Scalmati-Gabiano, finale play off di Terza ad alta tensione. Gli ospiti chiudono in 7, l'arbitro fischia con 7' di anticipo

Redazione

Posta in gioco che si impenna, tifo focoso e nutrito, arbitro in confusione. Ieri, nella finale play off tra Scalmati e Gabiano, c'erano tutti gli ingredienti per un match ad alta tensione, e così, purtroppo, è stato. Purtroppo perché a pagarne è stato il gioco, la sfida tecnica tra due delle tre migliori squadre del girone B di Terza Categoria, che dopo un campionato tirato si scontravano per guadagnarsi la Seconda. Il 2-2 finale – tra gol di mano, rigori non dati, sette espulsioni (sei per gli ospiti) e fischi finali anticipati – promuove i padroni di casa, mentre la rivale se ne torna a casa facendo il conto degli episodi negativi a proprio svantaggio, legittimi e non.

Come sempre, ci affidiamo a chi nel pomeriggio di ieri era presente e può testimoniare sui fatti accaduti. Le due ricostruzioni, una per parte in causa, collimano praticamente su tutto. Così Francesco Barbieri, ds del Gabiano: «Finita la partita finito tutto, non c'è più nulla da recriminare. Detto questo, l'arbitro (il sig. Leonetti di Chiari, ndr) ha inciso tantissimo. A cominciare dall'1-0 per loro, segnato di mano, come ha poi ammesso lo stesso Girelli. Posso capire il ragazzo, è l'istinto del momento, ma anche con quell'errore la partita sarebbe andata via liscia. Invece pochi minuti dopo non ci hanno dato un rigore netto, gli animi si sono accesi ed è arrivata la prima espulsione ad un nostro giocatore. Le scelte sbagliate dell'arbitro hanno influenzato molto la partita e se volessimo potremmo parlare anche della decisione di far finire l'incontro sette minuti prima rispetto al termine regolamentare, per via di una pallonata arrivatagli addosso dalle tribune. Come mi sento? Come se avessi vinto sul campo ma non nel risultato: pur avendo giocato per tanto tempo uno o più uomini in meno li abbiamo "tenuti là" tutta la partita; le reti prese sono state un gol di mano e un'autorete, abbiamo pareggiato con sei espulsioni a nostro carico e senza aver giocato tutti i minuti indicati. In Seconda ci vanno loro ma non mi interessa, perché sono molto contento dei miei ragazzi. Comunque la partita è finita, è andata così, non serve a niente andarci dietro».

Sulla sponda Scalmati si pone l'accento su un altro elemento destabilizzante del match, la tensione contagiosa giunta dagli spalti. Una persona connessa alla società di Gerolanuova, che era in tribuna, commenta: «La rabbia ed il nervosismo ci sono stati da entrambe le parti, anche perché quando la partita è molto sentita è normale che la tensione aumenti in campo. Il problema è che si è sentita molto l'influenza dalle tribune. C'era tantissima gente, soprattutto ospiti, l'agitazione esterna ha contribuito ad aumentare quella in campo. L'arbitro ha fischiato prima della fine? Vero. Aveva dato dieci minuti di recupero e per conto mio c'erano tutti, anzi, poteva darne anche quindici per il tempo che si era perso nei novanta minuti; tuttavia all'ennesima pausa, dopo che era stato pure colpito da un pallone arrivato dagli spalti, malgrado mancasse ancora del tempo ha deciso di chiudere lì. Poi sono stati chiamati i Carabinieri, perché l'ambiente non era più sicuro». Dino Bonfadini, allenatore in seconda dello Scalmati, fa eco e precisa: «In campo l'arbitro si è giustificato dicendo che il recupero è sempre a sua discrezione, per questo arrivati al terzo minuto ha fischiato la fine nonostante ne avesse dati dieci. Il direttore ha sbagliato tanto, loro hanno finito in sette, anzi, alla fine dovevano essere in sei, perché era arrivato anche il quinto espulso in campo, ma probabilmente era già stata fischiata la fine. Facendo un bilancio della stagione noi siamo contenti della promozione, ce la siamo meritata trainati da un attacco super, il migliore del girone (e secondo in Terza solo a quello del Toscolano, ndr). Ad inizio anno puntavamo ai play off, volevamo salire, ma di certo non mi aspettavo di farlo così, tramite una partita di finale in cui, di fatto, non si è mai giocato a calcio».

 

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