Terza Categoria, domenica ad alta tensione in Juvenilia-Paitone e Verolese-Cadignano: infortuni, risse, polizia, ipotesi di ritiro. Una doppia brutta pagina (non la prima)

Redazione

Due campi di Terza Categoria, due storie simili e diverse che tolgono ogni dubbio a chi si fosse illuso che a Natale i dilettanti diventano più buoni. Il caso della settimana riguarda due episodi di differente violenza, due momenti di grande tensione che non hanno fatto passare una buona domenica agli interessati. E giovedì occhio all'intervento del giudice sportivo, che potrebbe rivelarsi pesante. Di seguito riportiamo fatti e testimonianze appresi dai racconti dei protagonisti.

JUVENILIA-PAITONE, LE DUE VERITÀ SULL'AGGRESSIONE ALL'ARBITRO

«Non è successo nulla di extra verbale. Io ero lì: mister Gobbini è andato muso a muso con l'arbitro, ma non ha assolutamente alzato le mani su di lui. Non so cosa gli abbia detto, immagino nulla di carino, ma non lo ha colpito. E la situazione è tornata tranquilla dopo qualche minuto». Queste parole sono state pronunciate dal ds del Paitone, Alessandro Fusi, intervenuto al nostro telefono per fare chiarezza su un (altro) caso di presunta violenza su un campo da calcio, accaduto al termine di Juvenilia-Paitone, terminata 3-2 per i padroni di casa. Nella fattispecie, l'aggressione ai danni dell'arbitro Daniele Sanniti di Brescia che ieri ha richiesto l'intervento della Polizia, contattata su volontà dello stesso direttore di gara. «Mandano sempre ragazzini - conclude Fusi - che, appena la situazione diventa minimamente problematica, vanno in panico. Non sanno gestire i momenti della partita. Ieri l'arbitraggio è stato scandaloso, ne ha fatte di tutti i colori, tra cui espellere un giocatore con un doppio giallo senza però aver mai dato il primo. Non ho sentito Gobbini né ieri né oggi perché non c'è nulla da chiarire tra lui e la società riguardo a ieri. Ripeto: nessuno del Paitone ha mai messo le mani addosso all'arbitro. Mi sorprende che si dica il contrario».

E di contrario si tratta. In posizione radicalmente opposta, infatti, c'è il commento riportatoci dai vertici della Juvenilia, la vice presidente Sara Rizzini e suo marito, il presidente Giovanni Cortelazzi, uniti nel testimoniare che sì, l'aggressione ci sarebbe stata eccome. «È stata una partita normalissima. Certo, l'arbitro ha sbagliato molto, effettivamente non ha fischiato un rigore in loro favore, ma è stato preso di mira durante tutto l'arco della gara, insultato anche dagli spalti in maniera indecente. Qualcuno ha detto che voleva bilanciare gli errori fatti alla prima di campionato, quando perdemmo a Remedello. Assurdo. Allora finì 13-0 per i nostri avversari perché ad un certo punto ci trovammo a giocare in 7 ed in quella circostanza lui arbitrò benissimo, non ci siamo mai lamentati». Sul fatto specifico il dipinto è a tinte ancor più forti. «Non abbiamo capito da cosa sia partito tutto. Forse dal doppio giallo dato ad uno di loro sul finire della partita. Prima i giocatori del Paitone l'hanno accerchiato, poi l'allenatore, che era fuori di sé, l'ha preso per il collo. L'arbitro, che avrà avuto vent'anni, era molto spaventato, in qualche modo siamo riusciti a scortarlo dentro gli spogliatoi. Da lì ha chiamato la Figc, che gli ha consigliato di chiamare la Polizia. Le forze dell'ordine l'hanno poi scortato a piedi fino alla macchina e successivamente fino a Desenzano». Particolarmente pesanti un paio di frasi che, secondo Cortelazzi, presente con la Polizia nello spogliatoio di Sanniti, lo stesso direttore ha dichiarato alle forze dell'ordine: «Se i ragazzi della Juvenilia non mi avessero accompagnato sarebbe finita male» e: «Mi dicevano: “Cosa gli tieni la parte che sono tutti extracomunitari?”».

Una vicenda dai contorni più che confusi. Le due parti concordano solo su un paio di cose: l'arbitro era in giornata no e tra le due squadre non ci sono state tensioni particolari. La dinamica da chiarire è quella Gobbini-Sanniti. Tutto dipende da ciò che l'arbitro ha scritto sul referto e lo scopriremo solo giovedì. È probabile che l'allenatore venga fermato per molto tempo.

VEROLESE-CADIGNANO DURA SOLO 85 MINUTI

Doveva essere il primo di una lunga serie di derby tra due squadre della stessa realtà, con tanto di rappresentanza dell'amministrazione comunale seduta in tribuna ad assistere all'evento. Si è trasformata in una partita dal triste epilogo. Bilancio: gara sospesa all'85' circa, sullo 0-0, per tafferugli in campo, un giocatore in ospedale, lavoro extra in arrivo per il giudice sportivo.

Partiamo dai fatti così come il presidente dei padroni di casa, Claudio Cavalli, ce li ha raccontati: ad una manciata di minuti dal 90' un giocatore del Cadignano interviene in maniera scomposta e assai pericolosa su Pietro Quinzanini che, colpito, riporta la frattura di tibia e perone; dalla panchina della Verolese si alza di scatto un giocatore di casa, che entra in campo scagliandosi contro l'autore del fallo; da qui inizia un parapiglia che indurrà il sig Pietro Rea di Brescia a fischiare anzitempo il termine del match, rifugiandosi negli spogliatoi; nel frattempo il disordine prosegue sul terreno, per poi concludersi più tardi; Quinzanini è immediatamente trasportato in ospedale da un'ambulanza.

