Non finisce mai la favola Kevin Lasagna, da Polpenazze alla Nazionale

Redazione

Sembra interminabile ormai la favola di Kevin Lasagna, chiamato in queste ore agli ordini di Roberto Mancini per gli impegni dell’Italia contro Ucraina e Polonia, visto l’infortunio nelle ultime ore di Simone Zaza.


Si tratta di una crescita esponenziale quella dell’attaccante mantovano classe 1992, sceso perfino in Promozione nel 2011 con la Governolese, e che nel non troppo lontano 2013 partecipava al Torneo di Polpenazze con Colorificio Capelloni. Per lui, giocatore in serie D all’Este in quei tempi, tre gol in quell’edizione, con il terzo posto di squadra. Nella stessa stagione, 21 centri con la squadra padovana, che gli valsero la chiamata del Carpi in serie B.


Da lì in poi un unico crescendo, con la promozione in Serie A nel 2015 con la società biancorossa e i cinque centri nella massima categoria nella stagione 2015/2016, di cui uno memorabile a San Siro contro l’Inter nei minuti di recupero. A fine stagione la retrocessione dura da digerire, ma la decisione di restare a Carpi nonostante le chiamate dalla Serie A. 14 centri e play-off raggiunti in cadetteria nella stagione 2016/17, trampolino di lancio verso la maglia dell’Udinese.


Con i bianconeri lo scorso anno raggiunge la doppia cifra in Serie A, con 12 gol in 29 partite e l'ingresso nella top10 della classifica marcatori. Quest’anno un inizio un po’ deficitario, con un solo gol al Chievo nelle prime otto giornate, ma con la prima storica chiamata in Nazionale. Una scalata quasi impossibile, durata cinque anni, per salire dal campo a di calcio a 6 di Polpenazze alla gloriosa maglia azzurra. I miracoli sembrano non finire mai per Kevin Lasagna.