Senza campo. A Gavardo cantiere infinito e settore giovanile nomade. Tonoli: "Mi dimetto"

Redazione

È un momento storico davvero complicato per il Gavardo che, di fatto, si trova senza una casa, costretto a far peregrinare 11 formazioni del suo settore giovanile, composto da circa 300 ragazzi, su altri campi della provincia perché il suo è bloccato da un cantiere che procede a dir poco a rilento.

 

“Ho rassegnato le mie dimissioni da presidente dell'Ac Gavardo - racconta Giorgio Tonoli - perché non posso più accettare questa situazione. Credo sia un atto dovuto. La decisione ora spetterà al Consiglio, che si riunisce stasera, ma non potevo continuare a metterci la faccia per questo grave disservizio che non dipende da me e per il quale mi scuso ancora una volta con i nostri tesserati e le loro famiglie. Sono molto addolorato e ovviamente pronto a tornare sui miei passi, ma dovevo dare un segnale forte”.

 

L'oggetto della questione è il campo sintetico a 11 del centro sportivo Karol Wojtyla, dove lo scorso 24 luglio sono iniziati gli attesissimi lavori di rifacimento. La società, infatti, attendeva dal 2015 una ristrutturazione fondamentale per ottenere l'omologazione Figc.

 

Un labirinto intricato tra deroghe, ricerca fondi, giunte comunali dimissionarie e progetti elaborati in autonomia, con la società giallonera che aveva finalmente trovato una via d'uscita la scorsa estate, in sinergia con Comune e Comunità Montana. Le tre realtà decidono di suddividere la spesa di 300mila euro prevista per rinnovare il rettangolo di gioco, ma il traguardo - che sembrava ormai vicino - si allontana: “Per legge è stato necessario aprire un bando nazionale. A vincerlo è stata un'impresa di Lecce, che lo scorso 24 luglio ha iniziato i lavori comunicandoci che il 31 agosto il campo sarebbe stato disponibile. Purtroppo non è stato così, e ad oggi siamo ancora in attesa del nostro campo, sostenendo costi impensabili per i trasporti e la logistica. Ero stato molto chiaro sulle nostre necessità, ma gli accordi non sono stati rispettati e a rimetterci siamo noi. Cosa manca? Dopo aver atteso a lungo il trattorino per l'intaso il mezzo è arrivato, ma ora la procedura non può essere portata a termine perché continua a piovere. É ovvio, siamo a novembre...”.

 

L'azienda che gestisce il cantiere ha assicurato al Gavardo che, complice la clemenza del tempo, basteranno una manciata di giorni per ultimare il tutto, ma la pazienza è finita da un pezzo. “Col senno di poi è stato un errore indire quel bando nazionale. Dovevamo avviare le procedure istituzionali solamente per il manto erboso, noi eravamo disponibili ad accollarci il resto dei lavori. Così facendo per un lavoro sotto i 200mila euro non ci sarebbe stato quel vincolo normativo e avremmo potuto chiedere semplicemente 5 preventivi tra i quali scegliere l'ideale. L'amministrazione non se l'è sentita. Il fatto è che con i bandi nazionali poi non sai mai che sorprese possono capitare. Francamente quei 52mila euro di sconto garantiti dall'azienda che si è aggiudicata il bando dovevano fare da campanello d'allarme”.

 

Vicende ormai passate, ma che hanno lasciato il segno. Intanto a Gavardo si spera che ritorni il sole. In tutti i sensi. 

 

 

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