Nuova Aurora a Travagliato: il ds Gafforini spiega il successo della Virtus

Redazione

Un ritorno al passato, con un nome nuovo ma nemmeno troppo distante da quello storico. A Travagliato l'Aurora si è fatta in due e, accanto alla squadra di Seconda, dalla primavera 2017 si è affiancato un nuovo sodalizio. Partito dalla Terza, nel giro di una stagione può mettere già la freccia sui cugini, che lottano per non retrocedere, o quantomeno raggiungerli. Sì perché a distanza di un solo anno la Virtus Aurora Travagliato ha già compiuto un passo importante, guadagnandosi l'accesso aritmetico, con due gare di anticipo, in Seconda Categoria.

 

Dietro la formazione che ha dominato il girone A di Terza - mettendo insieme 67 punti in 26 partite (oltre i 2,5 a gara), una sola sconfitta, il miglior attacco (66) e la miglior difesa (12) - ci sono gli stessi uomini che qualche tempo fa si erano affrancati dall'Aurora Travagliato, passata da qualche tempo di proprietà. Tra questi, il ds Silvano Gafforini, che insieme al presidente Giulio Derada e al mister Luigi Andreoletti (ex stella del Travagliato d'Eccellenza) ha saputo guidare una rosa di qualità là dove si sperava potesse arrivare, cioè una serie sopra. E di farlo, cosa non da poco, al primo tentativo. «Siamo lo stesso gruppo di amici che si è staccato dall'Aurora, fondando una nuova società. Nel frattempo ero stato un paio d'anni a Lograto, poi stavo per chiudere con l'Ospitaletto ma si è creata questa opportunità, e ho accettato. La cosa che più mi inorgoglisce è aver ricostruito a Travagliato un settore giovanile rispettabile. Da 300 eravamo rimasti in 40, da lì abbiamo ricominciato a lavorare e in solo un anno siamo nuovamente in 200; abbiamo tutte le categorie, tranne gli Allievi. In più il Comune ci ha riservato gli impianti di Travagliato, mentre l'altra società è andata a giocare a Mairano».

 

Vincere subito era l'obiettivo, ma senza l'ansia da risultato. «Nei nostri intenti c'è quello di arrivare al calcio che conta, quindi almeno in Prima Categoria o in Promozione. Abbiamo fatto il primo passo, l'anno che verrà proveremo a farne un altro, ma senza fretta. E senza fusioni o manovre simili, i nostri obiettivi vogliamo raggiungerli sul campo». A guidare dalla panchina la neonata rosa c'è una vecchia conoscenza dell'Aurora, Gigi Andreoletti, già regista di classe negli anni di Eccellenza. «Abbiamo scelto lui per il suo carisma e perché conosceva già l'ambiente. Ma devo dare grande merito alla società, che ci è stata sempre vicino, ci ha garantito tutto quello di cui avevamo bisogno. Ringrazio tutte le persone che hanno partecipato a questa stagione, anche quelle che si vedono di meno, come i magazzinieri: tutti hanno messo qualcosa per raggiungere il risultato. Sulla squadra c'è poco da dire, avevamo una Ferrari, dovevamo solo trovare il modo di guidarla. Ma non è una cosa semplice. La parte più delicata è trasmettere entusiasmo e la mentalità della Terza, che per giocatori con un passato in Prima o in Promozione è una cosa tutt'altro che scontata».

 

Gafforini-promozioni: non una prima volta. La sua esperienza ha pesato, non solo nella costituzione della rosa, ma anche nella sua gestione. «Di vittorie di campionati ne so qualcosa, mi mancava solo la Terza. Mi è capitato tra le altre a Palazzolo, dalla D alla C, ma anche nel settore giovanile. Quindi so cosa succede quando fai una squadra per vincere, tutti ti giocano contro». La Virtus si è dimostrata comunque più forte di tutti, mettendosi in luce con ben due serie di nove vittorie consecutive. Ma la stagione non si è conclusa alla trasferta di Castelcovati, quella che domenica scorsa ha dato 0-5 e matematico primo posto. «Non è ancora arrivato il momento di staccare. Giovedì abbiamo la semifinale di Coppa Lombardia contro il San Paolo, ripartiamo dallo 0-0 dell'andata, avremo la possibilità di giocarcela in casa. Vogliamo la finale. Quindi per almeno altri quindici giorni non si potrà parlare di futuro».

 

Matteo Carone

 

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