Balotelli a Le Iene: "Ho reagito perché è ora di finirla. Io simbolo contro il razzismo? Sarebbe bello"

Redazione

“Quello che è accaduto non è bello. Io non accuso né la città di Verona né la società, ma solo pochi scemi, anche se bisogna dire che non erano due o tre altrimenti non li avrei sentiti dal campo”.

 

Mario Balotelli è stato intervistato dall'inviato de Le Iene Nicolò De Vitis, che dopo aver raccolto opinioni a Verona sul caso del momento ha portato un tifoso gialloblù a Brescia per siglare una pace simbolica con l'attaccante della Leonessa, che ha analizzato così la situazione: “Gli sfottò ci stanno, ci sono mille modi per distrarre i giocatori, ma non si può utilizzare metodi a sfondo razziale. Io sono italiano al cento per cento. In Francia è capitato un paio di volte, in Inghilterra mai. La soluzione è squalificarli per uno o due anni. Va punito chi sbaglia, non le curve che sono il bello del calcio. Ho reagito perchè mi sono stufato. Questa non è politica, si tratta di educazione. Certe dichiarazioni che ho sentito in questi giorni sono disumane, non possiamo sgridare i bambini se si comportano male e poi andare allo stadio a fare ululati razzisti. Diventare un simbolo antirazzista? Sarebbe una bella cosa”.

 

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