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Chiamarsi Mister - Roberto Borgopalazzo, record di punti nel 2016 dilettanti, manca solo la festa in primavera: "Non è facile avere a che fare con uno come me, serviva tempo. Ora arriviamo in fondo"

Due metà non fanno necessariamente un intero. O meglio, non sempre fanno l'intero che vuoi tu. Roberto Borgopalazzo ha messo insieme un'andata e un ritorno consecutivi da 71 punti complessivi, eppure era e resta in Seconda Categoria. Sarebbe però più corretto dire un ritorno ed un'andata, in quest'ordine. Sta qui l'inganno.

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Chiamarsi Mister - Marco Seller, mille modi per amare il Gioco: "Abbandonai il calcio per due gravi infortuni, mai pensato di allenare. Ora ho scoperto che è la mia strada"

Tra poche ore è Natale, il calcio dilettanti bresciano è in pausa e Caracciolo si è appena vestito da Santa Claus sistemando anche la questione pro. Un clima sereno, famigliare, di festa; perfetto per raccontare l'ultimo allenatore di "Chiamarsi Mister" 2016, Marco Seller.

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Chiamarsi Mister - Raffaele Santini, dal Lumezzane alla Prima Categoria: "Per allenare tra i pro non basta essere bravi, ma venire a Lograto è stata una scelta tutta mia"

Dalle maglie fitte della nebbia di Lograto si staglia una sagoma corpulenta, arrivata da Villa Carcina via Lumezzane. Dai dilettanti ai dilettanti passando per i professionisti. Dai campi di Promozione a una panchina in Prima, cercata e voluta dopo avere assaporato la Lega Pro ed il settore giovanile. A guidare una delle rivelazioni del girone G, l'Fc Lograto, c'è un allenatore con un'esperienza in panchina a 360 gradi, un uomo arrivato a pochi giorni dai cinquant'anni che le sue ambizioni non le misura dalla categoria. Questa settimana Chiamarsi Mister incontra Raffaele Santini.

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Chiamarsi Mister - Michele Sella, la panchina all'improvviso. "A 42 anni mi stavo ancora divertendo in campo, ma ho accettato la decisione della società"

La fotografia del momento del Prevalle è quella che vedete qui accanto. Un gruppo unito che vive un bel momento in campo, il suo capitano e guida che spicca un salto in alto (che è anche un salto nel vuoto) per poter guardare i suoi sotto un nuovo punto di vista. Ed infatti, se fosse un film, già nel fotogramma successivo il capitano non avrebbe più la fascia, non indosserebbe più una divisa arancione da calciatore, piuttosto una giacca o, ben che vada, una tuta. E non sarebbe più in campo, ma un passo al di là della linea laterale e un gradino più su nelle gerarchie di squadra. Un tempo veloce, troppo veloce, una carriera investita da un'onda anomala ed imprevista che ha spazzato le certezze e ha posto di fronte agli attori in gioco un nuovo scenario.

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Chiamarsi Mister - Vighenzi, squadra giovane in mani giovani, quelle di Vittorio Sandrini, allenatore "fatto in casa"

La Vighenzi ha un vestito nuovo. I panni della passata stagione, sgualciti, lisi, sono stati rimessi nell'armadio: meglio non buttarli via, così da ricordarsi da dove si viene, ché il recente passato insegna. Il presente, tuttavia, fa capire che con la forza delle idee ed un po' di fortuna tutto può cambiare in pochi mesi. Anche grazie ad un sarto cresciuto in casa, con poche credenziali di partenza, eppure con una predisposizione naturale al ruolo. Chiamarsi mister, a Padenghe, significa oggi chiamarsi Vittorio Sandrini.

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Il pallone è emozione. Alessandro Calori si racconta, dalle forzature di papà all'atto d'amore per Brescia. Una vita tra campo e panchina, in attesa di una nuova sfida

"Contano le emozioni, lasciare un segno. E' il bello ma anche il difficile del calcio. E' la cosa che mi ha dato più soddisfazione nella mia carriera. L'emozione non la compri, o viene o no, è spontanea. Il calcio però non può farne a meno e quando si riesce a condividerla è stupendo".

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Emanuele Filippini, la strada lunga è quella buona: "Ho scelto di crescere a piccoli passi, me lo consigliò Prandelli, non si sbagliava"

Aspettare il momento giusto, perché c'è un tempo per tutte le cose. Non smettere mai di lavorare, con umiltà, su se stessi. Capire che il tempo non è necessariamente un nemico da combattere e ridurre, ma un alleato da accogliere, con un quaderno degli appunti in mano e, nel caso specifico, un pallone al piede. Guardando al passato di Emanuele Filippini e, soprattutto, facendoci due chiacchiere al telefono, il mio, di block notes, si riempie velocemente. E gli spazi bianchi vengono occupati da pensieri di quella matrice.

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Chiamarsi Mister - Tiberio Mondolo e il suo Castenedolo "Real": alla ricerca del decimo titolo con il miglior attacco della Lombardia

Il passato parla per lui, eppure il volume della radio si alza nell'ultima domenica di campionato. Tiberio Mondolo ha appena vinto 3-2 in trasferta con la sua ultima creatura, il Real Castenedolo, volando a 18 punti dopo 6 giornate. Punteggio pieno, ma non solo. Con i 3 gol siglati a Manerbio, il Castenedolo versione "Real" tocca quota 21 reti realizzate, un festival del gol da record assoluto.

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