United e Feralpisalò, stretta di mano. Prandi: "Per noi nuovi orizzonti". Strada: "Cresceremo insieme"

Redazione

“Essere Unione Sportiva Oratorio, per noi, è un vanto. Nel nostro operare ci sono valori morali imprescindibili e soprattutto oggi vogliamo testimoniare che fare sport di qualità è possibile anche negli oratori, contro ogni luogo comune”. Parola di Marino Prandi, che nel giorno della stretta di mano dell'Uso United con la Feralpisalò ha illustrato passato, presente e futuro del club di Bovezzo.

 

Una realtà nata in oratorio nel 2014 dalla fusione tra due società (Bovezzo e Prealpino), dunque, è arrivata a fare sinergia con una realtà di primo livello come quella capitanata dal presidente Giuseppe Pasini, abituata al palcoscenico professionistico e proiettata verso un sogno chiamato Serie B, ma profondamente legata al territorio.

 

Il discorso di Prandi (qui l'intervista del maggio scorso sul progetto United ndr) è partito dalle origini per poi sbirciare il futuro “non si possiamo dimenticare la nostra identità forte, che andrà portata avanti nel tempo e che trova compimento in questa collaborazione preziosa per aprire nuovi orizzonti”. Poi spazio ai dati di un percorso di crescita che ha visto passare i tesserati da 250 a 372 nell'arco di un lustro, complice l'ottima programmazione sul rafforzamento delle risorse umane (dirigenti, staff tecnico, volontari) e la strategica collaborazione con il Comune di Bovezzo, come testimoniato dal sindaco Antonio Bazzani “ha fatto il massimo per sostenere un progetto in cui ha sempre creduto”, il cui sviluppo è stato testimoniato anche dal consigliere comunale ed ex allenatore professionista Ermanno Franzoni: “Osservo tutti i giorni il lavoro di questa società e devo dire che la crescita è costante”.

 

Una crescita che ha consentito all'Uso United di attrarre nuovi atleti anche dalla bassa Valtrompia e dalla Valgobbia. “Oggi - ha sottolineato Prandi - abbiamo 2/3 squadre per ciascuna annata e operiamo dai primi calci agli Under 17. Sottolineo l'importanza del progetto di psicomotricità dedicato ai più piccoli e la possibilità di disporre di strutture all'avanguardia: due campi a 11, uno a 7, uno a 5, una gabbia e una palestra. Ciò che offriamo, evidentemente, ha trovato sempre più riscontri e interesse da parte delle famiglie. Non è facile essere all'altezza delle aspettative e in questo grandi meriti vanno ai tecnici ma anche ai numerosi volontari”.

 

L'attività sportiva, inoltre, si amalgama con i numerosi progetti sociali, eventi e feste in oratorio, nei confini di Bovezzo ma anche oltre, come si evince dall'ultima scintilla scoccata dalla mente del responsabile tecnico Gigi Nember: portare i ragazzi del 2005 ad Amatrice per un torneo dal sapore speciale, che li vedrà impegnati dal 23 al 25 aprile in un contesto prezioso per “capire che non esistono solo Bovezzo e Brescia, ma che bisogna saper guardare oltre e che nella vita possono capitare situazioni difficili, sulle quali riflettere e dalle quali imparare lezioni importanti”.

 

Pietro Strada, responsabile del settore giovanile della Feralpisalò, ha così sfruttato al meglio l'assist di Nember, che il settembre scorso propose al dirigente verdeblù un progetto di affiliazione: “Sono felice di averlo ascoltato e che sia stato possibile questo matrimonio. Siamo in una realtà dove c'è grande entusiasmo intorno al calcio. L'accordo siglato è ovviamente di natura sportiva e tecnica, ma la presenza di valori educativi e sociali tanto cari alla Feralpisalò non può passare inosservata ed è uno straordinario valore aggiunto. Potremo crescere insieme. Mi auguro che un talento sbocciato in casa United possa un giorno indossare la maglia della nostra Prima squadra, dove stiamo scommettendo con convinzione sui giovani di un vivaio che sta garantendo grandi risultati”.

 

Nel municipio di Bovezzo è intervenuto anche Pietro Lodi, responsabile dei progetti speciali e delle affiliazioni della Feralpisalò: “Qui di oratoriale sono rimasti solo gli aspetti più belli e insostituibili, per il resto l'Uso United si configura come una società quasi professionistica sotto tutti i punti di vista, in cui fanno la differenza persone di qualità. Abbiamo scelto loro. Non abbiamo imposto contratti, ma abbiamo tracciato una linea comune per un percorso di crescita reciproco. Nulla verrà lasciato all'improvvisazione e opereremo spalla a spalla con un occhio di riguardo per l'attività di base. Sarà una collaborazione vera, con contatti continui mirati ad intercettare esigenze e pianificare interventi. Per noi conterà anche la collaborazione dei genitori. Il primo approccio sarà il camp estivo nel mese di luglio, poi da settembre inizierà questa nuova ed esaltante avventura”.

 

 

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