Zanardelli entra nel club-200 e ridà speranza al Roè: "Gioia inaspettata. Salvezza possibile"

Redazione

Le fortune che bussano alla porta senza avvertirti del loro arrivo sono quasi sempre le più belle. Forse per l'effetto sorpresa, che dà un'accelerata di adrenalina.

 

Claudio Zanardelli ed il suo Roè Volciano questa sensazione particolarmente inebriante l'hanno provata ieri, in un pomeriggio che potrà rimanere a lungo conservato nella memoria: in soli 90', l'attaccante ha raggiunto quota 200 reti in carriera, ed è grazie alla sua tripletta che la squadra - che chiude il girone E di Seconda - ha sovvertito il pronostico con un Real Castenedolo da play off, lasciando accesa quella fiammella di speranza per la rincorsa alla salvezza.

 

Al centro del quadro, però, poniamo per una volta un'individualità, quella di Zanardelli, lasciando la squadra per ora sullo sfondo. Classe '82, con l'hat-trick di ieri il ragazzo di Nave è arrivato a raccogliere 200 gol tondi tondi tra i dilettanti, suddivisi tra Promozione, Prima e Seconda Categoria. Un cammino iniziato vicino a casa ed arrivato fino a Roè, società che giusto un anno fa lo metteva sotto contratto per tentare, guarda un po', di mantenere la categoria. «Ho iniziato al Nave, dove ho fatto tutta la trafila delle giovanili fino ad arrivare alla prima squadra. Lì sono stato 7-8 anni, per poi spostarmi a Concesio e Cellatica, rimanendo quindi in Promozione. Dopo Cellatica il primo approdo a Sabbio Chiese, che poi avrebbe cambiato nome diventando l'attuale Nuova Valsabbia, quindi Urago Mella, un anno diviso tra Vobarno e Lodrino, di nuovo Valsabbia e infine, da dicembre 2016, Roè, scelto per comodità logistica ma anche per l'insistenza del diesse Gigi Amadori, che mi voleva fortemente».

 

Un bel girovagare che, però, ha due tappe più significative delle altre, due esperienze - una più breve, una più lunga - che sono rimaste nel cuore, attraverso le quali Claudio ha potuto far correre veloce il tassametro dei gol. «A Nave sono cresciuto, ma è a Sabbio Chiese che ho trovato la mia dimensione e le persone alle quali ancora oggi sono maggiormente legato. Il diesse Walter Zambelli (il primo a segnalarci la notizia ieri, ndr); Marco Bertoni, che avevo già conosciuto a Nave; Alessandro Freddi e Marco Fusi, coi quali ho condiviso gran parte delle mie stagioni (nella foto Zanardelli, a sinistra, è proprio con Freddi: "Sia lui che Fusi ora sono all'Odolo, all'andata io e Alessandro ci siamo fatti fare una foto perché ci sembrava troppo strano indossare due maglie differenti", ndr); ma direi anche Gigi Nember e Simone Venturini, mio ex compagno di squadra a Nave, poi ritrovato a Sabbio come vice allenatore. Questo paese è poi diventato anche il mio luogo di residenza e quei colori sono stati per tanti anni una seconda pelle. Ricordo molto volentieri anche un'altra esperienza, quella a Urago: fu una stagione perfetta, nella quale raggiunsi il mio record di marcature, 24. Ogni palla che toccavo finiva in rete, ad un attaccante ogni tanto capita».

 

Così come capitano, a volte, i periodi di magra. Può anche giocare alla grande e far segnare a turno ogni compagno in rosa, ma una punta senza gol vive in sofferenza. Sulla schiena di Zanardelli si era arrampicata una scimmia particolarmente ingombrante: pochi gol da inizio stagione, solo 2, e quel traguardo dei 200 così vicino e tuttavia sempre alla medesima distanza. «Non è stata una buona annata finora, né per me né per il Roè Volciano. All'andata ho giocato poco e fino a ieri pomeriggio avevo segnato solo 2 volte. Nel ricominciare la stagione, in estate, era normale pensare all'obiettivo dei 200, partivo da 195. Mio fratello Luca da sempre tiene i conti per me, mi segue e mi sostiene; c'era una maglietta celebrativa pronta da mesi, fatta da lui, ma ad un certo punto ho pensato che non portasse proprio benissimo! E invece questa gioia finalmente è arrivata, e proprio quando non me la sarei mai aspettata».

 

Eccolo qui il rincaro di adrenalina. In una domenica potenzialmente critica nella quale, invece, tutto si sistema nel modo migliore possibile. «Un po' per la mia scarsa prolificità, un po' per le difficoltà di squadra, un po' perché andavamo a Castenedolo ad affrontare una delle formazioni più forti del girone, mai mi sarei aspettato una tripletta. E invece è stata una partita tenuta quasi sempre nelle nostre mani. Siamo passati in vantaggio, ci hanno pareggiato, ma poi siamo saliti sul 3-1 e lì abbiamo gestito, concedendo solo che accorciassero le distanze, ma senza conseguenze. Bravi noi, e anche un pizzico fortunati per aver trovato probabilmente una giornata storta loro; c'è da dire però che 2 delle nostre 3 vittorie sono arrivate proprio contro il Real: li avevamo battuti anche all'andata... siamo la loro bestia nera! Per quanto mi riguarda mi sono tolto un bel peso, sia per il gol che non arrivava, sia per i 200. Ora potrò giocare sicuramente più sereno, più leggero, ed il successo di ieri aiuterà tutto l'ambiente a crederci, perché la salvezza è ancora possibile. Abbiamo 6 punti da rimontare, ma ci sono ancora tutti gli scontri diretti».

 

La festa per i 200 del bomber durerà poco, perché c'è da pensare alla prossima sfida: si va ad Odolo dagli amici-nemici Ferri-Fusi. Ma per qualche ora ancora si può continuare a celebrare un risultato che, inaspettato o meno, non è certo per tutti. «Già domenica abbiamo fatto festa, poi mercoledì dopo allenamento mi toccherà la seconda tranche. La cosa che più mi ha fatto piacere e che conferma la bontà di questo gruppo è che, nonostante siamo ultimi e sappiamo che sarà durissima salvarci, tutti abbiano voluto festeggiarmi... nello spogliatoio me ne hanno fatte di tutti i colori! Li ringrazio davvero. Così come ringrazio di cuore la mia famiglia, a cui va la dedica per questo mio traguardo raggiunto: i miei, mio fratello e la mia compagna Francesca, che da sempre mi supporta e mi sopporta, non facendo mai pesare il fatto che il calcio tolga necessariamente tempo al nostro rapporto. Sono i miei primi tifosi e io mi sento molto fortunato ad averli».

 

Matteo Carone

 

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