Approfondimento sulle nuove società bresciane. Capitolo 1: Atl. Mompiano, la Banda Legnazzi

Redazione

Alcune le conosciamo, o meglio, le riconosciamo pur nella nuova veste. Altre sono tutte da scoprire. La griglia di partenza dei campionati di Terza Categoria anche quest'anno svela un piccolo numero di new entry, nuove società nate sotto il sole estivo che iniziano da qui, dal gradino più basso Figc, la loro avventura nel calcio dilettantistico bresciano.

Atletico Mompiano, Nuove Legioni Calcinatesi, Salò Benaco, Atletico Offlaga, Pavonese ed Fc San Paolo. Ognuno di questi neonati sodalizi cela un motivo d'essere, una sua genesi, ognuno di questi progetti guarda ad obiettivi a breve, medio e lungo termine. Insomma, abbiamo materiale fresco per raccontare nuove storie del calcio che più amiamo, quello di casa nostra.

Il primo nome sulla lista è quello dell'Atletico Mompiano. È stato uno dei casi dell'estate calcistica 2016, ve lo ricorderete. Dopo 14 anni di collaborazione, l'USO Mompiano decide di cambiare guida tecnica, comunicando l'esonero ad Antonio Abba Legnazzi. Saputa la notizia e reputando non rispettoso il comportamento avuto dalla dirigenza nei confronti di Abba (nessun preavviso, decisione tardiva nei tempi e poco motivata nel merito, almeno secondo questa campana), i giocatori in rosa si schierano dalla parte dell'allenatore, chiedono lo svincolo e si impegnano a fondare, con lui, una nuova società, rimanendo di base a Mompiano. Nasce l'Atletico, che domenica prossima affronterà la sua prima partita ufficiale, in Coppa Lombardia.

«Il Sarezzo ci ha chiesto di anticipare da giovedì 8 settembre a domenica 4 il match di Coppa - spiega Antonio Abba Legnazzi - quindi il nostro campionato partirà la domenica successiva, dalla seconda giornata. Sinceramente preferisco cominciare dalla Coppa». La voce del tecnico bresciano è sicura, salda, cui va aggiunta una poco velata punta di orgoglio quando l'argomento verte sulla sua nuova squadra, che in definitiva nuova non è. «Sono stati i ragazzi a fondare la nuova società, io li ho solo accompagnati nel passaggio. Siamo gli stessi dello scorso anno, è sostanzialmente il gruppo dell'Uso della passata stagione, più qualche piccolo cambiamento, come l'ingresso di Bravin, ex capitano del Navecortine, ed il ritorno di altri ex del Mompiano che negli ultimi anni avevano dovuto abbandonare per motivi lavorativi. Quando dico che sono stati loro, e non io, a creare i presupposti e fondare la nuova società, è perché è vero. Si sono dimostrati da subito molto convinti e motivati. Quando gli comunicai che ero stato esonerato, la parte del gruppo più integralista reagì subito, chiedendo lo svincolo senza nemmeno voler sentire le ragioni della società; l'altra fetta della rosa, invece, chiese alla dirigenza di convocare una riunione, ma quell'incontro non servì a far cambiare loro idea sulla situazione. Non avrebbero proseguito nell'Uso, si sarebbero uniti ai compagni e con me avrebbero iniziato una nuova avventura. Io li ho assecondati, ma hanno fatto tutto loro».

Dietro questa scelta c'è evidentemente un rapporto che va oltre quello di mister-giocatore, ma trasformare l'idea in azione non è così semplice in questi casi. «Sinceramente all'inizio ero perplesso perché in una situazione del genere ci sono già passato e so che cosa significhi partire da zero: anni fa fondai assieme a mio fratello Mario una società, la Century Fc, e allora la burocrazia non era pesante e complessa com'è adesso. Eppure all'entusiasmo iniziale, che è anche fisiologico, è seguito un profondo impegno, in questo modo siamo riusciti a costruirci questa possibilità». Una possibilità che nasce da una passione e da un rapporto, ma che ha altresì degli obiettivi sportivi chiari. «Salvandoci ai play out abbiamo dimostrato di meritarci la Seconda; siccome il gruppo è fondamentalmente lo stesso, dobbiamo puntare a tornare là dove eravamo. Non conosco bene il girone di Terza, ciò può essere sia un vantaggio che uno svantaggio. Ma sappiamo che possiamo fare molto bene».

Se Abba Legnazzi non può che riaccomodarsi in panchina alla guida della squadra, negli altri ruoli principali di gestione della società troviamo tanti volti nuovi, almeno a noi. «Marco Frisoni è il presidente, poi nell'organigramma sono stati inserite tante persone, anche molto giovani, che ruotavano attorno alla squadra, e che vengono dal nostro stesso ambiente. I ragazzi si sono dati da fare e hanno coinvolto parenti, amici e tifosi, dando loro un ruolo nella nuova società. Abbiamo scelto di rimanere legati a Mompiano, per le partite invece ci sposteremo al Club Azzurri».

Dopo essere stato un caso estivo ed aver mosso anche qualche piccola polemica, ora la banda di Abba Legnazzi vuole pensare solo al campo e a ritornare al più presto in Seconda. Succedesse al primo tentativo, il 2017-2018 potrebbe riservare un derby caldo in quel di Mompiano.

 

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