Nasce l'Asd Nuvolera Calcio: nuovo nome, nuova frontline per una nuova idea di sport

Redazione

L'ufficialità dovrebbe arrivare solo a fine settimana, ma la neonata dirigenza nuvolerese ha anticipato i tempi e ha scelto CalcioBresciano.it per mettersi ufficialmente sulla mappa del calcio dilettantistico nostrano. Lo Junior Nuvolera, dopo varie vicissitudini e una via crucis lunga un paio di stagioni, ha cessato di esistere. La società di riferimento nel "paese del marmo Botticino" sarà l'Asd Nuvolera Calcio, un progetto fresco ed ambizioso che, al di là dei luoghi comuni, vuole dare una spallata ai problemi sofferti negli ultimi due anni per guardare avanti con entusiasmo e trasparenza.

Il torneo giovanile appena concluso presso il centro sportivo di paese si colloca, di fatto, come spartiacque tra recente passato e futuro più prossimo. Quello che ha vissuto lo Junior Nuvolera negli ultimi mesi lo sa solo chi ne ha fatto parte, chi è subentrato in corsa munito di salvagente, chi ha cercato di arrivare in fondo per chiudere e ricominciare. Oggi siamo arrivati a quel momento, a quell'istante in cui si mette il punto e si va a capo. Si gira pagina, si entra in un nuovo capitolo. Anzi, diciamolo pure: si butta via la risma vecchia e si comincia a scrivere un racconto completamente diverso.

Abbiamo incontrato le due nuove figure di riferimento dell'organigramma societario, il presidente Cristina Bianchessi ed il suo vice Stefano Sivieri. Una psicologa ed un operaio che si sono rimboccati le maniche e, con pochi ma fidati collaboratori, stanno cercando di costruire qualcosa di buono per il paese. Tutto è nato negli ultimi sei mesi, nel momento fissato nelle menti di tutti in cui si è capito che si stava andando alla deriva.

Cristina, fino a ieri tu eri "solamente" – passami l'avverbio – la mamma di due bambini che giocavano nella scuola calcio dello Junior Nuvolera, mentre tu, Stefano, allenavi nel settore giovanile. Nessun ruolo "interno", dunque. Quando avete capito che dovevate prendere in mano voi la situazione? È stata una vostra volontà forte.
Stefano Sivieri: La volontà era quella di portare a termine i campionati per i bambini, di conseguenza qualcuno se ne doveva far carico, doveva prendersi delle responsabilità.

Vi siete guardati in faccia e sono usciti i vostri nomi, quindi. Quando diventerà ufficiale la nascita dell'Asd Nuvolera Calcio?
SS: Le carte le abbiamo portate oggi (lunedì, ndr), entro questa settimana sarà tutto ufficiale. Il nome è cambiato e i colori sociali sono il nero e il verde, per differenziarsi da quelli di prima, giallo e verde... L'organigramma, a parte Stefano Sivieri vicepresidente e Cristina Bianchessi presidente, comprende il segretario Giovanni Pilotti, l'unico che ha mantenuto l'incarico rispetto alla vecchia gestione, con Luca Montanari e Luca Casali consiglieri.

Qual è l'obiettivo, la mission della nuova società? Cosa vi ha spinto a prendervi quelle responsabilità di cui parlavate prima?
SS: La responsabilità è quella di non lasciare i bambini in mezzo a una strada. A Nuvolera c'è bisogno di un posto di aggregazione che si affianchi all'oratorio. Il calcio è un mezzo per aggregare. Gli obbiettivi sono quelli di far crescere i bambini da un punto di vista calcistico e umano, attraverso un percorso.

Mi sembra di capire che l'attenzione sia quasi esclusivamente rivolta al settore giovanile. Ci sarà una prima squadra?
SS: Sì, ci sarà una prima squadra che farà la Terza Categoria e sarà guidata da Graziano Bodei, che ha già preso il posto dell'allenatore uscente, Massimo Cavalleri. Tuttavia le risorse, soprattutto quelle economiche, saranno impiegate quasi totalmente nel settore giovanile. La filiera del settore giovanile sarà completa, dai Primi Calci alla Juniores.

