Il caso - Virtus Feralpi Lonato-San Michele Calcio non ricomincia dopo la sospensione: gli ospiti si rifiutano di tornare in campo

Redazione

"Non gioco più, me ne vado". Stavolta non è una canzone, non esce dalla bocca di Mina e di poesia non ce n'è traccia: il contesto è quello dell'ennesimo campo di calcio infangato da polemiche e violenza, fisica e verbale. Il caso della settimana riguarda una scelta shock, un fatto molto grave accaduto ieri a Lonato: il San Michele Calcio, intorno al 60' del match contro la Virtus Feralpi Lonato, ha valutato non ci fossero le condizioni per continuare a giocare e si è rifiutato di proseguire l'incontro, decretando un triplice fischio anticipato che probabilmente consegnerà la vittoria a tavolino all'avversario.

Era già capitato in questa stagione, nel match tra Odolo e Calvagese Giovanissimi, col mister ospite che aveva ritirato la sua squadra a fine prima frazione. Stavolta accade addirittura tra i "grandi", in Terza Categoria. La ricostruzione nitida dei fatti è abbastanza ardua, perché mai come questa volta le posizioni prese dalle due società interessate si distanziano fino ad occupare posizioni antitetiche. Insomma, l'una smentisce totalmente l'altra. Su un unico particolare le due versioni collimano: tra i giocatori in campo non c'è stato alcun battibecco. Tra San Michele e l'arbitro Nicola Tosoni di Brescia, così come tra le due tifoserie sugli spalti, invece, il discorso è diverso.

Tramite la propria pagina Facebook, stamattina il San Michele aveva decretato il silenzio stampa, dissociandosi da tutti gli articoli che sarebbero stati scritti in merito alla partita di ieri. Nel tardo pomeriggio, attraverso il medesimo mezzo di comunicazione, la società ha diramato un comunicato ufficiale come unica fonte gardonese da considerare, confermando il divieto di rilasciare dichiarazioni a giocatori e dirigenti. Per aiutarci a capire meglio come la pensa chi è, in questo momento, nell'occhio del ciclone, prendiamo testualmente qualche stralcio del comunicato.

«Vincere sul campo, lontano insieme anche ai propri sostenitori è una cosa che ci affascina, ma quando subentrano violenza e intimidazione per cercare di veicolare arbitri alle prime armi e di giovane età, succede quello che è successo a Lonato. [...] Non abbiamo e vogliamo mettere alla gogna nessuno, ma tantomeno vogliamo essere presi per i fondelli. [...] I fatti partono al 20' del primo tempo quando l'arbitro concede un calcio di rigore inesistente al Lonato che si porta in vantaggio 1-0. Al rientro dagli spogliatoi, dopo 5 minuti, concede un rigore netto ma anche in netto fuorigioco a noi. Il nostro giocatore va sul dischetto e si fa parare il penalty, ma da quel momento viene pesantemente preso di mira dal pubblico di casa con frasi che di cordiale e sportivo non avevano nemmeno le iniziali. Tanto è vero che un nostro tesserato, presente in tribuna perché infortunato, si alza e dice ai tifosi di casa che sarebbe il caso di darci un taglio con gli insulti pesanti gratuiti. Una volta giratosi viene aggredito e colpito al volto con due pugni, viene successivamente visitato al Pronto Soccorso e gli vengono dati 6 giorni di prognosi. L'aggressore viene portato via e fatto entrare negli spogliatoi passando per il recinto di gioco (quindi introdotto senza nessun permesso, non essendo lo stesso presente in distinta ufficiale senza che l'arbitro dicesse alcunchè). La partita prosegue e proseguono pure gli insulti, ma le squadre in campo dimostrando grande maturità e senso di responsabilità tanto è vero che la partita non assume, nonostante l'episodio sugli spalti, nessuna conseguenza nervosa. Al 59' un nostro difensore interviene nettamente sulla palla ma per il direttore di gara è di nuovo rigore, estraendo un cartellino rosso all'indirizzo di un altro nostro giocatore, reo di aver chiesto che fallo avesse visto l'arbitro. In quel momento il nostro allenatore, sentitosi preso in giro, esterna tutta la sua disapprovazione e viene espulso anch'egli. L'arbitro fa battere il rigore e il Lonato segna, dopodiché lo stesso direttore di gara fa due fischi e rientra negli spogliatoi tra l'incredulità dei giocatori in campo. Dopo poco esce dagli spogliatoi e comunica che prima vuole riiniziare la partita sul risultato di 1 a 1, poi sull'1-0 per i padroni di casa dichiarando apertamente che il rigore non c'era e aveva commesso un errore. Parla con il nostro capitano e gli dice apertamente "se volete faccio 3 fischi e la finiamo qui", a questo punto il nostro capitano, capita la reale difficoltà dell'arbitro, gli comunica che sarebbe stato meglio vista la situazione terminare la partita. L'arbitro fa i 3 fischi, si fa la doccia ed esce dall'impianto senza nessun insulto. [...] Attendiamo il comunicato (del giudice sportivo, ndr) e, se le cose verranno valutate seriamente e con obiettività continueremo a scendere in campo, altrimenti troveremo qualcos'altro da fare la domenica. E ringraziate che il buon senso dei giocatori ha prevalso sulla follia, altrimenti staremmo raccontando tutta un'altra storia. Ringraziamo pubblicamente i nostri tifosi e tesserati che hanno usato senso civico e testa, solo per questo meritiamo i playoff».

Le pesanti parole espresse da Gardone Riviera cozzano vistosamente con la versione del vice presidente del Lonato, Gianpiero Anchieri, presente alla partita. Contattato dalla redazione via telefono, ha così commentato i fatti: «Nel primo tempo l'arbitro ci dà un rigore che realizziamo, si va all'intervallo sull'1-0. Ad inizio ripresa ne viene fischiato uno che non c'era a loro, ma lo sbagliano ed il risultato non cambia. Intorno al quarto d'ora l'arbitro fischia il terzo rigore, ancora per noi. Qui inizia il parapiglia. I giocatori avversari accerchiano il direttore, uno di loro lo spintona e viene espulso. Il loro allenatore, che già da alcuni minuti stava protestando vistosamente, entra in campo minaccioso, viene espulso anche lui. Segniamo il 2-0 dal dischetto, all'arbitro arrivano insulti e minacce come "mongoloide", "ti spacco la faccia"; a quel punto, spaventato, fischia la sospensione e corre negli spogliatoi; chiama la Federazione e, dopo qualche minuto, esce con l'intenzione di riprendere la partita. Noi eravamo in campo ad aspettare. Andato dal capitano del San Michele, si sente dire che loro non vogliono riprendere la partita. A quel punto l'arbitro fa un triplice fischio e chiude l'incontro. Nel frattempo anche tra il pubblico si era acceso il nervosismo, da parte di entrambe le tifoserie. C'era anche qualcuno dei nostri, non lo nego, ma chi ha ecceduto si prenderà le sue responsabilità». Prima di chiudere, Anchieri ha infine confessato di aver letto il comunicato della società avversaria, rimanendone allibito: «Hanno rigirato tutto come se fossero loro le vittime, pazzesco. Quello che è accaduto sugli spalti non ha influenzato in alcun modo il gioco. Non si può rifiutarsi di giocare per dei rigori fischiati contro».

Evitiamo ulteriori commenti, ognuno si farà la propria idea sul caso. Aspettiamo invece eventuali argomentazioni e pene da parte del giudice sportivo. Giovedì si prospetta una nuova e corposa "mannaia".

 

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