Rezzato-Ciliverghe attraverso i guanti di Lancini: "Tanti i punti in comune tra le società, credetemi"

Redazione

La carriera poteva iniziare peggio. Battesimo con vittoria dei play off dopo una stagione sorprendente (davvero in pochi l'avevano pronosticato nell'agosto 2016) culminata dodici mesi fa; primo posto solitario a cinque giornate dalla fine dell'annata in corso. Il girone è sempre quello, in Serie D, cambiano invece i colori della maglia, dal giallo blu al bianco blu. La sfida di domani tra Sdl Rezzato e Ciliverghe sarà speciale non solo per Emanuele Filippini, ma anche per il suo numero 1, Lorenzo Lancini.

 

Entrambi condividono la stagione magica vissuta a Ciliverghe nel 2016-2017 e la condanna a vincere questo campionato, (ri)guadagnandosi sul campo - magari senza passare dalla post season - la possibilità di salire in Lega Pro. Rezzato-Ciliverghe di domani pomeriggio è una tappa fondamentale per l'una e per l'altra squadra, passaggio delicato per avvicinarsi all'obiettivo, si tratti di primo posto o salvezza tranquilla. 30 punti di divario in classifica non devono allontanare da una certezza: sarà un derby equilibrato tra due formazioni di grande qualità. Questo il pensiero di molti, di uno in particolare, di Lancini. E per quanto conosce le due realtà c'è da credergli.

 

«Questa partita e la prossima, col Darfo, saranno fondamentali per la corsa al primo posto. Non solo, partite così, tra l'altro due derby, sono le più belle da giocare. Col Ciliverghe in particolare è molto sentita, perché di fatto i due paesi distano mezzo chilometro. Noi arriviamo a questo momento delicato tranquilli, sereni e convinti delle nostre qualità». Qualità di cui non difetta nemmeno l'avversario, checché ne dica la classifica. «Non meritano di stare così in basso, conosco la loro forza. I due centrali dietro sono una certezza e davanti De Angelis è a 20 gol stagionali, il che dice tutto. Con lui dovrò vedermela direttamente».

 

A Ciliverghe ha lasciato un armadietto vuoto, dopo aver colmato quel mezzo chilometro di distanza in estate. Ma non solo quello. «Là ho trascorso un anno fantastico, il mio primo tra i grandi dopo gli anni di settore giovanile a Brescia. Non smetterò mai di ringraziarli, a partire dal direttore Eugenio Bianchini, e dal preparatore dei portieri Angelo Cuni. Mi hanno fatto sentire a casa e mi hanno migliorato molto come giocatore, mi hanno fatto fare quel salto di qualità necessario per passare da una Primavera a una prima squadra di questo livello. Il rapporto con loro è continuato anche se le nostre strade si sono divise. Sento spesso anche i miei ex compagni, sia quelli che giocano ancora al Cili, sia chi è andato altrove. Questa settimana però non ho voluto sentire nessuno, ho spento il cellulare».

 

In casa Rezzato non si può davvero sbagliare, mentre il Ciliverghe, battendo il Levico, si è assicurato una buona dose di tranquillità e fiducia, allontanandosi dalla zona play out. A distanza di un anno i due paesi vivono comunque momenti molto differenti, anche se da fuori sembra si vedano più punti di discordanza di quanti in realtà ci siano. «Questa sfida non sarà speciale solo per me, ma anche per il mister e per Bertazzoli. Abbiamo avuto tutti un passato importante a Ciliverghe, ma domani non possiamo fare sconti. Quando parlavo di una società che ti fa sentire a casa mi riferivo al Ciliverghe, ma posso spendere le stesse parole anche per il Rezzato. So che da fuori sembrano due mondi agli antipodi, ma vi assicuro che non è così. Entrambe mi hanno trattato come un figlio, entrambe hanno una solidità importante sia di gruppo che dal punto di vista societario. Poi certo, quest'anno abbiamo obiettivi diversi e anche l'approccio alla categoria è stato differente, ma non pensate che le due realtà siano totalmente diverse».

 

La partita di domani lancia l'ultimo sprint per la vittoria del campionato. Se il Pontisola pare abbia mollato, la Pro Patria rimane incollata a -2 e, anzi, sfruttando il turno di riposo già consumato potrebbe andare a +1. A misurare la temperatura di questo duello ci saranno principalmente due squadre: Darfo e proprio Ciliverghe, chiamate entrambe ad affrontare le prime due della lista. «Questa corsa a due la vincerà chi avrà i nervi più saldi, chi avrà il gruppo più forte. Poi se qualcuno ci darà una mano, tanto meglio. Quando noi riposeremo, alla penultima giornata, ci sarà proprio Ciliverghe-Pro Patria...». Terminata la volata, ci sarà tempo per riflettere sul futuro. Alla soglia dei vent'anni, con due Serie D da protagonista, Lancini potrebbe pensare al salto tra i pro. «Ho diciannove anni, devo continuare a crescere e pensare solo a quello. I risultati potrebbero parlare a mio favore, ma non è questo il momento di pensare a cosa succederà in futuro. Per quello ci sarà tempo». La carriera poteva iniziare peggio e qualche presentimento su cosa accadrà nei prossimi anni cominciamo ad averlo: ci divertiremo.

 

Matteo Carone

 

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