come una festa, cercando di divertirsi il più possibile. Questa decisione dei cambi programmati, inoltre, ha reso tutti i ragazzi in campo abbastanza nervosi e infatti la partita è proseguita in un clima poco sereno. Per come concepisco il confronto tra due squadre a quest'età, è stato davvero un peccato”.
 
Problematiche ravvisate nel successivo incontro anche dalla Mario Rigamonti, che tramite il direttore generale Gaggiotti ha spiegato l'accaduto: “Ci dispiace che una partita sulla carta bella e intensa tra noi e il Ciliverghe sia stata rovinata dalla condotta dei due allenatori dei gialloblù e dal dirigente messo ad arbitrare. Partiamo con la sostituzione dopo un minuto del portiere, fatto strano che ci ha fatto aprire un po' gli occhi, anche se avendo già parlato con il Roncadelle sapevamo di poter incorrere in situazioni al limite. Proseguiamo con un nostro gol annullato per fuorigioco su un tiro da fuori area, con tre giocatori avversari davanti al portiere. Si chiude con la regola dei cambi non rispettata e il mister del Ciliverghe che dalla panchina chiede ai suoi ragazzi in campo se stanno tutti bene e se possono proseguire il match. La partita è finita 1-0 per loro grazie a un autogol, ma credo che il risultato di fronte a certe situazioni non sia una componente rilevante”.
 
Ciò che amareggia Gaggiotti è poi lo strascico di polemiche avvenuto a suon di lettere sui quotidiani locali: “La gara si è conclusa in un clima di grande nervosismo. Anche dagli spalti le urla dei genitori non hanno aiutato a calmare le acque. Ho avuto uno screzio verbale nello spogliatoio con l'allenatore del Ciliverghe Pezzotti, il quale mi ha accusato di non conoscere il regolamento, sostenendo che la regola prevedesse l'utilizzo dei ragazzi per almeno un minuto, quando invece si parla chiaramente di un tempo. Sottolineo l'eleganza del presidente Bianchini, che la sera stessa mi ha chiamato per scusarsi con il sottoscritto e con Scotti, aggiungendo che avrebbe ripreso sia l'allenatore Pezzotti sia il vice allenatore Tognassi. Mi è dispiaciuto allora leggere sui giornali locali due lettere firmate da Tognassi, che non si qualificava come parte in causa, in cui accusava i genitori della Rigamonti di scarsa sportività. Se analizziamo la vicenda, ritengo sia chiaro chi debba recitare il mea culpa, parliamo tra l'altro di due persone tesserate come giocatori per un'altra società”.
 
Il responsabile del settore giovanile del Ciliverghe Angelo Chiarini difende l’operato dei suoi allenatori: “I nostri gesti sono stati fraintesi. Non ci interessava nulla del risultato, abbiamo dovuto agire in quel modo per cause di forza maggiori. Avevamo dovuto convocare anche dei giocatori infortunati perché non avevamo il numero sufficiente per disputare la gara, potendo coinvolgere solamente i ragazzi della Polisportiva Ciliverghe e non quelli della CMM. Se avessimo potuto avremmo aggregato i 2006, ma nel nostro caso è come se appartenessero a una società diversa. I cambi precoci sono stati fatti proprio perché abbiamo messo tra i titolari quei giocatori che non avrebbero potuto scendere in campo per problemi fisici. Tra l’altro avevamo avvisato sia il tecnico del Roncadelle sia quello della Rigamonti. Le cose sono andate così, se non ci credono non posso farci nulla”.

 

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