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Inversini a tutto tondo: “Annata irripetibile, abbiamo messo a tacere gli invidiosi. Il futuro? Il Darfo mi ha chiamato, ma dopo un'ora hanno arrestato il presidente"

In molti si chiedono quale sia il segreto dei successi di Luca Inversini, l'allenatore che domenica scorsa ha riportato in Serie D l'Alzano Cene dopo un solo anno di purgatorio in Eccellenza. Probabilmente di segreti non ne esistono, ma è sufficiente una chiacchierata al telefono per comprendere come carisma, competenza e passione siano la base e gli elementi su cui questo allenatore, dilettante solo sulla carta, fa affidamento.
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Gianpaolo Dosselli: "Da bambino sognavo di giocare al Rigamonti, qualche anno fa di allenare una Primavera. Oggi lavoro per un calcio virtuoso a misura di giovani"

"Ero al Rigamonti seduto accanto a mio padre. Il portiere s'infortuna ed entra il sostituto. Dopo pochi minuti esce anche lui in barella. A quel punto dalla panchina gettano lo sguardo sugli spalti e fanno gesti per chiamarmi in campo. Tocca a me. Di solito a quel punto mi svegliavo tutto sudato".
Per Gianpaolo Dosselli il calcio è questo, "una passione che ti assorbe completamente a livello psicofisico e che ti accompagna fin da bambino". Da allora il presidente dell'Aiac di Brescia ne ha fatta parecchia di strada, vestendo sia i panni di giocatore sia quelli di allenatore fino all'incarico nella sezione provinciale dell'Associazione Allenatori con l'aggiunta della nomina nel Consiglio Nazionale.

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Giambattista Belotti: "Voglio un'Adrense con un settore giovanile al top. Quel giorno potremo puntare anche alla Serie D. Io come Zamparini? La verità è che certi allenatori li cacciano le squadre"

Correva l'anno 2002 quando Giambattista Belotti venne convocato ad una riunione straordinaria al centro sportivo di Adro. Fino a quel momento era un papà come gli altri, che accompagnava il figlio a giocare e sosteneva la società con qualche piccola sponsorizzazione. "Eravamo in 5, la maggior parte dei quali genitori di ragazzi del vivaio. Mi dissero che stava per saltare tutto e che bisognava salvare il calcio ad Adro. Uno si propose come direttore sportivo, un altro come segretario. L'aspirante vicepresidente mi disse che dovevo prendere in mano io la situazione. Gli chiesi se era pazzo, ma mi misero alle strette. Non potevo dire di no, tutti quei bambini non potevano finire in mezzo a una strada".

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Alberto Lancini si racconta: "Credo in un modello di calcio che sia famiglia e aggregazione. Da presidente del Montorfano grandi gioie e una ferita aperta"

"Sono una persona che coltiva la sua passione calcistica e che cerca di fare il meglio nel suo lavoro, con onestà e dando fiducia alle persone che ha intorno. Sono un sognatore che prova a realizzare ciò che ha in mente. Mi piace un'idea di calcio basata sull'aggregazione, in stile rugby. Vorrei andare in quella direzione, trasformando la mia società in una grande famiglia". Parola di Alberto Lancini, presidente del Montorfano Rovato.

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Nicola Bianchini (Ciliverghe): "Siamo la quarta squadra di Brescia, ma non dimentichiamo da dove siamo partiti. Fusione con Montichiari per il grande salto? Per ora è fantacalcio"

"La mia vita calcistica è iniziata dai piccoli del Ciliverghe, su un campo di oratorio. Ho fatto tutta trafila giovanile fino alla prima squadra in Promozione. Ho mollato presto perché il calcio giocato era inconciliabile con il lavoro nell'azienda di famiglia. Sono passato ad un ruolo dirigenziale per poi diventare presidente della neonata CMM undici anni fa. Quattro anni fa, poi, il massaggio al comando del Ciliverghe. Posso dire di aver ricoperto un po' tutti i ruoli. Al di là del calcio mi sono diplomato come perito elettronico ma faccio tutt'altro. Sono sposato, ho due figli di 15 e 10 anni. Giocano entrambi".

Nicola Bianchini si presenta così. Imprenditore, presidente, genitore. Tante sfaccettature con il pallone a fare da filo conduttore di una vita carica di passione. "Il calcio è qualcosa che mi ha riempito l'esistenza - ammette -. Ci penso tutti i giorni, è inevitabile. Non saprei dire in quale percentuale, ma sicuramente significativa. Mi ha insegnato molto e dato molte soddisfazioni".

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Centrolago, unico e trino. Giacomo Passini: "Oltre i campanilismi per il bene dei giovani. Un presidente o caccia i soldi o fa come me: si rimbocca le maniche"

Tre paesi, una sola squadra. Un'impresa che altrove sarebbe impossibile è diventata realtà in riva al lago d'Iseo, dove i comuni di Sulzano, Sale Marasino e Marone hanno unito le forze dando vita ad una realtà unitaria: il Centrolago. A dirigerla serviva un presidente atipico, come Giacomo Passini: "Il primo ostacolo da superare - racconta - sono stati e sono ancora oggi i campanilismi. È servita grande capacità di mediazione, ma siamo sulla buona strada. L'obiettivo condiviso dalle tre amministrazioni comunali che ci sostengono è uno solo: sfruttare le potenzialità del calcio come strumento per la crescita dei giovani".

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Ezio Di Loreto (Sporting Club): "Siamo neonati e senza una realtà territoriale alle spalle, ma organizzazione e gruppo saranno le nostre fondamenta"

"Svolgo la professione di avvocato da circa vent'anni e sono appassionato di questo sport, che ci condiziona un po' tutti. Ho fatto la scelta di diventare patron di una società per passione e con un pizzico di pazzia, per cercare di fare qualcosa di bello e diverso. Il tutto nasce dalla forte amicizia con Fabrizio Leonardi, che mi ha coinvolto e spinto a dare vita ad un progetto del tutto nuovo". Ezio Di Loreto, presidente dello Sporting Club, si presenta così.

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Monica Bellini (Saiano): "In questo calcio maschilista ho dovuto dimostrare di avere gli attributi. Dico grazie al Brescia Femminile e sogno il mio piccolo triplete"

"Sono una donna che a 19 anni era già mamma e che dai 23 ha cresciuto sua figlia da sola. Da pochi mesi sono anche orgogliosamente nonna. Sono sempre stata libera professionista, nello specifico consulente per le aziende nel campo della formazione dei dipendenti. Da ragazza facevo atletica a livello nazionale, con ottimi risultati nel mezzofondo, poi ho dovuto smettere, con qualche rimpianto, per stare vicina alla mia famiglia, che aveva bisogno di me". Monica Bellini, presidente del Saiano, si presenta così.

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