Raduno Ciliverghe: le parole del ds Facchinetti e di mister Carobbio

Redazione

I primi volti si cominciano a vedere alle 9 di mattina: facce rilassate dalle vacanze ahiloro terminate, i giocatori del Ciliverghe tornano al centro sportivo Sterilgarda di Mazzano per ricominciare a correre, per riprendere da dove avevano terminato, la Serie D.

 

Il raduno di stamattina segna il day 1 della stagione dei gialloblu. Strette di mano, volti nuovi e conosciuti, dirigenti e staff in riga (come nella foto Ciliverghe Calcio) per accogliere il gruppo e stendere le prime tracce che indirizzino la nuova annata. Tra la sessione mattutina e quella pomeridiana, tra un caffè ai tavolini del bar del centro e un pisolino sotto gli ombrelloni (caldo permettendo), c'è tempo per fare due chiacchiere con due degli uomini di riferimento della società: il direttore sportivo Danilo Facchinetti e l'allenatore confermato alla guida della prima squadra, Filippo Carobbio.

 

Premessa. Ieri era uscito un comunicato con le parole del presidente Nicola Bianchini, che riportiamo: «Sarà una stagione molto importante per noi, la società è nel pieno di un percorso di cambiamento e sviluppo iniziato la scorsa stagione. La nostra certezza si chiama Filippo Carobbio, un allenatore di grande qualità e prospettiva. Tutto l'ambiente è focalizzato sul nostro progetto di crescita, ogni nostro passo è sempre stato fatto con oculatezza, non è un caso se siamo la squadra che nella provincia da più anni milita in questo campionato, terza realtà dopo Brescia e Feralpisalò. Obbiettivi: salvezza il prima possibile ed essere protagonisti in Coppa Italia».

 

Sullo stesso solco viaggiano i pensieri del direttore sportivo Danilo Facchinetti, il cui lavoro estivo può definirsi in gran parte completato: «Siamo soddisfatti del nostro mercato. Lavoriamo sempre in gruppo, io e il direttore dell'area tecnica Giuseppe D'Innocenzi ascoltiamo tutte le direttive che ci arrivano sia dalla società che dallo staff tecnico. Adesso iniziamo la preparazione, il mister toccherà con mano i nuovi arrivati e ci dirà se sarà eventualmente necessario ritoccare ulteriormente la rosa. Quest'anno ho avuto più tempo per muovermi e credo che siamo riusciti a dare a mister Carobbio del materiale importante, anche in relazione alle opportunità avute e ai cambi che siamo stati costretti a fare».

 

«A malincuore abbiamo lasciato andare una bandiera come Maycol Andriani, per sue esigenze personali; Jacopo Mozzanica ed Andrea Franzoni sono due giocatori molto importanti per la categoria; avevamo necessità di ringiovanire la rosa, ci siamo direzionati su Marco Avesani, difensore centrale del 2000 di grandi prospettive; non da ultimo dovevamo portare a Mazzano una punta di rilievo, viste le difficoltà sotto porta avute nella passata stagione. Non è vero che Ciro De Angelis è stata per noi una seconda scelta, anzi, il primo colloquio lo facemmo proprio con lui, ma sinceramente non pensavamo di avere le disponibilità economiche per venire incontro alle sue richieste. Ciro l'ho avuto anche all'Alzano Cene, lo conosco ed è il profilo ideale per noi, soprattutto perché è stato lui a voler venire, è stato lui a venirci incontro pur di tornare a vestire questa maglia. Sono queste le cose che fanno la differenza per noi, i nostri giocatori devono voler giocare al Ciliverghe, sposare il nostro modo di fare calcio. Un'ultima parola la spendo su Filippo: ho lavorato con parecchi allenatori, lui è fin troppo meticoloso, ha preparazione e carattere per ambire a grandi piazze; lo ha dimostrato l'anno scorso, rivoltando la squadra nel momento di massima difficoltà e portandola ad una meritata salvezza».

 

La salvezza, questo l'obiettivo reale anche per lo stesso Filippo Carobbio, che comincia la sua terza stagione, la seconda dall'inizio, alla guida del Ciliverghe: «Speriamo sia un campionato meno incasinato dell'ultimo, vogliamo salvarci con maggiore tranquillità e non voglio sentire parlare di altro. Il girone nel quale saremo inseriti è indifferente: se sarà quello bresciano e bergamasco bene, se rimarremo in quello emiliano è uguale, l'anno scorso abbiamo imparato a conoscerlo, non lo affronteremo più al buio. Abbiamo parecchi giovani, Andrea Valtorta è una grande quota, lui e il gruppo di 2000 è molto valido, poi di Avesani mi hanno detto molto bene; abbiamo fatto delle scommesse, perché qualcuno arriva dall'Eccellenza, i 2001 sono tutti prodotti della nostra Juniores Nazionale, quindi ci sarà da valutare. Tuttavia abbiamo anche delle certezze, come Mozzanica e Franzoni, due giocatori che avevo espressamente richiesto e che sono felice siano arrivati qui nonostante avessero molti pretendenti. Benissimo De Angelis: mentre altri che avevamo cercato ci hanno preso in giro, lui ha dimostrato di volere fortemente il Ciliverghe».

 

Chi vuole intendere intenda ma, stoccata a parte, quest'anno sarà importante non solo per la squadra, ma anche per la carriera, la crescita e le ambizioni dello stesso allenatore bergamasco: «Il successo di un allenatore è figlio dei risultati della sua squadra. Sono fortunato, perché questa società crede in me e l'ha dimostrato coi fatti: l'anno scorso mi hanno confermato anche quando le cose non andavano bene, da qualsiasi altra parte sarei stato esonerato. Ma io sono anche ambizioso, Ciliverghe è casa mia e spero che possa davvero essere il trampolino di lancio per la mia carriera. So che il mio passato pesa ancora e mi penalizza (riferimento al caso calcio combine esploso a inizio decennio, ndr), ma spero che prima o poi il mondo del calcio riesca ad andare oltre e mi valuti per quello che sono adesso».

 

Matteo Carone

 

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