La posizione della Verolese è dura e riguarda non solo la singola partita, ma registra una tendenza riscontrata fin dall'inizio di questa prima esperienza di categoria. «Quello che è successo - sentenzia Cavalli - è una sconfitta per il calcio e per il paese di Verolanuova. Noi ad inizio anno abbiamo iscritto questa squadra per dare l'opportunità ai giovani di fare esperienza e mettersi in mostra, anche in vista di un possibile utilizzo futuro in Promozione. Dopo 14 partite ci troviamo ad avere 6 infortuni gravi, tutti di natura traumatica. Non è possibile andare avanti così, non ha senso, il nostro intento iniziale cade completamente di fronte a questo modo di fare calcio».

«Da presidente mi trovo all'inizio di ogni partita a dover sperare che non si faccia male nessuno, e adesso i giocatori cominciano a chiedersi chi sarà il prossimo. Nelle prossime partite non sappiamo chi mandare in campo e anche i ragazzi non la vivono serenamente come dovrebbe succedere in questa categoria. L'educazione che stiamo provando a dare ai nostri ragazzi del settore giovanile si annulla con questi fatti. C'è poi da dire che la classe arbitrale non si dimostra all'altezza, perché anche ieri il direttore non ha saputo gestire i momenti. Il giocatore che ha rotto tibia e perone a Quinzanini era entrato da qualche minuto e si era già reso protagonista di un brutto fallo, in quel caso fortunatamente senza conseguenze. Appena iniziato il casino l'arbitro ha fischiato tre volte ed è scappato negli spogliatoi».

«Le responsabilità sono da dividere, sicuramente ha sbagliato anche il nostro tesserato, che è entrato in campo con la rabbia istintiva di chi vuol farsi giustizia da solo, derivata dalla vista dell'amico infortunato in quel modo. Ma non è possibile che, col giocatore ancora a terra dolorante, si sia continuato a litigare in maniera così accesa. Ripeto, andare avanti così non ha senso. Chiamerò in Federazione, chiederò di poter ritirare la squadra, anche se credo non si possa fare senza incorrere in una severa multa. Siamo molto dispiaciuti e vicini al ragazzo. L'hanno operato stamattina, per lui la stagione è finita. Forse anche per noi».

Per il Cadignano, a prendere la parola è invece Mattia Farina, giocatore e direttore sportivo: "Per i fatti successi domenica pomeriggio posso dire solo che sono episodi che non dovrebbero mai esserci in un campo di calcio. La partita è stata combattuta e giocata regolarmente fino all'85'. Verso la fine della gara c'è stato un fallo commesso da un nostro giocatore che poteva essere sanzionato con il cartellino rosso e in quel momento gli animi si sono scaldati notevolmente soprattutto sulla panchina della Verolese. Due minuti più  tardi c'è  stato un contrasto di gioco in mezzo al campo tra il nostro calciatore (lo stesso del fallo precedente) e il giocatore della Verolese (Pietro Quinzanini) e dall'impatto ne è uscito il grave infortunio per quest'ultimo. A quel punto un giocatore della Verolese che era in panchina, seguito dall'allenatore e dirigenti, sono entrati in campo per andare verso il nostro giocatore con "fare minaccioso" e da li ne è  scaturita una rissa squalificante per il mondo del calcio".

"Innanzitutto - aggiunge - voglio dire che siamo vicini al ragazzo Pietro Quinzanini che ha solo 19 anni e gli auguriamo una guarigione totale e ci aspettiamo anche noi di rivederlo più  forte di prima su un campo da calcio. Per quanto riguarda i fatti successivi all'infortunio posso dire che il fallo commesso dal nostro giocatore è  stato visto come fallo volontario e intenzionale ma così non è in quanto sono entrati entrambi in contrasto per prendere il pallone e purtroppo Pietro Quinzanini ha avuto la peggio. Sono episodi che purtroppo possono capitare e ripeto dispiace tantissimo vedere quanto successo. Penso anche che, se hanno avuto anche altri gravi infortuni, non siano stati tutti volontari bensì dettati da sfortuna e contrasti di gioco che nel calcio possono capitare.
Quello che non deve succedere invece è  la "caccia all'uomo " scaturita dopo il fallo e che ha portata alla rissa nel finale e indotto l'arbitro a sospendere la partita. Noi, ripeto, siamo vicini in primis al giocatore Pietro Quinzanini che deve aver la forza di lottare per una pronta guarigione.
Non so cosa abbia comunicato l'arbitro e quale sarà  la decisione finale sulla partita, fatto sta che episodi del genere e intendo rissa finale e insulti vari non dovrebbero mai succedere soprattutto  in un campo di calcio che è luogo di divertimento e rispetto reciproco. Domenica sono tornato a casa dalla partita sconsolato e amareggiato per quello che è  successo. Voglio solo spendere ancora una parola anche per il nostro giocatore che ha commesso il fallo e che a fine partita negli spogliatoi era abbattuto e provato per quello che era successo e questo testimonia il fatto che non voleva assolutamente fare male all'avversario. Purtoppo questi episodi capitano come si è  visto anche recentemente in Brescia-Cagliari con il grave infortunio di Dessena, ma questo non deve sfociare in vendette personali e "caccia all'uomo".  Attendiamo il comunicato ufficiale.. intanto posso solo fare ancora tanti auguri a Pietro Quinzanini! Forza e ti aspettiamo in campo.."

 

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