Bracaletti e Olli di nuovo insieme: che colpo per la Calvina

Redazione

Dopo due anni da quell'addio amaro, Andrea Bracaletti ed Eugenio Olli tornano ad abbracciarsi. A poche centinaia di metri dallo stadio che per sette stagioni l'ha innalzato a bandiera della Feralpisalò, l'attaccante umbro ha firmato stasera un contratto che lo legherà alla Calvina per la stagione appena iniziata.

 

Per sette stagioni Andrea Bracaletti è stato un giocatore di riferimento dei Leoni del Garda, prima che una stagione tormentata, con Serena in panchina, mettesse fine alla storia d'amore. Se ne andò da capitano e recordman per presenze e gol segnati. Quella crisi del settimo anno Eugenio Olli, dirigente salodiano di allora, non l'aveva mai accettata fino in fondo, tanto che oggi, dopo aver riabbracciato il suo pupillo - nel quartier generale di presidente Marai, il Salotto Gentlman Cultural Club di Salò -, ricordandola ha commentato: «Non poteva finire così». E infatti il rapporto tra i due, rimasto forte al di là della lontananza, è tornato a cementarsi in queste ore, quelle dell'ufficialità del passaggio del trequartista trentaseienne in biancoazzurro. Una trattativa nata nella scorsa settimana (quando Marai parlava di un colpo importante da piazzare si riferiva all'ex Feralpi) e chiusa solo in giornata, nel day after dell'eliminazione dalla Coppa Italia di Serie D nel derby col Breno.

 

Non un acquisto per correre ai ripari dopo una delusione, quindi, ma un ulteriore tassello cercato in tempi non sospetti per dare a mister Serafini una rosa più rotonda e certamente oggi più forte, esperta, completa. Come fa notare il neo presidente bassaiolo, «Andrea ci darà una grossa mano a far crescere un gruppo molto giovane». Vero, ma Bracaletti sarà utilissimo anche in campo. Giocatore di un'altra categoria, lo dicono i numeri: dopo essere uscito minorenne dal settore giovanile del Genoa, l'orvietano ha giocato esclusivamente tra i professionisti, mettendo insieme 493 gettoni. Ad inizio carriera in B, tra Cesena e Avellino, poi tanta C, con i successi a San Marino, Sassuolo (dove vinse campionato e Supercoppa con Allegri in panchina) e Feralpisalò. Particolare poi l'ultima avventura, con i sanmarinesi de La Fiorita, che lo avevano ingaggiato in luglio per fargli giocare le partite dei preliminari di Europa League.

 

Alla Calvina l'ex 10 verdeazzurro ritrova Meduri, compagno di squadra alla Triestina, e Broli: Mattia entrava in prima squadra alla Feralpi quando Andrea era già un punto di riferimento. Curiosi sono invece gli incroci con i due allenatori che, da domani, si troverà dinanzi: nell'anno della vittoria della Lega Pro 2 con la Feralpisalò Bracaletti (e Olli) incrociarono in semifinale il Renate di Cortinovis e nell'ultimo atto la Pro Patria di Serafini, eliminandoli. Braca andò in rete sia all'andata che al ritorno della finale.

 

Lasciando da parte il passato, dirigenza e staff sono certi che l'attaccante possa costruire ricordi molto positivi nella sua permanenza a Calvisano. Così come lo stesso interessato è certo che quella fatta negli ultimi giorni sia la scelta migliore anche per la sua stessa carriera, tutt'altro che agli sgoccioli: «Tornare in un ambiente dove sono stato bene e ritrovare persone come Olli era per me una priorità. A 36 anni non mi sento sul viale del tramonto, anche perché fino a gennaio ho giocato e segnato per una squadra che poi ha fatto finale play off di Lega Pro. Quello che mi spinge a rimettermi in gioco in Serie D è la grande voglia di giocare. Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura, il mio desiderio è di tornare in C, anche perché voglio arrivare a 500 presenze tra i pro».

 

Anche se pres Marai non sposta di un centimetro gli obiettivi stagionali («Salvezza tranquilla»), la portata del colpo di mercato spinge i tifosi a guardare con grande speranza al campionato alle porte. E attenzione, il mercato della Calvina non è chiuso. Parola di Olli.

 

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