Campioni d'Inverno - Capitan Nicoletti e "l'anno buono" del Passirano

Redazione

Ci giri intorno ma non lo afferri mai, ingoi tanta delusione e ti chiedi se mai arriverà il tuo momento. Poi l'occasione arriva e allora no, non puoi proprio lasciartela sfuggire, non stavolta.

 

Davide Nicoletti, 35enne capitano del Passirano, è da cinque stagioni che aspetta con pazienza le carte giuste e, oggi che le ha, è pronto a fare all-in per prendersi finalmente tutto il piatto.

 

Nel girone A di Terza Categoria il Campione d'Inverno è il Passirano, primo con 27 punti raccolti in 12 partite, con 8 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta, a +3 sul terzetto Nuova Camunia, Pedrocca ed Eden Esine. Un'andata importante, fatta di diverse soddisfazioni, tra cui il record casalingo composto da soli successi. Eppure a Passirano il titolo d'inverno interessa il giusto, l'unico che conta è quello che verrà consegnato a fine aprile o, al limite, durante l'appendice di maggio. A fine stagione, direttamente o no, dovrà arrivare il pass per il salto di categoria. «Vivo in una frazione di Passirano da quando mi sono sposato nel 2010 - racconta Nicoletti - e gioco per questa squadra da cinque stagioni. Lottiamo dichiaratamente per un posto in Seconda, che arrivi con la vittoria del campionato o con quella dei play off non importa. Dopo anni di tentativi andati male, credo che quest'estate sia arrivato ciò che mancava. Abbiamo sempre avuto una rosa di qualità, forse ne avevamo anche troppa, ma eravamo carenti in altri aspetti. La società è stata brava da una parte a confermare il gruppo storico, dall'altra a far arrivare giocatori che ci potessero far cambiare marcia dal punto di vista della mentalità. Gente abituata a vincere, come i 3 reduci dall'esperienza vittoriosa del Travagliato. Personalità e mentalità vincente all'interno di un gruppo già compatto, questa la formula».

 

Formula che si sta rivelando vincente. A parte l'inciampo col Centrolago all'8a giornata, il cammino del Passirano è stato invidiabile, addirittura impeccabile tra le mura amiche. «Il nostro campo esalta le nostre caratteristiche: è grande, ci dà la possibilità di esprimere il nostro gioco, che è sempre propositivo. I punti li abbiamo persi in trasferta, ma anche fuori casa il nostro approccio non è mai cambiato. Anche in campi piccoli, ricordo quello di Folzano, ad esempio, la partita l'abbiamo sempre fatta noi».

 

Un campionato di Prima vinto a San Zeno, la successiva finale di Coppa Italia in Promozione, 2 trionfi ai play off: anche Nicoletti sa come si vince. E sa di essere soltanto a metà del lavoro: «Non dobbiamo perdere l'umiltà che abbiamo sempre dimostrato non tanto in partita, ma durante la settimana. La classifica è corta e ci sono avversarie pericolose; la Nuova Camunia, ad esempio, mi ha fatto un'ottima impressione, per ritmo e qualità. Questo è un campionato strano, siamo abituati a giocare 30 partite a stagione, mentre quest'anno siamo solo in 13 squadre nel girone, quindi ci fermeremo a 24 match. Nessuno è abituato a questa formula, ma credo possa diventare un vantaggio per noi: star davanti, anche se di pochi punti, è sempre meglio che inseguire, in particolare quando le partite a disposizione e di conseguenza le possibilità di errore si riducono. Star dietro è peggio, ogni volta scendi in campo con la pressione di non poter sbagliare. Mi sono trovato tante volte in quella situazione, so quanto sia difficile. Per questo mi tengo il mio primo posto, pur rimanendo focalizzato sull'obiettivo, che è quello di vincere in primavera. Questo deve essere il nostro anno».

 

Matteo Carone

 

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