Doppio Pasalic e Ilicic, zero Brescia: la Dea domina le Rondinelle nell'attesissimo derby

Redazione

Doveva essere la partita di Mario e lo è stata. Ma del Mario sbagliato, almeno per quanto riguarda il tifo biancoblu. L'Atalanta fa suo il derby col Brescia con un netto 3-0 caratterizzato dalla doppietta di Mario Pasalic e dalla ciliegina posta in cima alla torta da un Ilicic totale. Un punteggio severo per gli uomini di Grosso, ma fedele specchio di quanto visto in campo: non c'è stata partita.

 

La traversa colpita da Balotelli al 10' della ripresa sul punteggio parziale di 0-1 non deve ingannare: vero, il match sarebbe cambiato, ma solo nel risultato. In campo c'è stata una sola squadra, per tutta la durata dei 90', con qualche sprazzo di orgoglio della Leonessa nel primo quarto d'ora del secondo tempo. Troppo poco. L'undici bergamasco ha sottomesso quello bresciano in ogni situazione, zona, momento della gara, concedendosi il lusso di non concretizzare una quantità di occasioni di cui si è perso obiettivamente il conto col passare dei minuti. Rimane questo il vero difetto di una macchina spettacolare e quasi perfetta come quella gasperiniana.

 

La disposizione a cinque della linea più arretrata dello schieramento mandato in campo da Grosso non ha mai rappresentato un vero freno alla fame di gioco e costruzione offensiva dei ragazzi del Gasp. Lo si è visto soprattutto nei primi 45', terminati con dati clamorosi: 16 tiri di cui 6 in porta per l'Atalanta (che non aveva mai fatto rilevare un dato così alto in stagione), 70% di possesso palla, concentrato perdipiù quasi esclusivamente nella metà campo offensiva. Ilicic e Gomez creatori di un numero spropositato di dribbling e azioni pericolose o potenzialmente tali. La questione tattica ha avuto indubbiamente il suo peso, così come quella tecnica: in fase di non possesso abbiamo bevuto dall'idrante, senza mai trovare una soluzione alla manovra ampia, avvolgente e qualitativa dell'Atalanta, mentre per quanto riguarda i singoli la lista di errori è lunga, da quello specifico di Cistana in marcatura su Pasalic in occasione del primo gol, al profondo mismatch del duello Mangraviti-Ilicic. Un Brescia apparso impreparato alla missione già difficile di fermare il treno in corsa orobico, insomma. Ma il problema è a nostro avviso da ricercare ancora più a monte, e riguarda la totale mancanza di coraggio, la paura manifestata fronteggiando, in un derby peraltro, un lupo famelico come quello nerazzurro.

 

Baricentro bassissimo (oltre ai cinque di difesa, i tre di centrocampo, con Ndoj preferito a Bisoli, sono rimasti schiacciati davanti alla propria area per tutti i 95' della gara), passività, paura di giocare palla sotto pressing (Chancellor che scaglia il pallone in fallo laterale con l'avversario a cinque metri è l'immagine che rende meglio questa rappresentazione mentale), poche idee in uscita, eccezion fatta per la verve del rientrante Torregrossa, che pur avendo sbagliato, lui pure, parecchie giocate, rimane il più positivo (assieme a Sabelli e Joronen) nel complesso, l'unico sempre pro attivo e pericoloso con la palla nei piedi. Balotelli? Marginale. Qualche moto d'orgoglio, la già citata traversa, più errore che sfortuna, e poco altro. La personalità dei migliori, soprattutto in un centrocampo mortificato dalla mentalità impostata a tavolino, non ha potuto mai manifestarsi, nonostante la volontà e la determinazione che ogni giocatore ha comunque provato a mettere sul piatto, Tonali in primis. Troppo poco, troppa remissività: la Serie A richiede altro, a prescindere dal materiale tecnico.

