L'ultima follia di Di Nunno. Dopo il rosso a Bertani entra in campo: partita sospesa. Tensione anche con Javorcic

Redazione
Che il presidente del Lecco Paolo Di Nunno sia un personaggio piuttosto focoso è risaputo, così come era prevedibile che il big match tra Lecco e Pro Patria, considerando la posta in palio elevata soprattutto per i padroni di casa, potesse riservare polemiche e discussioni.
 
Il patron ex Seregno durante la sfida odierna ha però letteralmente perso la testa. I fatti. Al 23' del primo tempo Bertani, già ammonito, realizza un gran gol che vale il vantaggio per il Lecco. L'esultanza è piuttosto smodata, l'attaccante lecchese si arrampica sulla struttura che separa il terreno di gioco dalla tribuna per festeggiare con i tifosi, ma secondo l'arbitro, il signor Monaco di Termoli, i festeggiamenti di Bertani sono eccessivi. Doppia ammonizione e cartellino rosso.
 
Di Nunno nel giro di pochi secondi scende in campo avvicinandosi minacciosamente al direttore di gara (foto: Lecco Channel). I suoi giocatori provano a fermarlo, ma Di Nunno è incontenibile e il gioco non riprende. Trascorrono diversi minuti di stop, Monaco fa di tutto per allontanare il presidente dei locali che però non fa un passo indietro. Alla fine Di Nunno viene accompagnato fuori dal campo, la partita riprende, ma in un clima di assoluta tensione l'arbitro decide di penalizzare ulteriormente il Lecco. Prima decretando un rigore dubbio per la Pro Patria, fallito da Santana, poi, a inizio ripresa nel giro di sei minuti, espellendo anche Cavalli e Moleri. I bustocchi chiudono i conti in undici contro otto, ma per Di Nunno non finisce qui.
 
L'imprenditore brianzolo entra in sala stampa accusando Ivan Javorcic di aver rubato la partita, stesso discorso per la presidentessa della Pro Patria Patrizia Testa. Un vero e proprio show, del quale Di Nunno pagherà con inevitabili sanzioni. Per tutto l'ambiente lecchese lasciarsi alle spalle una domenica come questa non sarà compito facile.
 

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