Autografi ai bimbi e un posto nella hall of fame del club: il ritorno di Cistana a Ciliverghe

Redazione

Che siano importanti l'uno per l'altra è davanti agli occhi, lo si nota fin dall'attraversamento del cancello del Centro Sportivo "Sterilgarda" di Mazzano: l'affetto dei bambini in cerca di foto e autografi, l'orgoglio dei dirigenti che ritrovano un volto che ricorda loro il miglior momento sportivo della società, ma anche l'emozionata compostezza di un ragazzo che in punta di piedi è passato in un biennio dalla D alla nazionale italiana. Senza che nessuno si accorgesse della sua crescita. Quasi nessuno.

 

L'uno è Andrea Cistana, l'altra è la società Ciliverghe, due realtà partite dal basso, costruite su solidi valori e arrivate dove nessuno si aspettava. L'occasione del rendez-vous l'ha fornita oggi il club bresciano, che ha invitato il difensore del Brescia tra le mura domestiche di Casa Cili per riconoscergli un momento celebrativo, l'ingresso della fotografia di Cistana in maglia gialloblu all'interno della galleria che mette in fila in altrettante immagini tutti i giocatori passati da Mazzano che ne hanno in qualche modo cambiato la storia. Tra questi c'è anche Filippo Carobbio, attuale allenatore del Cili, ex compagno di Cistana in quell'unica stagione di militanza comune.

 

Si trattava dell'annata sportiva 2016-2017 conclusa con la vittoria dei play off, poi ridimensionata dalla rinuncia della società guidata da Nicola Bianchini di accogliere la possibilità di iscriversi alla Lega Pro guadagnata sul campo. Mai il passo più lungo della gamba, filosofia inattaccabile. Nel riabbracciare l'ex compagno di spogliatoio - quanto gli farebbe comodo averlo ancora in rosa... - Pippo Carobbio ricorda un aneddoto di quell'esperienza vissuta assieme: «Lui arrivò giovedì, domenica avevamo la prima di campionato. Ovviamente partì dalla panchina, avendo fatto solo due giorni con noi, ma dopo pochi minuti venne espulso Minelli: fu scelto lui per prendere il posto vacante in mezzo alla difesa e da subito ci accorgemmo di aver trovato un giocatore importante. Non solo per noi, non solo per quell'annata. Quelle qualità, quelle doti le ha sapute tirare fuori anche nel calcio che conta. Ha fatto tutto lui, ha lavorato tanto, è un ragazzo intelligente: si sta meritando tutto».

 

Sembra che nulla lo tanga - come in campo del resto - nemmeno le dimostrazioni esaltate dei piccoli della scuola calcio del Ciliverghe, che gli corrono incontro e lo circondano. Eppure, dentro gli occhi, Andrea Cistana tradisce ricordi emozionanti e una riconoscenza non scontata: «Il Ciliverghe  - confessa il ventiduenne bresciano - è stata per me un'esperienza fantastica, quell'anno andò davvero tutto per il meglio. Pippo mi fece crescere molto, ma tutto il gruppo si dimostrò di essere speciale e capace di un'impresa come quella della vittoria play off. Per me fu importante maturare subito tra i grandi, anche se in Serie D, perché tra pari età e prime squadre c'è un abisso. Tuttavia riconosco che ci siano giocatori che escono pronti dalla Primavera. Dipende dal livello della Primavera, dal livello del giocatore e da ciò di cui lui ha bisogno».

 

Banner Transped articoli

banner piccolo futbuk