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Giuseppe Bugatti, il bresciano esperto di scouting neodiplomato ds a Coverciano. "Fiero del mio percorso. Il calcio è sempre lo stesso, dalla Terza alla Serie A"

"Ho calpestato campi appartenenti a livelli diametralmente opposti. Dalla Seconda e Terza categoria vissute come calciatore fino alla Serie A, affrontata senza scarpini e ricoprendo altri ruoli, ma le dinamiche del calcio sono le medesime. Cambiano l'amplificazione di ogni singolo fatto e la relativa risonanza mediatica, ma le questioni prettamente sportive sono identiche ed è eccezionale vederlo. Il muso lungo del giocatore che resta fuori è lo stesso per uno sconosciuto e per il miliardario che gioca in Nazionale. Idem i bisticci tra compagni e le discussioni tra allenatori e dirigenti. Il calcio è sempre lo stesso e tutto è una scuola".

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Andrea Ronconi e Joe Bastianich, ovvero l'ex trequartista del Park Hotel e il vip che aspetta al ristorante come tutti gli altri: "Avevo il locale pieno, non potevo far alzare un cliente. Ma credo abbia apprezzato"

Quante volte vi è capitato, entrando in un ristorante, di sentirvi dire: «Momentaneamente siamo pieni, se avete pazienza di attendere vi daremo il primo tavolo disponibile»? A me parecchie. Ecco, a Joe Bastianich, invece, potrebbe essere capitato la prima volta domenica. A Brescia. Precisamente in zona Carmine, all'ingresso de "I Dù dela Contrada".

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Mister Ignazio Sabella, dagli Allievi del Lumezzane alla Primavera del Chievo, nello staff di D'Anna. "Non potevo dire di no, ma un pezzo di cuore sarà sempre rossoblù"

"L'ex commissario tecnico dell'Argentina Alejandro Sabella? Nessuna parentela. Il nostro cognome è diffuso in Sicilia, potrebbe essere figlio o nipote di uno dei tanti emigranti che hanno cercato fortuna oltreoceano anni fa". Il Sabella allenatore nostrano, invece, di nome fa Ignazio e per certi versi può essere definito un migrante calcistico. Nato a Sciacca (Agrigento) dopo la carriera da giocatore al Centro-Sud (giovanili della Lazio, Monopoli e Trani in C e 10 anni nella D pugliese) ha cambiato pelle passando dal campo alla panchina e spostandosi verso Nord.

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Lettere al direttore, lo sfogo di un tecnico: "Quanti sono gli allenatori veramente in regola per sedersi in panchina nei dilettanti? Basta escamotage!"

Mentre il mosaico delle panchine in vista della prossima stagione prende forma in ogni categoria si riapre il dibattito sulla figura dell'allenatore nei campionati dilettantistici. Ci arrivano sempre più segnalazioni di tecnici infastiditi per il mancato rispetto delle regole, che puntano il dito su chi fa l'allenatore senza esserlo dal punto di vista normativo. Pubblichiamo di seguito una lettera al direttore che sintetizza il senso del malcontento e siamo a disposizione di chiunque desideri intervenire sul tema.

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Dagli Allievi regionali del Sarnico all’Europa League. L’ascesa di Alessandro Recenti, pronto a sedersi sulla panchina del Sion al fianco di Tramezzani

Ci sono treni che passano una volta nella vita, e vanno presi al volo per trasformare un sogno in realtà. Il bello è che tutto può cambiare quando meno te l'aspetti, in tempi rapidissimi. È accaduto ad Alessandro Recenti, che nella prima parte della stagione sportiva appena conclusa guidava gli Allievi regionali del Sarnico e mai avrebbe pensato di finire l'annata nella massima serie svizzera, sulla panchina del Lugano, dove al fianco di mister Paolo Tramezzani e Mirko Conte ha conquistato il terzo posto che dà il pass per i preliminari di Europa League, che vivrà tuttavia con altri colori sulla pelle, quelli del Sion, compagine del cantone transalpino che ha appena ingaggiato in toto l'ormai ex staff dei bianconeri del Ticino. Dai promettenti ragazzini della bergamasca, dunque, ai "giocatori veri" che Recenti dovrà dirigere tra qualche settimana, come l'ex Milan Kevin Constant, l'ex Samp Reto Ziegler e il portoghese Carlitos.

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