Castegnato, le parole di Preti e Imperiale dopo il divorzio

Redazione

"È una decisione della società e non è dettata dai risultati. Da parte mia c'è poco da dire. Per le spiegazioni dovete parlare con il presidente".

 

Stefano Preti non cerca giri di parole né frasi ad effetto dopo l'inaspettato esonero dal ruolo di tecnico dell'Atletico Castegnato. "Ovviamente mi dispiace molto perché ero alla guida di un gruppo con grandi potenzialità. La rosa era già competitiva prima degli ultimi innesti, si respirava un bel clima. Posso solo augurare ai ragazzi di proseguire al meglio questo percorso e ci tengo ad escludere categoricamente problematiche nella gestione di Marrazzo. Con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto e continueremo a rimanere amici. Ci siamo sempre parlati con estrema chiarezza e la decisione del club non è legata al suo impiego o meno. Il mio rapporto con il presidente? Sicuramente c'era una visione diversa delle cose, anche fuori dal campo, ma non mi va di dire altro. Lo ringrazio per l'opportunità che ho avuto di allenare un'ottima squadra e un bellissimo gruppo".

 

Maurizio Imperiale spiega così una decisione che definisce sofferta: "È una separazione che provoca dispiacere anche a me, ma con il mister non c'era l'alchimia giusta per lavorare bene insieme. So di aver perso una brava persona, squisita a livello umano, ma abbiamo vedute diverse e non riuscivo più a sopportare certe situazioni. Tra di noi il dialogo era ridotto al minimo da tempo. Sono un presidente alla buona, che non mette becco ma che vuole essere tenuto al corrente. Invece ho avvertito un distacco, probabilmente generato dalle differenti personalità. Credo comunque di avere il diritto di fare delle scelte".

 

Al di là dei buoni risultati ottenuti fin qui il massimo dirigente viola non ha visto la squadra che voleva, soprattutto a Lumezzane: "Quella di domenica è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Io voglio vincere il campionato e mi aspettavo una squadra arrembante, votata all'attacco e determinata a portare a casa i tre punti, perché rispetto a loro eravamo noi quelli a non avere nulla da perdere. Invece ho visto timore, un atteggiamento che mi è parso votato a conservare il pareggio anziché a puntare al successo".

 

Sull'esclusione di Marrazzo la presa di posizione è categorica: "Non ha nulla a che vedere con l'esonero. Ovviamente l'avrei voluto vedere in campo per il bene del Castegnato. Lui è il nostro Caracciolo e una partita del genere la doveva giocare nel nostro interesse. Tuttavia so distinguere l'uomo Carmine, che per me è come un figlio, dal giocatore Marrazzo, sul quale l'ultima parola spetta, come è giusto che sia, al tecnico".

 

Nelle prossime ore la società scioglierà le riserve sul nome del successore di Preti. Si va nella direzione della soluzione interna o di una figura che possa traghettare la squadra fino al termine di questo mini campionato.