Dal ricordo di nonno Gino alla festa alla primogenita Nina: l'8 marzo speciale di Nicolò Quaggiotto

Redazione

Una giornata strana, questo 8 marzo 2018. L'abbraccio tra umanità e sport che si respira oggi lascia sensazioni rare e in conflitto tra loro. Con gli occhi ancora lucidi per le immagini fresche dei cortei fiorentini che inneggiano cori per coprire il dolore della scomparsa di uno sportivo sinceramente amato dalla gente, rileggiamo la data odierna: la mente ci riporta a due anni esatti fa, quando a lasciarci era stato il presidente che più di altri verrà identificato con i colori bianco azzurri, Gino Corioni. Eppure, questo 8 marzo 2018 è, almeno per qualcuno e almeno in parte, un giorno di grande felicità.

 

Nicolò Quaggiotto raccoglie su di sè tutte queste emozioni, cercando di gestirle. La tragedia di Davide Astori tocca un ex giocatore professionista (che attende di tornare ad esserlo) più di altri colleghi, anche solo per il concetto di prossimità e compartecipazione ad uno stile di vita specifico. I funerali di stamattina, coperti capillarmente da radio e tv, mandano contemporaneamente la memoria indietro di due anni, avvicinando la prossimità e, quindi, il dolore: l'8 marzo 2016 moriva Gino Corioni, per tutti il pres del Brescia dei Baggio e dei Guardiola, per qualcuno il nonno materno che per 22 anni ne aveva accompagnato la crescita. Eppure oggi si può anche sorridere, perché nel vivere la giornata internazionale della donna - riconoscendone una volta in più i diritti piuttosto che celebrandola una tantum - si vive il contatto con le donne della nostra vita, e nella vita di Quaggiotto da pochissimi giorni ce n'è una, speciale, che prima non c'era.

 

«Oggi per me - confessa l'ex rondinella, ora al Breno - è da un lato un giorno felice, perché c'è una festa che posso dedicare alla mia compagna Chiara e, per la prima volta, alla mia primogenita Nina, nata lo scorso 25 febbraio. Avere un figlio ti cambia la vita e ti regala emozioni indescrivibili. Uscito dalla sala parto davvero ho provato sensazioni che non saprei raccontare con le parole. Avevo appena visto nascere mia figlia, ero arrivato trafelato dopo la trasferta col Breno a Governolo, Nina mi aveva aspettato e aveva deciso di venire al mondo solo pochi minuti dopo il mio arrivo. Una gioia immensa».

 

«D'altra parte, però, oggi è e sarà sempre un giorno triste, per il ricordo della morte di una delle persone per me più importanti. Mio nonno è stato fondamentale nella mia vita, poteva essere una persona di poche parole, ma le cose che diceva, che mi diceva, sono sempre state significative, decisive. Gli sarò sempre legato e ancora oggi lo sento vicino: il primo pensiero dopo la nascita di Nina è andato a lui».

 

Le famiglie Corioni e Quaggiotto ricorderanno il loro caro con semplicità e raccoglimento, insieme. «Ci troveremo stasera in chiesa, per la messa. Io sarò ad allenamento ma li raggiungerò dopo». Silenzio e preghiera, prendersi un po' di tempo per interiorizzare una giornata strana. Per poi salutarla. Da domani si riparte.

 

Matteo Carone

 

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