Grosso chiede tempo ma Cellino pensa all’esonero

Redazione

Tre partite, zero punti e zero gol fatti. Ben dieci gol subiti. Sono numeri allarmanti quelli prodotti dal Brescia di Fabio Grosso, la cui panchina si è surriscaldata in modo esponenziale dopo il ko nel derby con l’Atalanta.


Le statistiche sono eloquenti e rese desolanti dal livello delle prestazioni. Il tecnico chiede tempo: “Sono arrivato da poco e serve tanto lavoro per risalire la china - ha dichiarato nel post partita -. La squadra è giovane, tanti giocatori sono inesperti e questa Serie A è di livello. Il momento chiave arriverà adesso, nel trittico di sfide con Spal, Lecce e Sassuolo. Dovremo proporre gioco e attaccare. Difendersi non basta”.


Il tempo richiesto da Grosso, tuttavia, potrebbe non esserci. La pazienza del presidente Cellino pare essere già finita e nelle prossime ore il massimo dirigente sardo potrebbe porre fine al rapporto con l’ex campione del mondo, firmando il secondo esonero in tre mesi.


Sembra che Cellino possa tornare sui suoi passi richiamando Corini, acclamato a gran voce anche ieri dal pubblico del Rigamonti. Difficile comprendere, in tale ottica, le possibili alchimie tra il massimo dirigente e l’allenatore di Bagnolo Mella, criticato dal presidente anche nei giorni scorsi per certe scelte adottate nelle sue 10 giornate.


L’armonia tra i due andrebbe totalmente ricostruita, ma al momento sembrano difficilmente percorribili altre vie, anche se Cellino riflette anche sulla tentazione di aspettare il suo pupillo Lopez. Restano sullo sfondo le figure di Cosmi e Bisoli, per ora semplici outsider.

 

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