Lettere al direttore, il presidente Bianchini alza la voce: "Vogliono denigrarci. Chi ci conosce sa quali sono i valori del Ciliverghe"

Redazione

Non si placa la discussione in merito a quanto è accaduto nel corso delle sfide del Trofeo Bresciaoggi, categoria esordienti.

Dopo il nostro resoconto di ieri, nel quale abbiamo riportato i punti di vista di tutte le parti in causa, pubblichiamo volentieri la lettera al direttore ricevuta dal presidente del Ciliverghe Nicola Bianchini in merito alla vicenda.

 

Egregio direttore,

  

la ringrazio per lo spazio concessomi su Calciobresciano.it. In questi giorni ho cercato di capire dove volesse arrivare la diatriba nei confronti della nostra società ed alla fine ho capito che lo scopo è il denigrare il lavoro svolto in questi anni.

  

Mi spiego: che la Polisportiva Ciliverghe ed i suoi collaboratori abbiano durate le due partite del Bresciaoggi oggi non ottemperato al regolamento è corretto, i fatti parlano chiaro e non ci vuole un genio per dirlo, ma per questo c’è un giudice sportivo che valuterà i fatti e prenderà la corretta decisione.

 

Che la lettera di un nostro collaboratore uscita i giorni a seguire la partita possa essere stata inopportuna ma non offensiva, può essere vero. Ma che si continui ad accusarci che questo è stato fatto per vincere le partite, denigrare i bambini e passare il turno questo non lo accetto.

 

Chi conosce me ed i componenti della società sa i nostri valori. Non mi sembra che le rare occasioni in cui una società, anche del settore giovanile, abbia fatto giocare un giocatore squalificato portando un vantaggio alla propria squadra si gridi allo scandalo, alla malafede, come sta avvenendo nei nostri confronti.

 

Mi pongo un paio di domande: perché il signor Massussi, che si descrive come navigato uomo di sport, non ha denunciato subito alla federazione l’accaduto? Forse perché era stato avvisato prima della partita di cosa sarebbe successo (accentando) e forse perché alla fine la partita l’ha vinta? Nel suo articolo, insieme a tante inesattezze, pone una domanda corretta: come fanno i genitori ad accettare un comportamento simile? Semplice, perché quanto da noi denunciato corrisponde alla realtà, perché a questi genitori è stato chiesto il piacere di mandare i loro ragazzi infortunati alla partita, così permettendo agli altri di poter giocare, cosa in altro modo impossibile. 

 

Chi ci accusa che potevamo prendere i ragazzi da altri gruppi è meglio che si informi bene. Gli Esordienti 2005 sono l’ultima squadra tesserata nella Polisportiva Ciliverghe. La Giovanile CMM e la Giovanile Gialloblù sono altre società i cui tesserati non sono interscambiabili con la Polisportiva Ciliverghe.

 

Confermo la mia telefonata di scuse ai signori Gaggiotti e Scotti, massimi dirigenti della Rigamonti, ma non per scusarmi della partita, alla quale peraltro non ho assistito, bensì per il comportamento che ho avuto nello spogliatoio nei loro confronti, dove entrambe le dirigenze erano presenti. Alzando la voce non abbiamo dato un buon esempio ai nostri giovani atleti. Alle mie scuse, per dover di cronaca, sono seguite contestualmente anche le loro. È di questo che dobbiamo essere dispiaciuti, perché entrambi dobbiamo dare l’esempio, cosa che in questa circostanza non abbiamo fatto.

 

Dei genitori che dire. In questi anni di presidenza ne ho viste di tutti i colori, come genitori che in queste settimane sui social ci lanciano accuse dimenticandosi che qualche anno fa sono stati cacciati dalla stessa società per aver aggredito verbalmente il mister del proprio figlio all’interno del campo di gioco, oppure genitori che durante il Torneo della Befana appena svoltosi nel palazzetto del comune di Mazzano, dopo il gol del proprio figlio si rivolgono con il gesto dell’ ombrello ai bambini della squadra avversaria. Vedete, questo per me è inammissibile, ma probabilmente l’errore è a monte, a come qualcuno vive il calcio, a cosa le società trasmettono ai propri associati.

 

Forse prima di criticare dobbiamo guardare dentro di noi, a cosa vogliamo. Penso e spero che queste mie righe non abbiamo offeso nessuno, ma fatto chiarezza sul pensiero del massimo esponente della società, che come minimo ha il dovere di tutelare i propri collaboratori ed il loro operato, e questo ho fatto.

 

Concludo confermando che la nostra società ha deciso di accettare il verdetto del giudice sportivo, qualunque esso sia, senza porre nessuna obiezione.

 

Buona continuazione di stagione a tutti.

Nicola Bianchini
(presidente Ciliverghe)

 

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