Monza-Ciliverghe, la vigilia. Eugenio Bianchini non si nasconde: "Serve un'impresa, ma sono fiducioso. Se siamo pronti per la Lega Pro? Datemela, poi ve lo dico"

Redazione

Non è vero che tutte le partite sono uguali, c'è poco da fare. Monza-Ciliverghe, sfida tra la prima e la seconda forza del girone B di Serie D di domani, conterà parecchio per entrambe le squadre. Il campionato è quasi deciso e, anche in caso di sconfitta, il Monza avrà stretto nelle mani il suo biglietto per i pro. Per questo il match conta quasi di più per chi ci arriva senza pensieri, il Ciliverghe.

I gialloblu cercheranno di consolidare la seconda piazza in vista dei play off e di un sogno cullato fin dall'estate (lo lasciamo svelare a uno degli interessati, tra qualche riga). Ma il vero guadagno che potrebbe ricavare la società bresciana con un risultato positivo è una definitiva consapevolezza, il raggiungimento di quello status psicofisico che permetterebbe di affrontare tutte le partite da qui alla fine della post season con un'armatura ancora più robusta di quella già solida e scintillante costruita in questi mesi da fabbro Filippini.

Eugenio Bianchini, assemblatore di questo piccolo grande miracolo, si gode il suo pargoletto e continua a guardarlo con fissi bene in mente grandi progetti per il futuro. C'è orgoglio, insensato nasconderlo. Il Ciliverghe è la più classica delle isole felici di questa categoria, un gronchi rosa virtuoso per gestione low cost commisurata a risultati ottenuti sul campo. La chiacchierata fatta con lui nel pomeriggio ci permette di sorvolare una stagione lunga, soffermarci sulla sfida clou di domani, ma anche tirare le somme e alzare nuovamente l'asticella nel guardare avanti.

Siamo mentalmente pronti ad affrontare la prima in classifica, la striscia positiva infilata nelle ultime settimane aiuta. Avremo due defezioni importanti causa squalifica, tra cui Carobbio, ma abbiamo imparato che la rosa sa sopperire a qualsiasi tipo di assenza. D'altra parte, recuperiamo giocatori importanti, come Galuppini e Minelli. Queste partite si preparano da sé, non serve tenere alta la tensione, anzi, bisogna stemperarla.

Potreste essere la squadra del destino per il Monza. All'andata il 3-0 esterno permise loro di superare la Pergolettese e prendersi la vetta, poi più abbandonata. Domani potrebbero chiudere definitivamente il discorso vittoria del campionato. Credi abbiate la possibilità reale di rovinare questi piani?
La festa non gliela rovineremo comunque, nemmeno se perdono, perché il vantaggio rimarrebbe obiettivamente incolmabile in sole quattro giornate. Direi che il nostro quest'anno l'abbiamo fatto, gli abbiamo già rotto abbastanza le scatole, se pensate che hanno 72 punti ma nemmeno domani a fine match potranno avere la matematica della vittoria, perché salirebbero a +12, ma con 4 giornate da giocare mancherebbe ancora un punto. Ecco, aver interpretato un campionato di questo tipo ci dà grande soddisfazione. Rispetto all'anno scorso abbiamo cambiato molto, cercando di migliorare ogni cosa, dall'allenatore in giù. Bravo chi è arrivato, sul mister direi che ci abbiamo preso: c'è poco da fare, ha una marcia in più. Non è solo un uomo di calcio, è un allenatore di calcio, che è diverso. Chiaramente ha avuto bisogno di giocatori di qualità per fare così bene, ma adesso è sotto gli occhi di tutti che abbia qualcosa di speciale. Spero davvero di poterlo trattenere con noi ancora per un po' di tempo...

Domani un bel risultato avvicinerebbe ulteriormente la certezza di arrivare secondi.
Sì, è importante, perché secondi o quinti cambia. Proveremo a ripetere l'exploit dello scorso anno, ma sarà dura. Anche se non bisogna pensare troppo al risultato dell'andata, assai bugiardo. Fecero tre gol con due tiri e mezzo. La storia non si fa con i "se", ma avessimo vinto in quell'occasione ora saremmo a -3 e si andrebbe là con tutt'altra posta in palio. Resto fiducioso. Scenderemo in campo per vincere, come da filosofia del mister, una filosofia che quest'anno ha pagato molto. Se l'obiettivo era quello di fare meglio del sesto posto, direi che ci siamo riusciti. Abbiamo incenerito il Ciliverghe dell'anno scorso, ci siamo migliorati ovunque e abbiamo limato alcuni difetti. Poi ripeto, diamo a Cesare quel che è di Cesare, diamo a Filippini quel che è di Filippini.

Grandi meriti ce li ha anche una società e un paese che, se messi a fianco di altri nomi in lista, con altre storie ed altri salvadanai, dovrebbero impallidire. No, voi non impallidite, anzi. Ti aspettavi ad inizio anno di poter essere qui a trattare temi come la seria possibilità di promozione?
Non potevo aspettarmelo, avrei firmato subito per un secondo posto. Ma dall'altra parte non sono meravigliato ora di quanto siamo riusciti a fare, senza presunzione. Lavoriamo bene con un budget ridicolo in confronto a quello degli altri. Il rapporto qualità-prezzo con cui operiamo è altissimo, ci siamo fatti in questi anni una fama positiva di società solida e competente e adesso molti giocatori ci scelgono per questi motivi, perché garantiamo certezze. A prescindere dal risultato di domani, dovremo tener duro e difendere questo secondo posto, valido non solo in chiave play off. A inizio anno io e il presidente ce lo eravamo detti: "Sarebbe un sogno giocare un turno di Tim Cup". Pareva una pazzia, ma se il campionato finisse così saremmo molto probabilmente dentro. Stiamo facendo qualcosa di grande in una cittadina di 3.200 abitanti. Ma le dimensioni non contano quando ti accorgi che nel girone B, il più difficile d'Italia, negli ultimi due anni siamo gli unici ad aver guadagnato due volte la post season; quando constati che con 63 punti saremmo primi in sette dei nove gironi della categoria. Sono tutte prove della bontà del lavoro di tutta la società Ciliverghe.

Chiudiamo con la domanda delle domande. Il ds Bianchini pensa che la cittadina e la società Ciliverghe siano pronte al grande salto nei pro?
Non si è mai pronti finché non succede. Dieci anni fa stavo per diventare papà e sinceramente non sapevo se ero pronto. Questa società è partita dalla Promozione e da lì è salita per gradi, anno per anno. Io sono arrivato in Eccellenza e ho accompagnato questa crescita. Ad ogni gradino è normale ci fossero dei punti di domanda, ma siamo sempre riusciti a trovare le risposte giuste. A parte tutto so anch'io che ad oggi non saremmo pronti al 100% per il salto. Ma tu comincia a farmelo fare...

 

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