Infortuni, Universiade, indifferenza bresciana e ripartenza veronese: la parabola di Filippo Strada

Redazione

Partiamo dalle certezze. Filippo Strada è un talento. Cresciuto nel settore giovanile del Brescia, l'attaccante classe '97 sembrava destinato ad un rapido ingresso nel mondo dei professionisti. Poi il ginocchio aveva fatto crack. Da allora i radar non avevano più segnalato la sua posizione.

 

Tra Prato e Lucchese, in C, Filippo aveva occupato più il lettino dell'infermeria che una zolla verde di campo. La rottura del tendine rotuleo lo aveva bloccato per oltre 7 mesi, influenzando tuttavia anche la stagione successiva, trascorsa ad Adro, in D, bersagliato da fastidi muscolari. Tre stiramenti e pochissime presenze nella passata stagione adrense, da lì la progressiva marginalizzazione della sua posizione agonistica. Quest'estate, però, qualcosa è cambiato, grazie allo studio.

 

Filippo è iscritto alla facoltà di Scienze Motorie del San Raffaele di Milano, cosa che gli vale una finestra su un futuro diverso da quello di calciatore, ma anche la convocazione, a sorpresa, per le Universiadi di Napoli di quest'estate. Il selezionatore Daniele Arrigoni (ex Cagliari, Livorno e Bologna, tra le altre) lo vuole, unico giocatore a militare nella LND. Filippo ripaga con un torneo da assoluto protagonista. Gol all'Ucraina nel 2-0 della seconda giornata del girone, che manda l'Italia alla fase ad eliminazione; gol decisivo al "Vigorito" di Benevento, al 90', contro la Francia ai quarti, una punizione dalla sinistra che incanta e qualifica. Gli Azzurri si fermano in semifinale, ai rigori, battuti dal sorprendente Giappone (poi campione); Strada è già uscito e non può presentarsi dal dischetto. Lo fa invece nella finalina terzo-quarto, calciando e segnando il quinto e decisivo penalty, che condanna la Russia e mette una medaglia di bronzo al collo della rappresentativa italiana.

 

Le prestazioni di Filippo fanno il giro d'Italia e vengono rimbalzate soprattutto nel bresciano, la sua terra, anche dal nostro sito. A questo punto ci si aspetta che la sua carriera ricominci, finalmente, a seguire la propria traiettoria. Non sarà così, perché dopo un precampionato tra Como (C) e Calvina (D) Filippo rimane a piedi. Prima della decima giornata del girone C di Serie D il ventiduenne figlio d'arte firma per il Villafranca Veronese. Esordisce quella domenica, entra al 12' del secondo tempo con la sua squadra sotto 3-1. Al 16' colpisce la traversa, al 17' segna il 3-2, poco dopo il Villafranca pareggia e al 43' un miracolo del portiere estense devia sul montante, il secondo di giornata, una sua mirabile punizione. Finisce in pareggio, così come le successive due giornate. Con questi 3 punti i veronesi fanno tre piccoli passi per allontanarsi dal fondo classifica ed avvicinarsi alla zona salvezza.

 

Rimane, almeno per noi, un interrogativo: quel talento certo, seppur finora fragile, non avrebbe forse fatto comodo anche a certe formazioni bresciane? La scommessa Strada non avrebbe potuto essere vantaggiosa per entrambe le parti? Lo abbiamo chiesto anche al diretto interessato che, partendo dall'esperienza estiva, ha tracciato il suo momento e definito le idee sulle sue ultime decisioni ed i suoi prossimi obiettivi.

 

«Le Universiadi sono state una grandissima esperienza, non solo calcistica ma anche umana, abbiamo vissuto il Villaggio Olimpico assieme a tanti altri ragazzi, provenienti da tutto il mondo. Peccato per la semifinale persa, ma il Giappone era molto più allenato fisicamente ed era dato da tutti come il favorito della manifestazione. Siamo comunque riusciti a portare a casa una medaglia. Per me è stata un'occasione importante per tornare a mettere in mostra le mie capacità dopo tanto tempo. Gli ultimi due anni erano stati costellati di infortuni, da tempo non trovavo continuità. Per questo ora che ho spazio al Villafranca sono contento e penso di star facendo bene con la mia nuova squadra. Ho firmato per loro a fine ottobre, purtroppo non ero riuscito a convincere né il Como né la Calvina, squadre con le quali mi ero preparato in estate. Dopo il bel torneo di Napoli pensavo sinceramente di poter ambire ad una formazione di C, ma in realtà la priorità era giocare, così ho preferito rimanere in D. Non sono deluso dal fatto che nessuna bresciana mi abbia cercato, anche se sinceramente non ne capisco il motivo».

 

«Mi trovo bene al Villafranca e la gara del mio esordio, nella quale sono entrato spaccando la partita, è stata una grande iniezione di fiducia per me, senza contare che se fosse entrata quella punizione, al posto che colpire la traversa, avrei potuto dare addirittura la vittoria alla mia squadra. Ho fatto bene anche nelle due successive giornate, sono contento e spero di proseguire su questo percorso senza essere nuovamente rallentato da infortuni. Nei periodi più difficili mio papà Pietro è stato molto importante, mi ha sempre sostenuto, mi ha sempre spronato a non mollare e ha sempre creduto nelle mie potenzialità. Ora voglio dimostrare che non si sbagliava».

 

Matteo Carone

 

Banner Transped articoli

bsnews