"Rigamonti", ore calde. Ieri incontro tra le parti, oggi conferenza degli australiani

Redazione
Due filoni stanno caratterizzando la questione Stadio del Brescia.
 
Partiamo dal primo, quello più urgente, volto a rendere il “Rigamonti” pronto per la Serie A. L'impianto di Mompiano più che una casa accogliente è ad oggi un rudere semiabbandonato, ma al di là delle componenti estetiche ci sono regole da rispettare per permettere alle Rondinelle di rimanere in città già dalle prime giornate. Ieri allo stadio per un sopralluogo si sono incontrate tutte le parti in causa che dovranno lavorare per il restyling del “Rigamonti”: Questore, Comandante dei Vigili del Fuoco, uomini del Comune e Massimo Cellino si sono radunati insieme per accelerare le tempistiche necessarie agli accorgimenti.
 
Ci sono due criticità da risolvere il prima possibile: va realizzata una sala Gos e vanno inserite nuove telecamere per la video sorveglianza. La sala Gos (Gruppo Operativo Sicurezza) ha lo scopo di riunire otto enti per gestire situazioni di ogni genere, dagli scontri tra tifoserie ai cori razzisti. L'idea è quella di destinare lo spazio o una parte dello spazio degli skybox a questa sala. Per quanto riguarda le telecamere ne serviranno di nuove, ricordando anche che andrà inserito uno spazio dedicato alla VAR.
 
Resta poi da capire come strutturare i settori dello stadio. Il 30 giugno scade l'accordo con Infront relativo alla Curva Nord, che dovrebbe comunque essere mantenuta uguale se non ampliata, tribuna centrale e laterale sono a posto, avranno invece bisogno di accorgimenti gradinata bassa, Curva Sud, settore ospiti e parterre. Nelle idee la gradinata bassa sarà ricostituita inserendo i seggiolini, ammodernamento in vista anche per parterre (ipotesi Skybox) e Curva Sud. In caso di Curva Sud “attiva”, con un ammodernamento o con struttura in tubolari, anche il settore ospite dovrà essere munito di protezioni e reti per motivi di sicurezza. La capienza arriverebbe quindi a 19.000 posti, che per la Serie A bastano e avanzano. Probabile a questo punto anche la partecipazione del Brescia Calcio al famoso bando comunale.
 
L'altro filone è quello australiano, con una delegazione giunta ieri in Loggia. Il progetto è avvenieristico, con la creazione oltre allo stadio, che sorgerebbe comunque sullo spazio del “Rigamonti”, di ristoranti, cinema, negozi e un albergo. Un investimento che dovrebbe superare i 100 milioni e nelle idee degli australiani verrà ripagato con le spese dei consumatori legati soprattutto a concerti di grandi artisti internazionali. 
 
L'Australia si sta muovendo con banche e ambasciatore per garantire la serietà del progetto ed è davvero intenzionata a sbarcare a Brescia per la creazione di un business legato allo stadio che in Italia sembra utopistico, ma in Europa è ormai normalità. Oggi alle 16 una conferenza nella Sala consiliare della Camera di Commercio a Brescia renderà ancora più chiaro il progetto relativo al nuovo stadio. Resta da capire dove le Rondinelle potrebbero giocare in caso di lavori di questo tipo al “Rigamonti”. Uno dei tanti nodi da sciogliere in un'estate che si preannuncia più calda che mai, ma sarà probabilmente decisiva per il futuro a breve, medio e lungo termine del Brescia.
 

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