Dal neroverde del Darfo a quello del Sassuolo: la parabola di Roberto De Zerbi

Redazione
Roberto De Zerbi ha firmato questa mattina nella sede Mapei a Milano il contratto che lo legherà fino al 30 giugno 2020 al suo nuovo club, il Sassuolo.
 
Sarà l'erede di Beppe Iachini, altro profilo legato alla nostra provincia, che esattamente otto anni fa portò il Brescia in Serie A. Chissà fino a quando sarà l'ultimo a esserci riuscito.
 
Per De Zerbi sarà la prima vera occasione per dimostrare il suo valore in Serie A. Ha collezionato presenze sulle panchine di Palermo e Benevento, ma in entrambi i casi subentrando in contesti a dir poco complessi. Altra storia a Sassuolo, società che nel recente periodo si è distinta per serietà e organizzazione. Può essere l'ambiente ideale per consacrarsi nella massima serie, sulla falsariga di quanto fatto da Eusebio Di Francesco, il punto di riferimento di patron Squinzi che infatti ha visto in De Zerbi caratteristiche simili.
 
Il tecnico bresciano avrà il compito di riportare il Sassuolo ai fasti del predecessore, con un gioco brillante e passando giocoforza dalla valorizzazione dei giovani. Riparte dai colori neroverdi, che avevano caratterizzato il suo inizio di carriera. A novembre 2013 cominciò infatti la sua carriera da Mister sulla panchina del Darfo Boario. Un'esperienza importante, prima del grande salto a Foggia. Ma evidentemente il neroverde era sempre stati nel suo destino.