Caso Sellero-Bienno, nuove parole dei protagonisti. Capitan Poetini: "Loro sotto la doccia anche se il direttore aveva chiesto di aspettare". Pres Pini: "Comunque vada non faremo ricorso"

Redazione

Quello che è successo ieri tra Sellero Novelle e Sgb Bienno abbiamo provato a raccontarvelo già stamattina (leggi qui), ma la situazione paradossale vissuta a partire dall'81' minuto di gioco del derby di Prima ha lasciato talmente tanti strascichi che abbiamo voluto interpellare le due società per tentare di vederci più chiaro. Sono intervenuti il presidente del Bienno, Pini, ed il capitano del Sellero, Poetini. Il risultato: altra carne al fuoco, ma ancora tanto fumo.

Troppe versioni troppo contrastanti tra di loro per cercare una sorta di oggettività. Noi ci limitiamo a riportarvi il commento di chi c'era, tra campo e tribuna. A partire dal numero uno del Bienno, Pini. «Ero lì e a fine partita mi sono confrontato solo con una persona, il nostro capitano, Dalla Costa. Abbiamo notato che, dopo l'ultima espulsione un loro giocatore va dall'arbitro e lo invita a contare i nostri giocatori in campo. Anche dalle immagini trasmesse da TeleBoario si vede che contano insieme. Dopodiché il direttore fischia tre volte. Poi chissà cos'è successo dentro gli spogliatoi, ho sentito versioni assurde e l'una diversa dall'altra. Di certo c'è che l'arbitro non capiva più nulla. Addirittura sul referto aveva segnato che la partita era stata interrotta al 37' del secondo tempo sul risultato di 3-4: se non tornavamo a correggerlo avrebbe dato a noi il vantaggio parziale». La mossa futura sarà una sola, in casa Bienno: «Non abbiamo fatto e non faremo nessun ricorso, non pretendiamo nulla. Aspettiamo solamente la decisione del giudice sportivo. Rimangono pensieri strani: ho avuto notizia delle parole dei mister a fine partita: come fanno ad essere così contrastanti?».

La replica è affidata a capitan Poetini: «Al momento della decisione dell'arbitro io ero in tribuna, perché ero stato il primo ad essere espulso. Sull'ultimo rosso, da fuori, hanno cominciato a circolare voci diverse. Che in sette non si poteva giocare. Poco dopo l'arbitro ha sancito la fine della partita. Entrando negli spogliatoi, però, il direttore ha detto al nostro mister e a un loro responsabile di aspettare, perché non era convinto della sua decisione e voleva chiamare un superiore per avere conferme. Nonostante ciò, il Bienno è andato a farsi la doccia, e quando l'arbitro è tornato per farci rientrare in campo, loro hanno detto no, perché per loro la partita era finita col triplice fischio». Ma veniamo al referto. Non solo l'errore sul punteggio, poi corretto, ma anche una dichiarazione del sig. Keci di Chiari che ci può dare un'idea su quello che si potrà trovare giovedì sulla nostra Mannaia: «Leggendo quanto scritto, cioè che la partita era stata solamente sospesa e che il Bienno si era rifiutato di riprenderla, abbiamo chiesto direttamente all'arbitro cosa questo potesse comportare. Lui ci ha detto che il Bienno avrebbe rischiato la sconfitta a tavolino. Se lui ammetterà l'errore o no? Non lo so, so solo che aveva paura della radiazione».

La palla bollente passa ora, come sempre, al giudice sportivo. Da quello che abbiamo appreso, potrebbero essere due gli scenari: come anticipato stamane, se verrà dimostrato l'errore tecnico del direttore di gara, il match dovrà essere rigiocato. 0-0, palla al centro, e passaggio di spugna su quanto accaduto ieri. Se invece verrà giudicato esclusivamente il comportamento degli ospiti, il rifiuto alla ripresa della gara, come dovrebbe essere stato scritto sul referto, gli stessi dovrebbero andare incontro ad uno 0-3 a tavolino. Di ragionevolmente certo rimane solo la sanzionabilità dei sei espulsi.

 

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