Sulla Serie C soffiano venti di sciopero. L'Assocalciatori minaccia di far slittare l'inizio del campionato. Il Lumezzane ha un alleato e torna a sperare

Redazione

Rischia di slittare il fischio d'inizio del campionato di Serie C, previsto per sabato 26 agosto. L'incertezza deriva dagli scenari di sciopero ipotizzati dall'Assocalciatori, che dopo la bufera delle scorse settimane sembra essere passata dalle parole ai fatti.

Il clima si era fatto rovente nel corso dell'ultimo Consiglio Federale, culminato con la riduzione da 60 a 56 squadre (poi divenute 57) e con la decisione di posticipare dal 21 agosto al 16 settembre le scadenze imposte alle società relative al pagamento degli stipendi di giugno dei giocatori. Quel giorno il presidente dell'Assocalciatori Damiano Tommasi abbandonò l'aula, ieri ha dato maggior concretezza al malcontento della categoria da lui rappresentata via Twitter: "Serie C: confermato stato di agitazione in attesa dell'esito dell'Assemblea delle società prevista per giovedì 24 agosto".

La data in questione è quella di ufficializzazione del calendario completo di Serie C, ma il possibile blocco ipotizzato da Tommasi cambia le carte in tavola, tenendo in scacco i vertici del calcio italiano e attirando l'attenzione, ovviamente, anche del Lumezzane, ancora speranzoso di ottenere la riammissione nella terza serie. La battaglia dell'Assocalciatori e il rinvio dell'inizio dei campionati potrebbero fornire un assist prezioso alla società valgobbina, che attende le risposte del Collegio di Garanzia del Coni (1 settembre) e del Tar del Lazio (13 settembre). Nelle ragioni del malcontento dell'Assocalciatori c'è anche un capitolo comune alla battaglia intrapresa dal Lumezzane contro il "Palazzo", quello relativo alla mancanza di sanzioni sportive immediate per i club inadempienti. Al presidente di Lega Gravina l'arduo compito di trovare i presupposti e i metodi per condurre in porto una mediazione, ma serviranno risposte immediate ed effettive per scongiurare lo sciopero. 

Di seguito il comunicato integrale dell'Assocalciatori, che spiega in modo approfondito le ragioni della protesta

"Nonostante gli sforzi profusi in ordine alla risoluzione delle varie problematiche inerenti l'attivita' lavorativa dei calciatori militanti in Lega Pro, ancor oggi permane l'impossibilità di trovare una soluzione sui seguenti punti:

> necessità di un tempestivo finanziamento del Fondo di Solidarietà per la copertura degli oneri finanziari straordinari che graveranno sull'ente a seguito della mancata escussione delle fideiussioni depositate ad inizio della scorsa stagione dalle società Messina e Latina, non ammesse oggi - per le ragioni note - ai rispettivi campionati di competenza; fideiussioni che non sono state sostituite dopo il fallimento della compagnia Gable (originario fideiussore);

> necessità di uniformare i criteri di individuazione dei soggetti abilitati al rilascio delle necessarie fideiussioni a garanzia dei pagamenti dei tesserati (contenuti nelle norme per l'iscrizione ai campionati) con quelli previsti per le garanzie fideiussorie atte a garantire l'integrale versamento del saldo negativo delle campagne trasferimenti di ogni singolo club;

> necessità di stabilire fin da subito in modo certo, durevole e immutabile che il controllo COVISOC sul pagamento della mensilità di giugno dall'anno 2018 - e così per le stagioni successive - venga fissato entro la metà di agosto di ciascun anno per le società militanti nei campionati di Serie B e Serie C;

> necessità di anticipare il controllo COVISOC inerente il quarto bimestre della stagione sportiva in corso (mensilità di gennaio e febbraio) entro la fine del mese di marzo, onde poter consentire l'applicazione del sistema sanzionatorio prima del termine del campionato in corso (attualmente le sanzioni scaturenti dai controlli di aprile non possono essere irrogate tempestivamente e slittano alla stagione successiva, e ciò in danno delle società virtuose e adempienti);

> necessità di un impegno a cambiare la norma sulle fideiussioni, introducendo fin da subito l'obbligo di sostituzione in corso di stagione nell'ipotesi di mancata solvibilità di una o più compagnie garanti;

> necessità di abolizione delle liste o, quanto meno, dell'aumento del numero degli Over 23 utilizzabili nelle gare ufficiali. La generale limitazione dell'utilizzo del calciatore - e nel dettaglio il divieto di utilizzo dei calciatori over 22 nel campionato di Serie C se non inseriti nella lista depositata (che può contenere in prospettiva solo 14 nominativi) - crea oramai da troppo tempo una costante diminuzione del livello qualitativo della categoria; l'AIC auspica una programmazione pluriennale della norma sulle liste a 16 over che, come nella passata stagione, riteniamo sia la giusta sintesi tra contenuto tecnico, promozione dei giovani ed equilibrio economico-finanziario.

Alla luce di quanto sopra, l'A.I.C. è fermamente convinta della possibilità di poter trovare soluzioni condivise ai problemi della categoria, con un intervento definitivo e risolutorio, anche del Presidente Federale, in modo da permettere il regolare inizio del campionato di Serie C s.s. 2017/2018".

 

 

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