Il numero 13 per omaggiare Astori: “Un gesto spontaneo e doveroso”

Redazione
Su numerosi campi della provincia ieri sono andati in scena diversi omaggi in memoria di Davide Astori.
 
A partire dal settore giovanile, dove tutte le gare dell'attività agonistica sono state caratterizzate da un minuto di silenzio prima del via. Nel pomeriggio discorso simile per quanto riguarda le prime squadre, dove vi abbiamo mostrato con alcune foto la scelta di qualche capitano di scendere in campo con la maglia numero 13. Sono nate alcune polemiche, anche sulla nostra pagina Facebook, ma sentendo le parole dei capitani il gesto appare qualcosa di spontaneo e sincero.
 
Prendiamo l'esempio di Giovanni Rossi, che con Astori ha giocato e di Davide aveva lasciato questo ricordo: "Davide era una persona stupenda, amava il suo lavoro e lo faceva con serietà e professionismo. Ci eravamo sentiti un anno fa per avere degli accrediti per Sampdoria-Roma, lui da persona gentile si era reso disponibile. Ci ha lasciato un uomo vero con seri valori che si ricorda da dove è partito e che è rimasto umile". Omaggiarlo nella giornata di ieri era il minimo da parte sua.
 
Maglia numero 13 anche per Tignonsini, il capitano del Valcalepio che ieri ha giocato proprio contro l'Orceana di Rossi: “Ognuno può avere la propria opinione – spiega l'ex difensore di Lecco e Grumellese tra le altre – ma la decisione di ieri è stato spontanea e calibrata anche con la società. Astori era bergamasco e in tutto il fine settimana in terra orobica ci sono state grandi dimostrazioni d'affetto da parte di bambini e ragazzi. Anche il nostro settore giovanile ha partecipato e la società ha deciso di estendere alla prima squadra la volontà di ricordare Astori con un gesto tutto sommato semplice. Nessuna strumentalizzazione, nessun desiderio di apparire. Penso sia passato un messaggio di solidarietà e vicinanza, soprattutto grazie all'omaggio dei bambini, che ha fatto capire come lo sport possa unire le persone”.
 
Dello stesso avviso Moreschi, capitano della Calvina anche lui sceso in campo con un simbolico 13: “Si è trattato di un piccolo gesto spontaneo e condiviso da tutta la squadra, un segnale di rispetto nei confronti di chi come Davide Astori si è saputo distinguere per umanità e semplicità interpretando il calcio con valori che non si possono non condividere. Nonostante la tragedia abbia lasciato tutti senza parole, il mondo del calcio per una volta ha dato segno di unità”.