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Mister Ignazio Sabella, dagli Allievi del Lumezzane alla Primavera del Chievo, nello staff di D'Anna. "Non potevo dire di no, ma un pezzo di cuore sarà sempre rossoblù"

"L'ex commissario tecnico dell'Argentina Alejandro Sabella? Nessuna parentela. Il nostro cognome è diffuso in Sicilia, potrebbe essere figlio o nipote di uno dei tanti emigranti che hanno cercato fortuna oltreoceano anni fa". Il Sabella allenatore nostrano, invece, di nome fa Ignazio e per certi versi può essere definito un migrante calcistico. Nato a Sciacca (Agrigento) dopo la carriera da giocatore al Centro-Sud (giovanili della Lazio, Monopoli e Trani in C e 10 anni nella D pugliese) ha cambiato pelle passando dal campo alla panchina e spostandosi verso Nord.

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Lettere al direttore, lo sfogo di un tecnico: "Quanti sono gli allenatori veramente in regola per sedersi in panchina nei dilettanti? Basta escamotage!"

Mentre il mosaico delle panchine in vista della prossima stagione prende forma in ogni categoria si riapre il dibattito sulla figura dell'allenatore nei campionati dilettantistici. Ci arrivano sempre più segnalazioni di tecnici infastiditi per il mancato rispetto delle regole, che puntano il dito su chi fa l'allenatore senza esserlo dal punto di vista normativo. Pubblichiamo di seguito una lettera al direttore che sintetizza il senso del malcontento e siamo a disposizione di chiunque desideri intervenire sul tema.

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Dagli Allievi regionali del Sarnico all’Europa League. L’ascesa di Alessandro Recenti, pronto a sedersi sulla panchina del Sion al fianco di Tramezzani

Ci sono treni che passano una volta nella vita, e vanno presi al volo per trasformare un sogno in realtà. Il bello è che tutto può cambiare quando meno te l'aspetti, in tempi rapidissimi. È accaduto ad Alessandro Recenti, che nella prima parte della stagione sportiva appena conclusa guidava gli Allievi regionali del Sarnico e mai avrebbe pensato di finire l'annata nella massima serie svizzera, sulla panchina del Lugano, dove al fianco di mister Paolo Tramezzani e Mirko Conte ha conquistato il terzo posto che dà il pass per i preliminari di Europa League, che vivrà tuttavia con altri colori sulla pelle, quelli del Sion, compagine del cantone transalpino che ha appena ingaggiato in toto l'ormai ex staff dei bianconeri del Ticino. Dai promettenti ragazzini della bergamasca, dunque, ai "giocatori veri" che Recenti dovrà dirigere tra qualche settimana, come l'ex Milan Kevin Constant, l'ex Samp Reto Ziegler e il portoghese Carlitos.

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Miracolo Marco Rossi: fa vincere lo scudetto in Ungheria all'Honved dopo 24 anni. Lui e Lanzafame giocheranno la Champions: derby bresciano contro Hagi?

L'Honved è storia del calcio. Per gli ungheresi e per il calcio mondiale, perché vi ha giocato Ferenc Puskas, il Re del pallone negli anni Cinquanta, da tutti giudicato il più grande al mondo prima dell’avvento di Pelè, Maradona e Messi. Per risollevarla dopo una lunga crisi (era finita persino in Serie B) ci è voluto un bresciano d’adozione: Marco Rossi, idolo del Rigamonti dal 1988 al 1993 con le sue galoppate sulla fascia sinistra, in provincia a fine carriera a Ospitaletto e Salò e poi a Lumezzane da allenatore, in panchina ha portato la bacchetta magica.

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Chiamarsi Mister - Milena Bertolini, collezionista di Panchine d'Oro: "Amo il calcio spagnolo e vorrei vedere delle donne negli staff dei grandi club maschili. Il mio futuro? Sempre incerto. La Nazionale femminile? Ci penso"

Neanche il tempo di accumulare polvere sull'ultima Panchina d'Oro che Milena Bertolini ne ha messa in bacheca un'altra, la sesta di una carriera sempre più sfavillante, la terza consecutiva, finita nelle sue mani a fine marzo. "Sono premi che riempiono d'orgoglio, ai quali non ci si abitua mai - racconta l'allenatrice del Brescia Femminile -, dietro c'è sempre una grande emozione. Il fatto che a votare siano stati i colleghi, poi, è ancora più gratificante".

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Chiamarsi Mister - Mario Donelli e la sua eredità da trasferire ai giovani: nel mondo con Milan Academy, in provincia con l'Albinoleffe. "La mia è una vocazione"

Sapere insegnare è un dono. Quando si parla di grandi ex talenti alle prese con la fine della carriera sul campo e l'inizio di quella sulla panchina, si pensa che le strade possano generalmente essere due, diametralmente opposte. Da una parte c'è chi non riesce a trasmettere, frenato dal proprio stesso genio; si dice ad esempio che tanto Platini quanto Magic Johnson siano andati in crisi nell'approccio al ruolo di coach, perché la loro visione non poteva essere condivisa, perché i giocatori non capivano, non vedevano quello che loro capivano e vedevano naturalmente. Più semplice dirigere che allenare, infatti le carriere dei due si sono aggiustate in quella direzione. Dall'altra parte, invece, c'è chi non può fare a meno di lasciare un'eredità. Nel rado insieme numero due troviamo il personaggio di questa settimana, Mario Donelli. Un 10 che maradoneggiava in campo, un mister in missione per conto di se stesso.

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Alle 6 di mattina nella fabbrica di vernici. Mister Tramezzani e il bagno di umiltà imposto ai giocatori del Lugano

"A lavorare, andate a lavorare". Il celebre coro di contestazione che di tanto in tanto rimbalza dalle curve ai campi è una provocazione fine a se stessa. A Lugano, nella giornata di ieri, è arrivato un messaggio ben più significativo. Mittente mister Paolo Tramezzani, destinatari i giocatori bianconeri, portati alle 6 del mattino a visitare una fabbrica per vedere da vicino i sacrifici quotidiani degli operai della zona, al fine di ritrovare determinazione e dedizione nel fortunato mestiere di calciatore.

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Chiamarsi Mister - Roberto Borgopalazzo, record di punti nel 2016 dilettanti, manca solo la festa in primavera: "Non è facile avere a che fare con uno come me, serviva tempo. Ora arriviamo in fondo"

Due metà non fanno necessariamente un intero. O meglio, non sempre fanno l'intero che vuoi tu. Roberto Borgopalazzo ha messo insieme un'andata e un ritorno consecutivi da 71 punti complessivi, eppure era e resta in Seconda Categoria. Sarebbe però più corretto dire un ritorno ed un'andata, in quest'ordine. Sta qui l'inganno.

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