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Capitani coraggiosi - Speciale derby di Castenedolo: Coccolo e Salvi i condottieri, storie diverse con una sola frase in comune: "Vinciamo noi"

A Castenedolo sale la febbre a 90'. Oggi pomeriggio, per un'oretta e mezza, il paese si ferma per seguire una partita che mai prima d'ora è stata così sentita ed importante. Castenedolese-Real Castenedolo quest'anno, oltre che per la supremazia territoriale, si gioca per il campionato.

Il Real arriva alla sfida forte di quattro lunghezze di vantaggio sui cugini. Prima contro seconda, uno schiacciasassi (dieci vittorie e un pareggio) trascinato dal suo reparto offensivo (già 34 reti fatte e miglior attacco di categoria) contro una squadra solida, forgiata sul reparto arretrato (miglior difesa del girone con sole 8 reti al passivo). Per presentare e lanciare definitivamente la sfida delle 14.30 abbiamo fatto un colpo di telefono ai due condottieri castenedolesi, i due capitani, Andrea Coccolo della Castenedolese ed Alessandro Salvi del Real Castenedolo. Li abbiamo messi di fronte agli stessi spunti, le risposte sono state molto interessanti. Comunque vada il derby di oggi, Castenedolo può essere fiera delle sue due realtà calcistiche.

Capitani Coraggiosi oggi raddoppia. Siete stati scelti in coppia, prima di affrontarvi in campo per un derby molto sentito e, quest'anno, davvero decisivo. Prima di tutto, conosciamoci meglio: nome, cognome, età, paese d'origine, professione e, ovviamente, squadra di appartenenza.
AS: Alessandro Salvi, classe '83, bresciano con genitori castenedolesi, fisioterapista. Sono il capitano del Real Castenedolo.
AC: Andrea Coccolo, classe '87, castenedolese doc, impiegato informatico. Sono il capitano della Castenedolese, l'unica squadra della mia carriera.

Ruolo? Modulo con cui giocate solitamente?
AS: Difensore centrale. Gioco in coppia con mio fratello Graziano in un 4-2-3-1.
AC: Noi abbiamo sempre giocato col 4-3-3, io sono un trequartista. Tra me e i Salvi sarà scontro frontale!

Una domanda classica di questa rubrica: cosa vuol dire, per voi, essere capitano?
AS: Non è un ruolo come gli altri, il capitano deve avere una forte leadership e allo stesso momento evitare di porsi un gradino sopra gli altri. C'è un senso di responsabilità superiore. Credo sia più importante nello spogliatoio che in campo, e rispetto ai giovani deve avere anche un compito educativo.
AC: Il capitano è colui che dà l'esempio, è il primo che si butta nella mischia, è il riferimento della squadra. Per me è un grande orgoglio esserlo alla Castenedolese. Ho scelto di sposare totalmente questa realtà nonostante ci siano state negli anni delle occasioni per cambiare aria, rimanendo qui anche quando le cose non andavano benissimo, lottando per una maglia che ho sempre sentito mia.

Come arriva al derby la vostra squadra?
AS: Fino a settimana scorsa eravamo stati sempre al 100%, da questi giorni usciamo invece un po' incerottati. Undici partite e nemmeno un'influenza, nel derby invece dovremo certamente fare a meno della nostra coppia di centrocampisti titolari, Breda-Posti, ed altri compagni sono acciaccati ma stringeranno i denti. Tuttavia tutti i giocatori in rosa sono all'altezza, chi verrà chiamato in causa farà il suo dovere. E poi la situazione in classifica ci lascia molto sereni. Il mister l'ha preparata, come suo solito, in maniera maniacale, siamo tranquilli.
AC: Noi siamo al completo, è molto positivo il fatto di essere tutti a disposizione. Siamo carichi, il nostro obiettivo chiaramente è vincere, per accorciare la classifica.

Individuate un vostro punto di forza.
AS: Le statistiche mettono in luce il nostro attacco, ma la grande differenza rispetto agli anni passati è la compattezza del gruppo, nonostante i tanti cambiamenti in entrata e in uscita fatti quest'estate, tra cui il mister. Ma anche dietro siamo forti, tant'è che sono quattro partite che non subiamo gol.
AC: I numeri parlano della difesa, anche se loro hanno preso solo un gol in più. Il nostro segreto è l'unione tra di noi, la differenza la fa davvero il gruppo. E anche noi abbiamo un attacco di qualità.

Quant'è sentito questo derby in paese e nello spogliatoio?
AS: Beh, è molto sentito, non era mai capitato che fossimo una prima e l'altra seconda. Le due società ci tengono molto, ma non ci sono poi così tanti giocatori di origine castenedolese. Ma ci sono degli ex, tra cui io, mio fratello ed il nostro ds, Tononi. Spero ci sia tanta gente a vedere questa partita.
AC: Sicuramente è sentita. Il paese è orgoglioso di avere due squadre in cima alla classifica del campionato, anche se è "solo" Seconda Categoria. Poi le due società hanno molto in comune. Il Real è nato recentemente, pochi anni fa, da una costola della Castenedolese; Tononi cinque-sei anni fa era il mio capitano, i Salvi erano miei compagni e di là ho tanti amici. Insomma, è tutta settimana che si parla di questa partita, finalmente ci siamo.

Arriviamo alla volata finale con due giochini. Numero uno: è il weekend dei derby, accanto a Castenedolese-Real Castenedolo ci saranno Atletico Madrid-Real Madrid e Milan-Inter. Schieratevi, anche in virtù di eventuali affinità.
AS: Io dico Real, sia Castenedolo che Madrid. Con le dovute proporzioni, l'affinità può essere la qualità in attacco e la facilità nel trovare la via del gol. Poi, da milanista, mi schiero dalla parte dei rossoneri.
AC: Quello di Milano è da qualche tempo un derby dei poveri, ma da milanista dico Milan. Chiaramente Castenedolo è della Castenedolese, mentre a Madrid... avrei detto Real per la storia, ma diciamo Atletico, perché noi, come loro, dovremo puntare sulla grinta tipica delle squadre di Simeone.

Numero due, un gran classico: non siate superstiziosi e avanzate un pronostico. Chi vince oggi il derby di Castenedolo?
AS: Non sono superstizioso né presuntuoso. Un 2-1 ci potrebbe stare. Per noi, ovviamente.
AC: Io sì, sono abbastanza superstizioso. Ma visto che lui ha lanciato la sfida, non mi tiro indietro: 1-0 Castenedolese!

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