L'esperienza nel mondo del calcio di Stefano rende meno avventuroso il passaggio mentale che giustifica quello di responsabilità, da allenatore giovanile a dirigente di riferimento (e, comunque, l'impegno di allenatore giovanile rimarrà attraverso la gestione dei Pulcini). Più interessante, a mio parere, capire le motivazioni che hanno spinto una donna, una mamma, che professionalmente non spartisce nulla con questo mondo, a prendersi la briga di sedere sulla sedia più alta ed occupare il ruolo, almeno sulla carta, più importante.
Cristina Bianchessi: Quello che è successo l'anno scorso, almeno dal punto di vista di noi genitori, è stato un trauma. Nessuno si aspettava assolutamente che da un giorno all'altro la terra franasse sotto i piedi delle persone che guidavano questa società, con tutti i problemi derivanti. Loro – Luca Montanari che è mio marito, Stefano, Luca Casali e gli altri – avendo un'esperienza calcistica di livello possono fare tanto. Io, occupandomi di educazione, ho pensato che la mia figura potesse essere un riferimento completamente diverso rispetto al passato. Sono una psicologa, a me interessa la parte educativa ed umana. L'idea mia e di Stefano è quella di aiutare i bambini a crescere anche umanamente. Entrambi i miei figli giocano a calcio e guardo spesso le partite sugli spalti. Si sente di tutto. Vorrei che le cose cambiassero, prima in campo e poi, magari, anche fuori. L'idea di inserire una figura completamente estranea a questo mondo, una donna, che porta con sé uno sguardo differente, femminile, materno, un'educatrice, abbiamo pensato fosse un'idea buona, diversa, vincente.

Una scelta anche d'immagine, quindi. Un volto pulito che paga all'occhio un messaggio immediato differente.
CB: Mi piacciono le sfide, guardo a questo progetto come una cosa complessa ma bella. E tengo a questo paese. Come detto i miei bimbi giocano entrambi a pallone a Nuvolera, io non sono originaria di qui, sono di Orzinuovi, però sono undici anni che vivo in questa realtà e ormai la sento casa mia. Ripeto, sarebbe bello che società sportiva ed oratorio, col quale abbiamo rinnovato la collaborazione, riuscissero ad affiancarsi alla scuola per crescere sotto tutti i punti di vista.

Voi avete preso le distanze dalla vecchia gestione, mi sembra sia il fulcro del discorso. Noi siamo esterni e possiamo solo intuire l'intento, ma la gente di Nuvolera, che ha vissuto in prima persona quel "trauma" di cui sopra, come farà a fidarsi di nuovo? Come farete capire ai vostri compaesani che davvero si è voltato pagina, che sarete sani e trasparenti, che non ci saranno interessi personali ed occulti dietro la facciata di una società calcistica?
SS: Per essere difficile sì, è difficile; ma quando le persone sono serie e coerenti diventa tutto più facile.
CB: Io credo che ci sia parecchia differenza rispetto allo scorso anno credo anche che sia anche visibile. Lo dico sempre alle persone con cui parlo. Non c'è più un "io presidente", un "io dirigente", un "io allenatore". C'è un "noi" collettivo, che condivide le stesse idee di base, la stessa filosofia, e lavora insieme per realizzarla nel concreto. Siamo tutte persone serie e lo dimostreremo con i fatti. Ci sarà maggior comunicazione e maggior trasparenza.
SS: Chiunque potrà entrare in sede e controllare i conti della società. Chiunque, senza nessun problema.
CB: E parlare con noi direttamente, senza passare da nessun intermediario.
SS: Non da ultimo ci fa piacere che il sindaco Andrea Agnelli e tutta l'amministrazione comunale abbiano dato il loro pieno appoggio al nostro operato.

Ultima cosa. Le problematiche che forzatamente vi state portando dietro dalla pessima gestione di terzi dell'ultimo biennio, in particolare quelle economiche, sono state risolte?
SS: Alcune sì, con grandi sacrifici, altre verranno risolte nel prossimo futuro. Il torneo dei bambini appena concluso, con gli stand ed il servizio dei volontari per il mangiare ed il bere, è stato fatto anche con una finalità economica, per raccogliere un po' di fondi e riuscire a pagare le cose principali che potranno servire alla nuova società. Poi quella vecchia andrà per la sua strada. Serve un po' di tempo, ma ci stiamo lavorando e tutto verrà risolto.

È l'auspicio di tutti a Nuvolera. Gambe in spalla, testa bassa, nuovi valori, nuovi volti per fare bene e guadagnarsi la fiducia di chi è ancora ferito dalla gestione precedente. Ciò che conta è che Nuvolera sia tornata sulla mappa del calcio dilettantistico bresciano, un punto di riferimento solido e trasparente. La risma vecchia è nel cestino, le prime righe vergate da presidente e vice fanno da prefazione a questa nuova avventura.

 

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