Giuseppe Baronchelli racconta l'impresa di Wembley

Redazione

In occasione della venticinquesima ricorrenza del trionfo del Brescia a Wembley nel Trofeo Anglo-Italiano, è intervenuto Giuseppe Baronchelli, titolare nella difesa che portò alla conquista del trofeo più importante mai alzato dalle Rondinelle.


Un'impresa inattesa per tutti gli addetti ai lavori, costruita sulla base di un gruppo unito capitanato da un leader in campo e da un leader in panchina, entrambi nati nei confini rumeni, ossia Gheorghe Hagi e Mircea Lucescu: "Partimmo per quella spedizione con l'intento di concedere spazio a chi giocava poco in campionato, dato che la competizione si svolse parallelamente alla Serie B. Passati i gironi però abbiamo capito che potevamo farcela. Giocare a Wembley sarebbe stato il sogno di tutti nel nostro spogliatoio, un'occasione unica per quasi tutti dato che nessuno di noi a parte Hagi aveva calcato un palcoscenico del genere. La partita contro il Pescara e la finale erano alla nostra portata, e riuscimmo a fare un'impresa. In panchina c'era un grande allenatore come Lucescu, probabilmente il migliore che abbia mai avuto nella mia carriera. In quella competizione sprecammo molte energie, tanto che partimmo male in campionato, trovandoci in una posizione non molto serena. Ma per fortuna riuscimmo a rimediare nel ritorno (arrivando poi alla promozione in Serie A, ndr)".


La coppa anglo-italiana ha visto il suo tramonto con l'edizione 1995-96, una competizione che non è più stata introdotta nei tempi a seguire. Una scelta forse da rivedere secondo Baronchelli, favorevole al ritorno nel panorama internazionale di certi tipi di trofeo: "La coppa anglo-italiana è una competizione che, fosse per me, ripristinerei subito. Permette alle squadre e calciatori di seconda linea di fare esperienza a livello internazionale. Mi sembra assurdo al giorno d'oggi, con la globalizzazione, che non possano esistere certi palcoscenici anche per squadre di livello inferiore".


Infine, due parole sull'attuale Brescia, che dopo anni di anonimato sta tornando ai livelli vissuti nei tempi passati: "L'arrivo di Cellino in società ha dato nuova linfa al Brescia Calcio. Con Corioni abbiamo avuto gli anni migliori della storia delle Rondinelle, poi ultimamente c'era stata una lieve crisi. Cellino ha portato nuova forza alla società. Corini ha avuto il merito in questo inizio anni di entrare nella testa dei giocatori e fargli comprendere le loro qualità. La squadra è ottima, con giocatori di primissimo livello come Donnarumma, Gastaldello, Bisoli, e Tonali è la ciliegina sulla torta. La vittoria del campionato è l'obiettivo minimo, e credo riusciranno a centrarlo".

 

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