 

Perdere un derby in questo modo fa male e non può lasciare ottimismo in prospettiva futura. Mai un primo tempo così negativo, nemmeno a Roma. Il Brescia rimane ultimo a 7 punti, con la quota salvezza (Lecce) a 4 lunghezze. La gestione Grosso non solo non ha portato ad un cambio di rotta, ma pare subire una regressione che rischia di diventare molto pericolosa. 10 gol subiti e 0 fatti: gli avversari affrontati erano di livello, le statistiche vanno interpretate, ma da salvare in questo mese rimane ben poco. La palla rimbalza ora nelle mani di Cellino, che sarà chiamato inevitabilmente ad esporsi in merito alla situazione dello staff tecnico.

 

LA PARTITA

 

Non è nemmeno passato 1' che Muriel si divora l'1-0 su assist di Ilicic dopo palla scippata a Mangraviti. Primo campanello d'allarme, pessimo presagio. Ancora Muriel e Pasalic chiamano Joronen all'intervento salvifico, poi Torregrossa dà a suo modo la scossa ai compagni: fallo da arancione del capitano su un Papu invasato in due tunnel consecutivi. Al 26' Pasalic la sblocca inserendosi in area su cross di Castagne dalla destra: Cistana non legge il taglio del centrocampista, quando si accorge del pericolo il croato sta già esultando. Al 38' una delle due occasioni migliori del Brescia: per la prima volta i biancoblu rompono la prima linea di pressing avversario con personalità sull'asse Balotelli-Tonali, la palla arriva a Martella che ha spazio per mettere un cross dalla trequarti, sul quale di avventa Romulo, in piena area, deviando però a lato e togliendo di fatto il pallone dalla portata di Torregrossa, che era posizionato meglio. Passano 60 secondi e Pasalic va vicino alla doppietta, centrando il palo interno con una deviazione di testa su corner.

 

Nella ripresa Cistana prova a trascinare alla reazione i suoi con due giocate: prima con una conclusione in girata dopo una respinta della difesa bergamasca ad una punizione di Tonali, poi aggredendo forte in avanti un avversario a palla coperta (non era mai successo fino a quel momento, non succederà più) e lanciando un contropiede 4 contro 3 terminato con il piazzato di Balotelli, ben servito da Sabelli, che si schianta sulla trasversale. Malinovski rileva Muriel e, nel miglior momento bresciano, o meglio, nell'unico momento in cui il Brescia non stava soffrendo oltremodo, Pasalic la chiude al 61' correggendo di tacco un tiro cross di Ilicic. Malinovski ha voglia di segnare la prima rete in A, Masiello gli offre la chance ma il gioiello ucraino vede il suo destro da fuori morire sul palo interno. Non succede più nulla, se non il punto esclamativo posto dal migliore in campo, Ilicic, in contropiede. 0-3.

 

IL TABELLINO

 

Brescia - Atalanta 0-3

 

BRESCIA (3-5-2): Joronen 6; Cistana 5, Chancellor 5, Mangraviti (40' st Morosini s.v.) 5; Sabelli 6, Romulo 5, Tonali 5,5, Ndoj 5 (20' st Bisoli 5,5), Martella 5; Balotelli 5, Torregrossa 6 (32' st Donnarumma s.v.). (Alfonso, Magnani, Gastaldello, Andrenacci, Mateju, Zmrhal, Spalek, Matri, Ayè). Allenatore Grosso 4,5.

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini 6; Djimsiti 6, Palomino 6,5, Masiello 6; Castagne 6,5, De Roon 6,5 (6' st Freuler 6), Pasalic 7,5, Gosens 6,5 (29' st Hateboer 6); Gomez 6, Ilicic 8; Muriel 5,5 (13' st Malinovskyi 6,5). (Sportiello, Rossi, Arana, Ibanez, Barrow). Allenatore Gasperini 7.

ARBITRO: Doveri.

RETI: pt 26' Pasalic; st 15' Pasalic, 48' Ilicic.

NOTE: ammoniti Torregrossa (B), Castagne, Djimsiti, Malinovskyi. Angoli: 11-2 per l'Atalanta. Spettatori: 15.000 circa. Recupero: 1' e 4'.

 

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