È un Brescia Europeo: crescere i talenti italiani e del vivaio è la chiave per il successo

Redazione

“Da quando Baggio non gioca più, non è più domenica”. Cantava così Cesare Cremonini in Marmellata #25. Erano altri tempi, era un altro calcio, erano altri calciatori. Proprio pochi giorni fa si celebravano i 15 anni dall’addio al calcio del Divin Codino, era il 16 maggio 2004, si giocava Milan - Brescia.


Un tocco di nostalgia e amarcord che potremmo rivivere dal prossimo anno, quando finalmente le Rondinelle torneranno in Serie A. Un campionato cadetto dominato, con 67 punti, 18 vittorie in 36 giornate miglior attacco con 69 gol fatti e seconda miglior difesa, dopo il Palermo retrocesso in Serie C per illecito amministrativo, con 42 reti.

 

Il Brescia ha vinto con una squadra giovane e soprattutto italiana. E se in Serie A su 519 atleti ben 297 sono stranieri, con un’età media di 27 anni, la squadra biancoblu di Eugenio Corini è una piacevole eccezione. Su 28 giocatori infatti solo 3 vengono dall’estero: Alejandro Rodriguez, attaccante classe 1991, Nikolas Spalek, trequartista slovacco e infine Ales Mateju, terzino ceco in prestito dal Brighton. Il resto sono tutti tricolori, con un’età media bassissima: 25.3 anni.

 

Tra i più giovani, e i più ambiti, c’è senza dubbio Sandro Tonali. Classe 2000, le chiavi del centrocampo del Brescia sono in mano sua. Dopo gli anni nelle giovanili del Brescia, prima con gli Under 17 realizzando 11 gol in 41 partite e poi nel Brescia Primavera con 13 presenze con 1 gol e 2 assist realizzati, lo scorso campionato ha debuttato in Serie B giocando ben 19 partite realizzando 2 gol e 2 assist e già a fine campionato i paragoni si sono sprecati. Per quel suo capello lungo, per le movenze, per il ruolo ma soprattutto per il piede, molti lo paragonano ad Andrea Pirlo. Su Tonali ci sono Milan, Juventus, Inter e Roma, ma per ora la sua valutazione è blindatissima: 30 milioni.

 

Magari non sarà più giovanissimo, visto che ha 28 anni, ma Alfredo Donnarumma è l’altro gioiello di questa squadra. Capocannoniere della Serie B con 25 centri, fa gola a tante squadre-medio piccole della massima serie. Fisico, veloce, con un fiuto del gol da grande bomber. Ottima stagione anche quella di Leonardo Morosini, trequartista classe 1995 di proprietà del Genoa. 1084 minuti per lui in 25 presenze con tanto di 4 reti, la valutazione è già in doppia cifra. Così come per quella di Dimitri Bisoli, classe 1994, centrocampista centrale con il vizio del gol visto che ha timbrato il cartellino 6 volte in stagione.

 

È un Brescia che, in questo senso, ha una dimensione europea. Perché seguendo il modello in voga soprattutto in Inghilterra e Olanda, si investe sul vivaio per sfornare i talenti del futuro. Nella terra dei tulipani abbiamo visto cosa può succedere: l’Ajax di De Ligt e De Jong è la dimostrazione, così come il Groningen che con 22.6 anni è la squadra più giovane d’Europa. Altre virtuose in giro per il continente sono la Real Sociedad in Spagna, il Lille in Francia e il Southampton in Inghilterra. Dove senza ansie da prestazione e senza plusvalenze esasperate si coltivano in casa i loro prodotti migliori. Come fa il Brescia di Sandro Tonali.

 

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