Un mazzo di fiori al mister avversario colpito da un grave lutto: il gesto di grande umanità in Breno-Bedizzolese Juniores

Redazione

La potenza di un gesto semplice, di un pensiero gratuito e sincero, è sempre sorprendente. La cronaca della partita di cartello della ventiquattresima giornata degli Juniores Regionali di Fascia A, Breno-Bedizzolese, non può prescindere da un momento che col calcio non c'entra nulla. Un misto tra spontaneità, sorpresa, cordoglio ed emozione che ha toccato tutti i presenti.

 

Senza sporcare ulteriormente il foglio di frasi superflue, riportiamo il messaggio arrivato in redazione all'indomani del suddetto incontro tra prima e seconda forza del girone E di categoria. A scriverci è Franco Moè, mister degli ospiti. In allegato due foto (una delle quali potete vederla in pagina) dello stesso soggetto floreale. «Mi hanno omaggiato dopo lo schieramento con un mazzo di fiori per la scomparsa di mio fratello in settimana... veramente un gesto inaspettato... emozionante».

 

Lino Moè era mancato pochi giorni prima, il Breno ne era venuto a conoscenza, da lì la scelta di far sentire la propria vicinanza all'uomo, incidentalmente primo grande rivale della stagione sportiva. «Ci sono rimasto malissimo, in senso positivo. Ripeto, non potevo aspettarmelo, la loro sensibilità mi ha colpito profondamente, hanno dimostrato di avere valori rari».

 

A far da messaggero era stata una vecchia conoscenza bedizzolese, Francesco Faini, coach della prima squadra del Breno: ce lo racconta Antonio Pietroboni, dirigente accompagnatore dei camuni: «Durante la rifinitura della formazione di Eccellenza, Faini ci ha avvertito del fatto che la squadra che avremmo dovuto affrontare con la Juniores, la Bedizzolese, era stata colpita da un grave lutto: era morto il fratello dell'allenatore. Ci è venuto spontaneo pensare di fare qualcosa. Inizialmente avevamo messo in conto la possibilità di rinviare la partita, ma avvertiti del fatto che loro sarebbero saliti ugualmente a giocare, abbiamo optato per un piccolo pensiero, un mazzo di fiori. Sinceramente ci fa molto piacere che siano stati loro stessi ad informarvi dell'accaduto, significa che il nostro pensiero è stato apprezzato».

 

L'ultima parola è proprio di colui che ha reso possibile il gesto, il trait d'union tra due società, due paesi, due sensibilità: Francesco Faini. «Avevo saputo il giorno prima della scomparsa del fratello di Franco Moè. Lino non lo conoscevo, mentre con Franco ho collaborato quattro anni a Bedizzole ed inoltre ho allenato anche suo figlio, Davide, sempre a Bedizzole. Mi sembrava corretto fare presente alla mia nuova società che il mister della Bedizzolese stava affrontando un lutto familiare ed un momento personale difficile, infatti sabato mattina c’era il funerale ed il pomeriggio Franco sarebbe stato in panchina con i suoi ragazzi per affrontare una partita per la testa della classifica. La società del Breno, che si fonda su sani principi, ha sicuramente fatto un bel gesto nei confronti del mister facendo sentire la propria vicinanza. Certi valori umani me li ha anche insegnati lo sport e credo che questi valori vengano prima di ogni cosa».

Matteo Carone

 

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