Cogliandro inconsolabile: "Due punti buttati". Pizzi d'orgoglio: "Pari meritato, che carattere"

Redazione

Un 3-3 divertente quello tra Speranza Agrate e Ciliverghe, che ha dato spettacolo ed appassionato. Tanto in tribuna, molto meno in panchina.

 

Occhi rossi, sguardo perso nel vuoto mentre la testa gira da destra a sinistra e ritorno, il gesto della negazione. Vincenzo Cogliandro, guida tecnica del Ciliverghe, non si capacita di quanto accaduto: «Partita buttata via. Abbiamo preso tre gol evitabili, il primo assurdo, il terzo faccio fatica a spiegarmelo, inammissibile per una squadra che vorrebbe provare a rimanere sopra. Abbiamo sbagliato tanto davanti, potevamo essere più cattivi, e quando sbagli paghi. Siamo partiti bene, poi ci siamo specchiati troppo in noi stessi. Questi non sono dettagli e non c’è tempo per metterli a posto». La gestione tattica è stata tuttavia brillante e i giocatori hanno dimostrato di essere duttili, sapendo interpretare anche compiti molto diversi all’interno della stessa gara: «Sì, ma torniamo sempre lì. Appena abbiamo ripreso la partita, pur essendo in completo controllo, abbiamo commesso degli errori che non sono da Eccellenza. Anche se rimaneggiati, questi sono match da vincere».

 

Un punto che vale più di un punto. A fine gara Gianmaria Pizzi, tecnico dello Speranza Agrate, si prende con orgoglio i complimenti per la bella prova dei suoi: «Giusto merito agli avversari, ma abbiamo fatto capire che volevamo esserci anche noi nella partita e credo che il pareggio ce lo siamo meritato. Abbiamo avuto la forza di soffrire e di ribaltarla. Il rammarico è aver preso due gol strani, su disattenzioni che in questa categoria paghi a caro prezzo. Molto ingenuo il rigore. Ma complimenti ai miei ragazzi». L’avversario, sulla carta, era superiore: «Il Ciliverghe si sapeva quali valori avesse, ma sono davvero colpito dalla crescita dei miei ragazzi. Abbiamo tenuto anche un ritmo molto molto elevato. Volevamo difendere bassi, conoscendo la loro forza, ma, quando avevamo la palla noi, volevamo anche fare cose diverse, andare ad attaccarli proprio nella loro zona più pericolosa. Emblematico il secondo gol in questo senso, siamo andati a palleggiare per poi liberare il terzino, che ha messo la palla per il gol del nostro centravanti. Vedere realizzato il grande lavoro che facciamo in settimana è per me una grande soddisfazione». Queste settimane serviranno ai brianzoli per prendere le misure di un campionato mai affrontato prima: «Dico sempre che noi siamo vergini della categoria, la società ha deciso di partecipare perché era l’unico modo per fare esperienza, crescere per capire il livello. Probabilmente i frutti li raccoglieremo nella prossima stagione».