Il caso - Altra gara sospesa, stavolta è Rudianese-Gottolengo. Le parti in causa d'accordo: si poteva continuare

Redazione

Sfogliando i quotidiani locali, stamattina ci siamo imbattuti in una breve segnalazione data dal Giornale di Brescia, un trafiletto che riguardava la partita di Terza tra Accademia Rudianese e Gottolengo. Nel leggere dell'ennesima sospensione del match non dovuta a circostanze meteorologiche bensì a disordini di gioco, pensavamo di essere nuovamente finiti nell'imbuto della polemica. Contattando i diretti interessati, abbiamo invece constatato che, a conti fatti, l'evento potrà essere velocemente derubricato come un incidente di percorso di una carriera arbitrale probabilmente appena iniziata.

È la seconda volta che la versione di entrambe le società coinvolte collima quasi perfettamente, lo annotiamo come un segnale positivo. Al 34' della ripresa di Rudianese-Gottolengo, un presunto tocco di mano nell'area dei locali è seguito dalle animate proteste del numero 9 ospite, Maolucci. L'arbitro Alessio Affatato di Brescia ed il giocatore entrano in contatto, ciò spinge il direttore a sospendere l'incontro. È presente il Commissario del settore arbitrale, che avvalla la decisione dell'arbitro. Il sig. Affatato compila il referto comminando l'espulsione a Maolucci, che in campo non era stato espulso per il gesto. Il resto della storia la scriverà il Giudice Sportivo.

Mettiamo, uno di fianco all'altro, i due punti di vista delle parti in causa. Così Provezza, dell'Accademia Rudianese: «L'episodio scatenante è stato un tocco col braccio in area di un nostro giocatore, un caso dubbio che l'arbitro non ha reputato falloso. Solo un paio dei loro giocatori si sono lamentati, soprattutto il numero 9, che ha toccato sul colletto il direttore. Non c'è stata alcuna violenza, non è il caso di dire che gli abbia messo le mani addosso, sembra un'espressione troppo forte, quando in realtà l'ha solo toccato. L'arbitro in quel momento ha sospeso l'incontro e si è rifugiato negli spogliatoi. Si è sentito non tutelato, si è spaventato. Era presente il Commissario, sono stati a parlare fino alle 17.30. A noi lui ha detto: "Non so quali saranno le conseguenze, deciderà il Giudice Sportivo". Spero solo non ci facciano ripetere la partita, non perché stavamo vincendo 1-0, ma perché non sarebbe comodo nemmeno per loro».

Dall'altra parte, Comencini del Gottolengo: «È successo ben poco. C'è stata una vivace protesta di Maolucci in merito ad un calcio di rigore non dato. Il nostro giocatore ha toccato sul petto l'arbitro, è stato un gesto istintivo, come per dire "non hai visto che era rigore?". Non c'è stata spinta, nessun gesto violento, solo una reazione istintiva. Bastava espellere il giocatore ed andare avanti con la partita, anche perché fino a quel momento era stata molto tranquilla. Secondo me si è spaventato, avrà pensato che l'episodio potesse degenerare. Erano meravigliati anche i nostri avversari. C'era un Commissario di campo presente, che ha tenuto la parte dell'arbitro. Probabilmente ci daranno 0-3 a tavolino, ma non importa, la sospensione non ha falsato la gara, stavamo già perdendo ed il nostro campionato è ormai compromesso. Spero solo ragionino lucidamente su come è andata realmente e non diano una pesante squalifica al nostro giocatore. Come mai tutti questi casi di sospensione non sempre giustificati? Credo che il motivo sia l'inesperienza dei direttori di gara, niente di più».

Va in archivio così anche questo caso, aspettando la mannaia del giovedì. Un ultimo appunto. Sul fatto che il campionato del Gottolengo sia compromesso si potrebbe opinare, dato che i bassaioli si trovano in piena corsa playoff. E nemmeno il punteggio dell'incontro al momento della sospensione, negativo sì ma con un solo gol di scarto tra le contendenti, era definitivo. Tanto di cappello quindi al Gottolengo che si è posto nelle condizioni di accettare decisioni e verdetto senza nascondersi dietro la strategia del "torto subito".

 

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