Fair play: il gesto degli Allievi della Vighenzi nei confronti dell'avversario infortunato

Redazione

Un gesto semplice, spontaneo, di valore, che sottolinea come nello sport, perfino nel calcio, si possano ancora trovare germogli di umanità. È quanto successo sabato, a margine della partita di campionato tra gli Allievi Regionali di Darfo Boario e Vighenzi.

 

I camuni da un paio di settimane non possono contare su Nicholas Cadei (a sinistra nella foto Fotolive), vittima di un brutto infortunio, occorso durante il match del Trofeo Bresciaoggi del 27 febbraio. L'avversaria era la stessa di quel mercoledì, la Vighenzi, la stessa che aveva assistito al violento impatto che aveva provocato la frattura della tibia al 2002 neroverde. Tornati sullo stesso campo, per testimoniare la loro vicinanza ad un avversario più sfortunato di loro, i ragazzi di mister Vittorio Sandrini hanno deciso di portare con sé un piccolo presente: una maglietta della Vighenzi, accompagnata da un pallone autografato da tutti i giocatori. Un modo per dire: "Forza, siamo con te!". Un gesto semplice e spontaneo, appunto, che ha fatto breccia nella sensibilità di Nicholas e di tutta la società camuna.

 

«L'idea è venuta dai ragazzi - afferma Alberto Locatelli, responsabile del settore giovanile della Vighenzi - per solidarizzare con un avversario che aveva subito davvero un brutto trauma sportivo. Siamo stati felici di aver fatto questo piccolo gesto e abbiamo apprezzato i ringraziamenti sia da parte della società Darfo, che quelli del diretto interessato».

 

«È stato un contrasto di gioco che ha interessato Nicholas ed il nostro portiere - spiega il presidente del Darfo, Walter Venturi -, un'uscita decisa e un impatto fortuito che hanno causato il grave infortunio. È stato fondamentale l'intervento repentino di mister Francesco Cannarozzi, che è corso su Cadei per impedirgli di vedere quanto grave fosse la situazione. Tutti i presenti erano scioccati, non è stato facile per loro. Da sottolineare la tempestività del nostro dottore, Giorgio Grazioli, il primo ad intervenire, e della stessa ambulanza: in otto minuti erano entrambi sul posto. Il ragazzo è già stato operato, è tranquillo. Noi non possiamo che ringraziare di cuore la Vighenzi per il suo gesto, hanno dimostrato grande sensibilità».

 

L'ultima parola la lasciamo al diretto intervistato, che ha appena intrapreso il lungo cammino post-operatorio: «Ora sto molto meglio, anche grazie all'affetto che ho sentito in questi giorni. Mi hanno operato due giorni dopo l'incidente e fin da quando sono arrivato in ospedale mi sono arrivati tanti messaggi, anche da parte dei giocatori della Vighenzi: mi chiedevano come stavo, successivamente si sono fatti sentire per sapere se l'operazione fosse andata bene. Mi ha fatto molto piacere, così come mi ha fatto piacere il regalo ricevuto sabato, anche se purtroppo non ero presente al campo. Appena ricevuti maglietta e pallone ho contattato subito uno dei loro giocatori, gli ho scritto di ringraziare tutti di cuore. Ora mi aspetta un lungo recupero. Fortunatamente non mi sono rotto anche il perone, ma non ho certezze sui tempi di recupero, dipenderà da come si calcifica l'osso; tra l'altro dovrò subire un'altra operazione per rimuovere viti e piastre. Mi hanno detto che potrei riprendere nel prossimo gennaio, ma credo e soprattutto spero di rientrare prima».

 

Matteo Carone

 

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