Juniores, partita interrotta al 75'. Arbitro insultato, accerchiato e in lacrime

Redazione
foto d'archivio

Il fischietto come strumento di liberazione da un incubo, sfoderato con 15 minuti d'anticipo dal 90'. Il giovanissimo arbitro di Mapello - Breno l'ha utilizzato così, chiudendo anzitempo una contesa degenerata. La sfida, valevole per la nona giornata del campionato Juniores Regionale (girone C) lo aveva ormai travolto, sovrastato da insulti e gesti intimidatori che l'hanno costretto a gettare la spugna.

 

Il racconto dei diretti interessati è intriso di amarezza. "Per chi ama questo sport è stata una giornata orribile - afferma il tecnico del Breno Roberto Berlinghieri -. Al momento dell'interruzione della partita quello di fronte a noi non era più il direttore di gara, ma un ragazzo più o meno coetaneo dei nostri giocatori, in lacrime e letteralmente accerchiato. Vederlo così è stato davvero brutto. Non c'erano più i presupposti per giocare e credo che abbia fatto bene a sospendere la partita. Era  sotto shock per le continue aggressioni verbali e perfino fisiche dei giocatori del Mapello, protagonisti di un accanimento totale nei suoi confronti. Sono andati ben oltre il limite consentito. Con un altro arbitro avrebbero finito la gara in cinque giocatori, non in nove. Ora vedremo cosa deciderà il giudice sportivo. A noi interessa poco se verrà omologato un risultato che ci vedeva in vantaggio per 4-2 o se verrà ripetuta la gara. A perdere è stato lo sport, e quando accade in ambito giovanile è ancora più triste".  

 

Parole dure anche quelle del direttore sportivo del Mapello Luca Alessio: "L'atteggiamento dei nostri ragazzi è stato inaccettabile. Purtroppo la categoria Juniores è fatta da giocatori che non sono né uomini né ragazzini, che spesso dimostrano di  non aver ancora capito come ci si deve comportare all'interno di un campo di calcio e nella vita. Eventuali errori arbitrali vanno accettati. La direzione di gara può averci penalizzati, ma certe reazioni verbali e non solo non portano nulla di buono, anzi, peggiorano ulteriormente la situazione".

 

La società bergamasca ora teme sanzioni significative e maxi squalifiche. "Attendiamo il verdetto del giudice sportivo e nel frattempo tireremo le orecchie ai nostri giocatori. Siamo stanchi di collezionare cartellini rossi e gialli. La società esige un cambio di rotta totale nel comportamento. Come educare questi ragazzi? Temo sia un problema generazionale. Presi da soli sono tranquilli e sembrano consapevoli dei loro sbagli, poi quando si trovano in determinate situazioni le cose cambiano. Devono capire che nel mondo del lavoro e nella vita da adulti certi errori, se ripetuti, porteranno a conseguenze ben più gravi. Certamente spostare lo sguardo dal campo alle tribune e vedere i genitori delle due squadre litigare non aiuta. Sono temi cruciali per il nostro Paese. Ci vorrebbe un esame di coscienza collettivo”.

 

Infine la replica a mister Berlinghieri: “Sappiamo quali sono stati gli errori dei nostri ragazzi, non ci servono paternali. Noi pensiamo ai nostri, loro pensino ai loro perché ci sarebbe molto altro da dire. Non ho visto santi in campo, ma mi hanno insegnato di guardare a me stesso, non ai comportamenti altrui”. 

 

 

 

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