Gambara, con l'ex baby prodigio Dalla Torre media gol/partita da record lombardo

Redazione

Una macchina da gol, ben oliata, con un motore costruito in casa ed un turbo sempre pronto ad essere azionato. Al secondo anno di purgatorio in Terza, dopo che il primo si era concluso con la delusione di una finale play off persa, l'Oratorio Gambara sta finalemente imponendo la sua legge al girone B bresciano, quella del gol.

 

No, Max e i suoi 883 non c'entrano nulla (anche perché qui si parla di macchine, non di moto), nessuna dura lex, nessuna delusione di gente che col sorriso, dopo l'uso, ha buttato via amori o amicizie. Qui si parla proprio di gol, quelli veri. Che poi a dirla tutta a Gambara l'amicizia è un valore che resiste e si riscopre anche a distanza di anni, ed è sul forte legame di alcuni compaesani con la passione del pallone che la società calcistica ha voluto rifondare dopo la retrocessione dalla Seconda, (ri)trovando ragazzi affamati di gioco, e questa fame non ha categoria. Tra i gambaresi richiamati all'ovile spicca l'innesto estivo di un ex enfant prodige giramondo, Roberto Dalla Torre, diventato in pochi mesi la principale bocca di fuoco di un attacco mostruoso. Il turbo al motore, azionato spesso e volentieri.

 

Prima di andare da Roberto, snoccioliamo un po' di numeri della capolista, numeri da record. Il campo vuoto nella casella "sconfitte" è la reale statistica che permette al Gambara di mantenere 5 punti di vantaggio sulla Pontevichese (che potrebbero ridursi a 2 in caso di vittoria degli inseguitori nel match che dovranno recuperare). Ma il cerchiolino rosso va apposto attorno alla casella "reti segnate": 80, in 21 partite. Dati alla mano, si tratta dell'attacco migliore di tutte le Terze lombarde contando la media gol per partita: 3,81 il Gambara (80/21), seguito dal 3,6 della milanese Arluno (72/20), dal 3,5 della bergamasca Calcio Leffe (56/16) e dal 3,46 della comasca Cassina Rizzardi. Proprio questi ultimi detengono il primato nel numero totale di marcature, 83, da dividere tuttavia per 24 incontri, 3 in più dei bresciani, destinati al sorpasso. Insomma, cifre importanti di un reparto spietato, che ha in Dalla Torre il suo terminale preferito: con la doppietta di ieri nel 7-0 esterno allo Scalmati il conto dell'attaccante classe '94 è salito a 20, in 20 partite. Esattamente un quarto della torta di squadra.

 

Roberto non è l'unico del Gambara ad appartenere ad un'altra categoria, ma pochi in Terza possono vantare esperienze passate importanti come la sua. Senza qualche infortunio di troppo, oggi probabilmente avrebbe una carriera delineata verso altri e più brillanti orizzonti. «Da Gambara - racconta - passai all'Atalanta all'età di 9 anni, feci un paio di stagioni ma poi tornai perché non riuscivo ad ambientarmi. Andò meglio alla Cremonese, dove restai dai Giovanissimi alla Berretti; fui girato successivamente al Nuvolera in Eccellenza, ma la pubalgia mi fece rimanere fuori tutto l'anno. Poco dopo scelsi di cambiare del tutto, decisi di andare in Australia un anno per un'esperienza lavorativa. Di ritorno, fui preso dal Casalromano, dove vinsi i play off di Prima». Arrivato in Promozione, la seconda mazzata: «Alla seconda giornata mi ruppi il crociato posteriore; dovetti stare fermo un altro anno. Dopo questo nuovo infortunio, una volta guarito, presi la decisione di tornare a casa, al Gambara. Qui già giocavano molti dei miei amici, conoscevo bene anche il gruppo di Leno, in più il diesse Simone Gibellini è mio amico e mister Enrico Giordani l'avevo già avuto in quei primi due mesi al Casalromano in Promozione. Sono tornato per me e per loro».

 

E per il paese, che ora si gode lo spettacolo messo in scena ogni domenica dai suoi ragazzi. «In rosa c'è tanta qualità, troviamo facilmente la via della rete, tanto che siamo già in 4 o 5 in doppia cifra. Io sono a 20 e sono contento, anche nel nuovo ruolo che sto interpretando, punta centrale nel 4-3-3: ho sempre fatto o l'attaccante esterno o il trequartista. Peccato aver saltato una partita per squalifica, anche perché quella partita era il derby col Gottolengo, a cui tenevo molto. In definitiva il gruppo merita almeno una categoria in più e il nostro obiettivo non può che essere quello di raggiungerla a breve. Siamo motivati, lo sono soprattutto i compagni che c'erano già dall'anno scorso e che hanno ancora addosso la delusione della finale play off persa».

 

Quest'anno la storia sembra poter giungere ad un altro e più soddisfacente epilogo, Pontevichese (miglior difesa) e Pavonese Cigolese non mollano ma sembra che il Gambara abbia effettivamente qualcosa in più. Un motore col turbo, ad esempio.

 

Matteo Carone

 

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