Morè nuovo responsabile dell'attività di base: “Spero in una crescita a livello culturale”

Redazione
Alessandro Morè è il nuovo responsabile dell'attività di base. Classe 1990 e laureato in scienze motorie, Morè da giocatore ha compiuto tutta la trafila nelle giovanili del Brescia e attualmente è in forza all'Orceana. Allo stesso tempo ricopre ormai da diversi anni il ruolo di allenatore nell'ambito dell'attività di base. Un curriculum già di tutto rispetto.
 
Ormai da qualche giorno il ventisettenne di Bagnolo è operativo nel nuovo ruolo: “Sono contento della fiducia riposta in me dal comitato – spiega Morè – la mia candidatura è stata accettata a Milano e così mi sono buttato in questa nuova avventura, ovviamente con grande umiltà e senza volere avere la verità in mano. Avrò il compito di coordinare l'attività bresciana dai Piccoli Amici agli Esordienti, cercando di creare unità tra le società del territorio bresciano, proporre idee e portare avanti progetti che, perchè no, possano poi interessare non solo la nostra provincia, ma arrivare su scala regionale e nazionale”.
 
Avere un vissuto importante nel mondo del calcio giocato e allenato sicuramente aiuterà: “Ho avuto la fortuna di incontrare nel mio percorso persone che reputo delle eccellenze in questo settore e che mi hanno sempre insegnato a raccogliere il meglio in ogni ambito della vita, dal calcio al lavoro. A Brescia mi hanno dato le basi prima Roberto Clerici e poi Angelo Facchinetti, ma la formazione completa me l’ha fornita Salvatore Giunta che è stato mio allenatore per tre anni ed è stato fondamentale nel mio percorso non solo calcistico” .
 
Grande stima anche per Mauro Bertoni: “Lo reputo il mio punto di riferimento, una persona con cui mi confronto spesso per discutere di ogni specifico ambito del calcio. C'è un'amicizia speciale, purtroppo non l'ho mai avuto come compagno, ma solo da avversario sia da giocatore sia da allenatore e sono sempre rimasto affascinato dal suo modo di lavorare e concepire questo sport. Inoltre a livello dirigenziale figure come Silvano Gafforini e Enrico Guarneri sono state preziose, hanno saputo mostrarmi grande competenza e onestà. Discorso simile per Elio Lauricella, Danilo Facchinetti, Massimo De Paoli, figure che hanno arricchito in maniera significativa la mia crescita, ma ovviamente tutti, dagli allenatori ai direttori sportivi passando per i colleghi, mi hanno trasmesso qualcosa”.
 
Ora la “mission”, che speriamo diventi sempre meno “impossible”, di portare aria di cambiamento in un settore in crisi sul piano tecnico e soprattutto morale: “Mi piacerebbe un cambio di mentalità a livello culturale – spiega Morè – si è ancora troppo legati al risultato in fasce d'età dove l'unico obbiettivo dovrebbe essere il divertimento e la crescita dei bambini. Spesso è colpa delle società che promuovono solo i tecnici che ottengono risultati, altre volte sono gli allenatori a giocare per vincere a tutti i costi. Sono anche io allenatore e a volte mi capita di non sapere nemmeno come finisca la mia partita in termini di gol, il risultato è l'ultima cosa che mi interessa e spero che prima o poi questa mentalità l'avranno tutti gli allenatori che operano nell'attività di base”.
 
Occhio di riguardo anche per la formazione dei tecnici: “Tutto parte da loro, è necessario che chi lavora con i bambini abbia le idee chiare su quale debba essere la metodologia da applicare. Ogni categoria, anzi ogni anno di età, ha le proprie prerogative e vanno conosciute alla perfezione. Chi  ad esempio lavora con il primo anno Pulcini deve avere conoscenza di cosa serve per il bene del bambino a livello tecnico, tattico-strategico, coordinativo e mentale. E così per ogni anno di età. Altrimenti si fanno solo danni”.
 
Idee chiare e maestri d'eccezione. Morè ha senza dubbio il physique du role per ricoprire la nuova carica. “Umiltà, competenza e passione. Sono le parole chiave che mi accompagnano in ogni ambito della vita. Le rispetterò anche qui”.
 

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